Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
CONTORNO
Salvatore Palermo 28 maggio 1946. Mafioso. Più volte pentito, più volte arrestato • «Venne arrestato per la prima volta a Roma da un funzionario che avrebbe fatto
carriera, Nicola Cavaliere. Un colpo di fortuna e di bravura. Con un
maresciallo allora famoso, Carlo Bertolini, curiosamente soprannominato “Tassan Din”, che seguendo la traccia di un macchinone blindato portò i suoi uomini e il suo capo in una fattoria, davanti ad un “picciotto” da macchietta cinematografica, tarchiato e muto come sa fare un vero mafioso.
Pronto ad ostentare sorpresa mentre gli agenti trovavano in garage due auto
blindate, due utilitarie, una Smith & Wesson, un fucile a canne mozze, pallottole di ogni calibro, due
ricetrasmittenti e, fra i cavalli di una scuderia, il tesoro: 150 chili di
hashish, due chili di eroina, 35 milioni di lire in contanti, documenti
fasulli. E lui zitto sulla sua identità di soldato di Cosa Nostra orfano di “padrino”, perché Totò Riina gli aveva appena ammazzato Stefano Bontade, il capomafia al quale faceva
da autista. Ma Cavaliere, ancora in attesa degli esami sulle impronte, s’attaccò al telefono chiamando a Palermo il suo compagno di corso Ninni Cassarà. E il segugio di Giovanni Falcone capì immediatamente di chi si trattava, volando a Roma un’ora dopo. Comincia così la nuova vita di un pentito chiamato “Prima luce” perché Contorno, pur col suo fare rozzo e spaccone, con la sua “annacata” da mafioso doc, ma con preziose rivelazioni illuminò per primo pezzi di un mondo chiuso a riccio. Ammettendo l’arruolamento alla famiglia “perdente” di Santa Maria di Gesù e raccontando l’agguato tesogli dai killer di Riina nell’81, un attentato al quale era miracolosamente sfuggito volando da una macchina
in corsa e guadagnandosi l’appellativo di “Coriolano della Floresta”, un po’ come il protagonista dei “Beati Paoli”» (Felice Cavallaro).