La Stampa 5/5/2011, 5 maggio 2011
I dieci falsi miti su Bin Laden - Il giornalista del «Guardian» Jason Burke, conosciuto in tutto il mondo per i suoi articoli sugli estremisti islamici, ha messo in ordine le 10 leggende che hanno accompagnato Osama bin Laden, ucciso il 2 maggio a Abbottabad, in Pakistan, da un commando Usa
I dieci falsi miti su Bin Laden - Il giornalista del «Guardian» Jason Burke, conosciuto in tutto il mondo per i suoi articoli sugli estremisti islamici, ha messo in ordine le 10 leggende che hanno accompagnato Osama bin Laden, ucciso il 2 maggio a Abbottabad, in Pakistan, da un commando Usa. Poi le ha smontate una a una. La prima: è vero che Osama bin Laden è una creatura diretta della Cia? No. Osama bin Laden non ha mai ricevuto alcun finanziamento diretto dalla Cia. E neppure alcun addestramento durante gli anni Ottanta. È vero piuttosto che i mujiaheddin hanno ottenuto entrambe le cose dai servizi segreti del Pakistan. È vero che disponeva di una enorme ricchezza personale? No. Fu costretto a lasciare l’intero portafoglio quando fuggì dall’Arabia Saudita nel 1991 per rifugiarsi prima in Pakistan e poi in Sudan. La sua famiglia gli tagliò qualunque rifornimento economico. Quello che aveva veramente erano i contatti. Che gli hanno consentito in seguito di raccogliere denaro con una certa facilità. È vero che fu il responsabile dell’attacco al World Trade Centre del 1993? No. Ramzi Yousef, che fu il principale autore dell’attacco con il furgonebomba, lavorava probabilmente per Khaled Sheikh Mohammed, che a quell’epoca agiva autonomamente. Mohammed cominciò ad avere relazioni con Al Qaeda soltanto nel 1996. E anche allora tenne le distanze da Osama bin Laden. È vero che ha fatto fortuna con il commercio della droga? No. Non esiste alcuna prova di un suo coinvolgimento in un traffico di questo tipo, a dispetto di numerose supposizioni contenute in documenti riservati come il dossier del governo britannico preparato dopo il massacro dell’11 settembre. È vero che non si è mai messo in situazioni di pericolo? No. Probabilmente non disarmò con le proprie mani un generale sovietico che prima di morire gli stava puntando addosso un Ak 47, come amava raccontare, ma è certo che abbia partecipato ai combattimenti di Jaji nel 1987 e alla battaglia di Jalalabad nel 1989. È vero che ha vissuto la maggior parte della sua vita da ricercato all’interno delle caverne? No. Alla fine del 1990 Osama bin Laden invitò alcuni giornalisti all’interno di una caverna vicino a Bora Bora, in Afghanistan. Una scelta propagandistica. In verità viveva in una casa decisamente più confortevole non molto lontano, vicino a una fattoria collettiva sovietica. Nel 1999 poi si trasferì a Kandahar. La notte in cui è stato ucciso si trovava in una abitazione molto confortevole ad Abbottabad, in Pakistan. Negli ultimi dodici anni non esiste alcun indizio che faccia pensare che abbia trascorso la sua vita in una caverna. È vero che prima di diventare così profondamente religioso era un ragazzino amante delle feste che si ribellava alla famiglia? No. Nemmeno su questo punto esiste alcun tipo di prova. Bin Laden sembra piuttosto essere stato un ragazzo timido e decisamente pio che si è sposato molto presto e ha passato gran parte del suo tempo dedicandosi allo studio delle scritture. È vero che ha rischiato di morire per una malattia renale? No. Esistono alcuni documenti - non ultimi quelli contenuti nei file di Guantanamo - che testimoniano come abbia sofferto di problemi renali, ma non così seri da metterlo in pericolo di vita. È più probabile invece che Bin Laden abbia avuto problemi legati alla sua altezza (era più di 1,90 m) e alla vita sedentaria condotta in questi anni. È vero che: si è nascosto in Kashmir, è stato il leader di un gruppo di guerriglieri ceceni, è stato all’origine di violenti scontri nelle Filippine e in Indonesia, ha organizzato gli attacchi di Madrid del 2004 e ha guidato un network del terrore in Africa e in Paraguay? No. Tutte queste accuse, sollevate da diversi governi in giro per il mondo nel corso degli ultimi dieci anni si sono rivelate assolutamente prive di fondamento. È vero che Osama bin Laden era un tifoso accanito dell’Arsenal? No. Non è vero neppure questo. A dispetto del coro intonato dai tifosi dei Gunners che dice: «Osama woah-woah, si nasconde a Kabul, ma ama l’Arsenal», Osama bin Laden non è mai stato un tifoso della squadra che gioca a Londra Nord.