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 2011  febbraio 07 Lunedì calendario

Il blog più letto da Obama ceduto per 315 milioni - America on line (Aol) è il più grande provider di Inter­net del mondo con 23 milioni di utenti ma è anche tra le so­cietà più bulimiche in fatto di acquisizioni

Il blog più letto da Obama ceduto per 315 milioni - America on line (Aol) è il più grande provider di Inter­net del mondo con 23 milioni di utenti ma è anche tra le so­cietà più bulimiche in fatto di acquisizioni. E quella annun­ciata ieri dell’ Huffington Post , un sito a metà tra il blog e l’in­formazione, pagato 315 milio­ni di dollari è solo l’ultima di una lunga serie. Tra le società finite nell’onnivora pancia di Aol ci sono nomi importanti come Netscape. Il primo brow­ser di Internet fu comperato nel 1999 per 4,2 miliardi di dol­lari. Anche in quel caso ci fu un milionario neppure tren­tenne, e non una sessantenne di lungo corso come è appun­to il fondatore dell’ Huffigton Post , Arianna Huffington. Si trattava di Marc Adreessen, che è stato anche il primo gol­den boy del web. Il quale, ritro­vatosi seduto su una monta­gna di dollari, ha pensato be­ne di investirli in altre web company tra cui le più note so­no Twitter e Facebook. Ma è nel settore media che Aol ha battuto ogni record. Sua è sta­ta la madre di tutti gli acquisti (sbagliati) nel momento di massimo splendore della bol­la speculativa di Internet. Nel 2000 l’Internet provider com­però infatti Time Warner per 164 miliardi di dollari con l’obiettivo dichiarato di diven­tare e­la più grande società me­dia del mondo. La fusione non funzionò e la mitica Cnn fon­da­ta da Ted Turner tornò indi­pendente alcuni anni dopo. In realtà anche con Netscape le cose non sono andate bene: Aol ha chiuso la società nel 2008 lasciando il campo libe­ro ad altri browser. Ma il sogno di diventare una grande società media conti­nua. Ed ecco dunque spiegato il motivo dell’acquisizione del­­l’ Huffington Post che è tra i siti di informazione a stelle e stri­sce più autorevoli, con circa 25 milioni di visitatori unici al mese. La mossa, ha spiegato Aol in una nota, darà vita ad un gruppo media che avrà complessivamente 117 milio­ni di visitatori al mese negli Usa e 270 milioni a livello glo­bale. Le redini del nuovo su­per media resteranno nelle mani di Arianna Huffington, integrando i contenuti di Huf­fington Post con la rete di siti Aol, puntando in particolare su iniziative video, approfon­dimenti locali, una diffusione internazionale e distribuendo i contenuti su ogni piattafor­ma dal web ai cellulari e ta­blet. Ma come giudicano gli esperti questa integrazione? Secondo il Wall Street Journal si tratta di una «pazzia» per­ché il prezzo pagato è troppo alto. «The Huffington Post pre­vede ricavi per 50 milioni di dollari quest’anno,e questo si­gnifica - scrive Wsj- che Aol ha pagato il sito sei volte il fattura­to ». Una buona notizia però c’è:se l’acquisizionedell’Huf­fington non dovesse funziona­re Aol avrebbe sborsato un prezzo pari a soltanto un terzo del suo ultimo accordo «flop». L’ennesimo cattivo affare si chiama Bebo: un sito di social network pagato da Aol 850 mi­lioni nel 2008 e rivenduto nel giugno scorso per (pare) me­no di dieci.