Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
DE ROSSI
Daniele Roma 24 luglio 1983. Calciatore. Della Roma e della Nazionale. Campione europeo under 21, medaglia
di bronzo alle Olimpiadi di Atene (2004). Nel 2006 ha fatto parlare di sé per un gesto di fair play: segnato un gol di mano contro il Messina, ha chiesto
all’arbitro di annullarlo (non immediatamente, a voler esser pignoli) • Campione del mondo in Germania nel 2006. Partito titolare, si fece espellere
durante Italia-Usa (17 giugno 2006, 1-1) per una gomitata in faccia a McBride.
Seguirono cinque giornate di squalifica e una dura reprimenda di Lippi, che non
volle si presentasse ricorso e non ammise giustificazioni di sorta («Stia lì a cuocere nel suo brodo»). De Rossi scrisse una lettera di scuse all’organizzazione del torneo. Rimesso in campo nel secondo tempo della finale con
la Francia (9 luglio 2006, 1-1 e 6-4 dopo i rigori), giocò bene e segnò in modo inappuntabile il suo rigore
• Ha segnato lui il primo gol della gestione Lippi (Italia-Norvegia 2-1, 4
settembre 2004) • «Daniele, come Lippi, è cresciuto sulla spiaggia, bagni Sporting Beach, che, a dispetto dell’etichetta esotica, risultano ubicati sul lungomare di Ostia. Qui, con la nonna e
la zia alla cassa, il figlio di Alberto, allenatore della Primavera romanista,
ha trascorso ore, giorni e anni a calciare il pallone» (Alberto Costa) • Vita calcistica scoperta frequentando i campi estivi di Bruno Conti • «Sorprende per la sua maturità in campo, oltre che per la combattività misurata e il palleggio. Doti assorbite nel tessuto familiare, attraverso un
padre che aveva la fissa di allenare anche quando giocava. Faceva il libero,
Alberto De Rossi, era stimato a livello di serie C tra Livorno, Lucchese,
Siena. Dal centro del campo è più facile capire i meccanismi del calcio, e anni dopo - superata una parentesi da
attaccante all’Ostia Mare - il figlio si sta sistemando a qualche metro di distanza dal padre,
a centrocampo. Prese palla contro il Torino e segnò di destro da trentacinque metri. Franco Sensi si alzò in piedi e spalancò le braccia come di fronte ad una visione mistica. Forse aveva intravisto la
fine dei tormenti, e l’inizio di una Roma giovane e orgogliosa» (Mattia Chiusano)
• «Da piccolo faceva il centravanti: “Ero pigro, avevo meno voglia di correre”. L’inizio da attaccante gli è servito per affinare la tecnica e per pensare al gol. Ha sempre giocato nella
Roma e lì vorrebbe restare, lui che vive a Ostia e non si immagina da un’altra parte: “Il mare mi mancherebbe troppo. Voglio restare”» (Enrico Currò) • Quattro giorni prima del raduno a Coverciano della Nazionale prossima campione
del mondo, ha sposato Tamara, con cui aveva già una figlia di quasi un anno, Gaia.