Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
GIAVAZZI
Francesco Bergamo 11 agosto 1949. Economista. Editorialista del Corriere della Sera. «Devo tutto ai miei studenti, che ogni sei mesi valutano la qualità dei docenti: se si spiega male si è subito “fischiati”» • Docente di Economia politica all’Università Bocconi di Milano. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica al Politecnico di
Milano e il PhD in Economia al Mit di Boston, ha insegnato Econometria ed
Economia politica nelle Università di Essex, Padova, Venezia e Bologna. Ha partecipato al Comitato scientifico
consultivo sul debito pubblico presso il ministero del Tesoro, dove è stato anche dirigente generale dal 92 al 94 • «Come ricorda Domenico Siniscalco “a partire dalla mia generazione, il principale elemento di fascino che Giavazzi
esercita sulla comunità economica è di essere, insieme a Mario Draghi, il primo a studiare in America, a metà degli anni Settanta. Fino a quel momento, l’America era stata un’esperienza occasionale di un pugno di persone, tra cui anche Antonio Fazio e
Tommaso Padoa-Schioppa, grazie alle borse di studio della Banca d’Italia”. Oppure l’avventura solitaria di Giorgio Basevi, professore di Economia internazionale a
Bologna, che se ne andò in America all’inizio degli anni Sessanta e prese il PhD al Mit nel 65 (e che è stato un punto di riferimento di Giavazzi giovane). Draghi prese il PhD nel 76,
Giavazzi nel 78, l’anno di Mario Baldassarri. “E tutti quelli che andarono all’estero dopo Giavazzi e Draghi - continua Siniscalco - si sentirono in qualche
modo in continuazione con loro”. Riccardo Faini se li ricorda “davanti alla stazione di Boston, che mi accolsero quando sbarcai al Mit nell’agosto del 76”. Mario Draghi fece poi una scelta che lo portò relativamente presto fuori dalla ricerca, e così Giavazzi restò per le generazioni di economisti successive un capostipite. Dice ancora
Siniscalco: “Ci fu un altro elemento di rottura che fece molto scalpore. Né lui né Draghi si iscrissero mai alla Società italiana degli economisti, che era all’epoca una specie di club governato dai Lombardini, Caffè, Quadrio Curzio. Ogni anno la Società teneva un appuntamento prestigioso. Giavazzi non c’è mai andato. Di questo fenomeno generazionale di apertura agli Stati Uniti che
si verificò solo da noi e in Francia, Francesco Giavazzi divenne subito un simbolo”. In America studiò con Rudi Dornbusch e Franco Modigliani, di cui nello studio alla Bocconi tiene
una foto, e che lo nominava pubblicamente come “il mio caro allievo Giavazzi”. Si racconta che Modigliani dicesse di lui, quando arrivò al Mit: “Non sa l’economia e l’imparerà, ma conosce benissimo la matematica”. Una delle singolarità di Giavazzi, infatti, è che è un ingegnere, laureato al Politecnico, approdato agli studi economici
successivamente» (Marco Ferrante)
• Nel 2006 ha vinto il premio “è giornalismo” (giuria composta da Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Curzio Maltese, Gianni Riotta,
Gian Antonio Stella). «Il maggior pregio di Francesco Giavazzi, economista ed editorialista del
Corriere, è anticipare i tempi. Portare avanti tesi e giudizi che inizialmente paiono
restare inascoltati, ma che nel giro di poco tempo diventano altrettanti
argomenti dell’agenda politico-economica. è stato così per il dibattito sugli ordini professionali, su imprenditori e rendita, sui
conflitti di interesse delle banche» (Dario Di Vico)
• Tifoso dell’Inter.