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 2011  maggio 28 Sabato calendario

Storia di Michele, scrutatore di professione - Michele esercita una strana professio­ne, a suo dire delicata e fondamen­tale per la democrazia

Storia di Michele, scrutatore di professione - Michele esercita una strana professio­ne, a suo dire delicata e fondamen­tale per la democrazia. È di professione scrutatore. Lavora al seggio due giorni all’anno e stavolta quattro con i ballottag­gi, o forse sei con i referendum e ha poi bisogno di un lungo periodo di riposo perché sostiene che il suo lavoro è stres­sante, lavora fino a notte, lo sfruttano ol­tre le otto ore lavorative previste dallo sta­tuto dei lavoratori. Ma niente assentei­smo. Non pensate che stia scherzando o inventando, Michele esiste davvero, abi­ta in un paese del sud, non vi dirò il co­gnome per tutelare la sua privacy e la ri­servatezza che il suo delicato incarico im­pone. Non vuole ammettere di essere di­soccupato cronico, con titolo di studio superiore, e ha superato l’età bamboccio­na dei 32 anni. Perciò si definisce scruta­tore. Non è un caso isolato a sud. Lui non s’abbassa al lavoro manuale, ma non lo pigliano in impieghi di concetto, non è donna per fare la segretaria e non è falso invalido per scroccare qualche pensio­ne, aggiunge con orgoglio civico e virile. Ma lui, in quanto scrutatore, è uomo del­le istituzioni. Critica il collega Fini che non si comporta come lui da neutrale nell’esercizio delle sue funzioni. Invece lui è scrutatore super partes, mica rap­presentante di lista. Che senso dello Sta­to. Michele non è emigrato perché non sa dove andare e un curriculum di scrutato­re non è tra i più apprezzati all’estero; gli è frullata perfino l’idea di andare contro­corrente in Libia. E già, lì se vince la de­mocrazia, ci sarà magari bisogno di scru­­tatori esperti... Ho conosciuto Michele ie­ri mattina al mare, era in ferie tra l’elezio­ne e il ballottaggio; mi si è presentato co­me scrutatore, forse aveva pure i biglietti da visita con la qualifica. Reddito annuo 200 euro, più un fuoribusta di 100 euro mensili erogato dal nonno in pensione, per l’auto e il cellulare. Insomma è a cari­co della famiglia. Magari organizzerà un sindacato scrutatori contro il precariato: assumeteci in pianta stabile, dice, siamo indispensabili alle istituzioni, è il costo della democrazia. Non sarà vero ma è un’ idea per rendere almeno socialmente uti­li le elezioni e i referendum.