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 2011  luglio 06 Mercoledì calendario

FRANCESCHINI

Alberto Reggio Emilia 26 ottobre 1947. Ex terrorista. Con Renato Curcio e Mara Cagol ha
fondato nel 70 le Brigate Rosse. Arrestato nel 74 (fino ad allora, tranne l’“incidente” di Padova, quando furono uccisi due militanti dell’Msi, non avevano portato a termine alcun omicidio) • «Nel mio mondo c’era innanzittutto la grande narrazione della Resistenza tradita, che era quasi
una favola raccontata da persone vere che avevano fatto la Resistenza. Da noi,
a Reggio Emilia, il famoso triangolo della morte, le azioni partigiane erano
continuate fino al 48, 49, e la Resistenza era stata un fatto di popolo, una
guerra civile vera: da una parte i repubblichini dall’altra i partigiani. Ricordo agli inizi degli anni Sessanta, io avevo quindici
anni, che i luoghi di socializzazione più importanti erano le osterie dove si incontravano i vecchi partigiani, che poi
avevano soltanto quarant’anni, e loro già si vivevano come dei finiti che ti raccontavano della Resistenza tradita. Noi,
pur facendo azioni di avanguardia come dicevamo allora, comunque ci ritenevamo
parte del movimento di quegli anni. Le nostre azioni stavano dentro la cultura
di quel movimento. Sono gli anni in cui tutto il movimento pensava alla
rivoluzione, alla lotta violenta. Quando agli inizi degli anni Ottanta ho
maturato la convinzione che la storia delle Br era finita è perché avevo ben chiaro che quel movimento si era esaurito. Per me è stata fondamentale la grande marcia dei quarantamila della Fiat (vedi ARISIO
Luigi) che mi aveva fatto capire che il mondo era cambiato, che non esistevano
più quei valori, quelle lotte operaie a cui avevo fatto riferimento».