Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2008  aprile 09 Mercoledì calendario


Un caffé espresso al bar? Abitudine irrinunciabile e rito quotidiano di milioni di italiani. Cominciato più di un secolo fa nella Milano che aveva voglia e bisogno di futuro

Un caffé espresso al bar? Abitudine irrinunciabile e rito quotidiano di milioni di italiani. Cominciato più di un secolo fa nella Milano che aveva voglia e bisogno di futuro. Il futuro dei motori, per esempio. È il mese di maggio del 1901 quando Francesco Vallardi pubblica il primo numero de «L’ auto d’ Italia», rivista quindicinale «illustrata dell’ automobilismo in Italia e all’ Estero». Il futuro dell’ architettura e dei mattoni. A luglio viene posata la prima pietra della Torre del Filarete al Castello Sforzesco, progettata da Luca Beltrame e dedicata ad Umberto I e a ottobre viene inaugurato il Palazzo della Borsa in piazza Cordusio. Milano corre in questo inizio del Novecento, ma anche le strade del futuro concedono lo spazio per una sosta. In un bar, magari. Nel novembre del 1901 è Luigi Bezzera, ingegnere milanese, a ideare e brevettare la prima macchina per l’ espresso. Un curioso marchingegno di ottone cromato, a colonna, di forma cilindrica e con una caldaia che funziona con un fornello a gas. Una rivoluzione che tiene a battesimo una delle tradizioni nazionali più famose nel mondo. Un modo veloce di preparazione che permetterà di servire di volta in volta la quantità necessaria di bevanda ai clienti conservando tutte le caratteristiche del caffé. Milano si ritrova e si ferma nei bar e nei locali. Il brevetto viene acquistato l’ anno successivo (1902) da Desiderio Pavoni che nel 1905, in una piccola officina di via Parini, comincia a produrre macchine che nel giro di poco si venderanno a ritmo frenetico. Alla prima Fiera Internazionale di Milano, nel 1906, la macchina per il caffé espresso è tra le protagoniste di quel futuro che è già diventato presente. Appena più avanti, nel 1912, anche Giuseppe Cimbali, in una bottega di idraulico e di lavorazione in rame nel centro storico di Milano, muove i primi passi sulla via del caffé: dalla sua officina escono componenti meccaniche che sono destinate alle aziende produttrici di macchine per il caffé espresso. Presto saranno anche le firme più celebri del design italiano: Giò Ponti, Bruno Munari, Achille Castiglioni, Enzo Mari ad affiancare gli imprenditori e a rendere la macchine da bar delle vere e proprie opere d’ arte. Ma ora fermiamoci un istante. Pausa caffé. ftettamanti@rcs.it