M. Antonietta Calabrò, Corriere della Sera 14/04/2011, 14 aprile 2011
CHE EFFETTI AVRA’ LA LEGGE
La maggioranza l’ha chiamato «processo breve» , le opposizioni «processo morto» , il Csm e l’Associazione nazionale magistrati «un’amnistia mascherata, che manderà al macero 15 mila processi» . Nato come disegno di legge contenente «misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi» — e per questo ribattezzato processo breve— il testo approvato ieri sera dalla Camera esce però completamente trasformato rispetto a quello approvato dal Senato, a partire proprio dal titolo: «Disposizioni in materia di spese di giustizia, danno erariale, prescrizione e durata del processo» . Cuore del provvedimento diventa invece la cosiddetta «prescrizione breve» (articolo 3), mentre non scatterà l’estinzione del procedimento penale, qualora i tre gradi di giudizio non si esauriscano nei tempi fissati dalla legge (ci sarà solo un eventuale avvio del procedimento disciplinare nei confronti dei «magistrati lumaca» ). La norma generale Il disegno di legge, per quanto riguarda l’accorciamento dei processi, riguarda solo i reati con pene inferiori ad un massimo di dieci anni. Fanno quindi eccezione i reati più gravi (come mafia e terrorismo). I «termini di fase» per ciascun grado del giudizio restano diversamente articolati in funzione della gravità del reato. Ma per quelli puniti con pena inferiore a dieci anni, la prescrizione si abbassa a sei anni e mezzo (tre anni in primo grado; due anni per l’appello; un anno e sei mesi in fase di Cassazione; un anno per ogni ulteriore grado del processo nel caso di annullamento con rinvio da parte della Cassazione). Per i reati puniti con pena superiore ai dieci anni invece non cambiano le regole del gioco: prescrizione in sette anni e mezzo, per mafia e terrorismo in dieci anni. L’articolo 3 «salva premier» Le polemiche politiche sul processo breve sono relative al meccanismo della cosiddetta «prescrizione breve» per gli incensurati, che è «il cuore salva premier» della legge, secondo le opposizioni. La norma approvata ieri si applica infatti a tutti i processi ancora pendenti di Berlusconi: perché tutti soddisfano le due condizioni previste. Sono infatti processi per cui non è stata emessa ancora una sentenza di primo grado e il premier ha tuttora la fedina penale pulita. Gli incensurati potranno infatti usufruire di una diminuzione da un quarto a un sesto rispetto alla maggiorazione dei tempi della prescrizione, stabiliti a suo tempo dalla legge cosiddetta ex Cirielli. Questo vuol dire che nel caso del reato di corruzione — contestato a Berlusconi nel processo Mills — il reato non si prescriverà più come adesso entro i sette anni e mezzo, ma con la minore maggiorazione di un sesto, prevista adesso per gli incensurati, entro i sette anni. Cioè prima delle prossime ferie estive. E quindi, se da un parte è vero che il processo Mills anche con le vecchie norme sarebbe stato destinato in ogni caso alla prescrizione prima della sentenza di Cassazione, è altrettanto vero che, con il via libera del Senato, la nuova legge impedirà al Tribunale di Milano di emettere anche la sentenza di primo grado. Via la norma transitoria Il testo della Camera ha modificato profondamente quello arrivato dal Senato cancellando la contestatissima norma transitoria che applicava il limite massimo per ogni fase del processo anche a tutti processi in corso, relativi a reati «puniti con pena inferiore a dieci anni di reclusione e commessi fino al 2 maggio 2006» . Reati contabili Nei giudizi davanti alla Corte dei conti per danno erariale il processo si estinguerà in tre anni per la sentenza di primo grado più due anni per l’appello.
M. Antonietta Calabrò