Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
BONINSEGNA
Roberto Mantova 13 novembre 1943. Ex calciatore. Vicecampione del mondo nel 70 (suo il
gol del temporaneo pareggio nella finale persa 4-1 con il Brasile di Pelè). In Nazionale 22 presenze e 9 reti. Lanciato dal Varese, si affermò a Cagliari in coppia con Gigi Riva (col quale, però, in campo si pestavano i piedi). Con l’Inter vinse lo scudetto 1970-71, con la Juve quelli del 1976-77 (anno in cui
contribuì anche alla conquista della coppa Uefa) e 1977-78
• «Bomber cattivissimo. Uno, tanto per dire, che negli annali viene ricordato così: “Centravanti di sfondamento. Spavaldo, persino temerario, micidiale nel tiro da
media distanza, sin troppo egoista, onnipresente in mischia per il suo gioco
duro di difese anche cattive”. Figlio di un operaio comunista alle cartiere Burgo e figlio del boom, primi
calci sui campetti a Mantova e poi nel vivaio dell’Inter dove all’inizio non gli crede nessuno, tanto che Helenio Herrera se ne disfa con un’alzata di spalla ma non d’ingegno e nel 63 lo presta al Prato, prima di fare una precipitosa marcia
indietro, e il resto è leggenda» (La Stampa)
• «Se mi piaceva Bonimba come soprannome? Mica tanto. Domandai spiegazioni a Brera
e mi disse che gli ricordavo il nano Bagonghi, che ero goffo, col culo basso.
Mi distrusse» • «Per regalare lo scudetto all’Inter, segnò un gol al Napoli rischiando la vita, andando a colpire il pallone a tre
centimetri dalla scarpa di Panzanato (2-1 al Napoli, 21 marzo 71) e uno in
rovesciata al Foggia, che chi va a San Siro non ha ancora dimenticato (2 maggio
71, 5-0). Più che un centravanti, un uragano» (Fabio Monti).