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 2011  febbraio 07 Lunedì calendario

Ecco perché le donne italiane sono le più magre d’Europa - A forza di parlare continuamente di uninominale secca, ecco i risultati

Ecco perché le donne italiane sono le più magre d’Europa - A forza di parlare continuamente di uninominale secca, ecco i risultati. La rivista scientifica britannica “Lancet”, nel suo ultimo numero, ha rivelato che le donne italiane sono le più magre d’Europa. Sarebbe forse stato meglio un primato sulle pari opportunità, ma questo passa il convento e questo ci prendiamo. Lo studio riguardante i dati sull’obesità mondiale, infatti, ci dice che le nostre signore hanno l’indice di massa corporea più basso di tutto il Vecchio Continente (considerando anche che il silicone pesa pochissimo). Dietro le italiane, in un’ipotetica fila di donne che neanche villa San Martino nei tempi d’oro ricorda, si piazzano le svizzere come Michelle Hunziker, la bionda show girl che, oltre ad essere snella lei, ha fatto perdere l’appetito pure al povero Eros Ramazzotti. Stupisce e non poco scoprire, nella classifica in questione, che le più abbondanti sono le maltesi, anche tenendo presente che la capitale del loro grazioso arcipelago si chiama La Valletta (categoria da sempre molto attenta alla linea). Un tempo la donna nostrana era ben diversa da quella che viene oggi descritta dal “Lancet” e le forme, possibilmente abbondanti, erano tenute in grande considerazione e molto apprezzate. Di questi tempi però, ci avrete fatto caso, alla forma, di qualunque genere, non bada più nessuno, basti guardare in che maniera spregiudicata è passato il disegno di legge sul federalismo, nonostante il voto contrario della bicamerale. Di peggio, c’era solo farlo passare nascosto nel doppio fondo di una valigia. Certo, non può sfuggirci che Sofia Loren di quarant’anni fa sembrava la custodia di Elisabetta Canalis e che, con una Gina Lollobrigida, ci venivano due e forse anche tre Giovanna Mezzogiorno: altre rotondità, linee morbide al posto degli spigoli, procacità esibite e non osteggiate. Tutto questo dipende, con ogni probabilità, dal fatto che la società dell’immagine impone canoni estetici che appiattiscono (in tutti i sensi) le naturali diversità che ogni donna ha rispetto alle altre. Inoltre, bisogna anche tener presente i ritmi di vita assolutamente frenetici delle nostre compagne: alzarsi e preparare la colazione per tutta la famiglia, portare i bambini a scuola, andare a lavoro, tornare, badare alla casa, seguire i figli nei compiti pomeridiani, portarli in piscina, andarli a prendere, frequentare l’inevitabile corso di pilates, occuparsi del marito e dei genitori, crollare svenute sul divano mentre Bruno Vespa mostra in televisione l’ennesimo plastico raccapricciante. Prendere peso in queste condizioni, risulterebbe problematico anche a Giampiero Galeazzi. Senza tener conto, poi, dello “stategismo sentimentale che ha enormemente rallentato il cammino della civiltà”, come ci fa notare con impressionante lucidità Manuela Arcuri, nel recente spot di un romanzo epocale. Insomma, un insieme di fattori che ha ridimensionato il punto vita della donna italiana, rendendola la partner ideale di Piero Fassino. Con un velo di malinconia, ci viene da considerare che, in questo inizio di terzo millennio, i grandi problemi del nostro Paese sono fondamentalmente due: la modifica dell’articolo 41 della Costituzione e la modifica della taglia 44 del tailleur che, se diventasse una 42, sarebbe indubbiamente molto meglio.