varie, 7 febbraio 2011
SCHEDONE PM10
Dopo il blocco auto del 30 gennaio, il 6 febbraio c’è stata la seconda domenica a piedi a Milano.
Durante le dieci ore di stop del traffico i vigili urbani hanno fatto 641 contravvenzioni e 4.500 controlli.
Migliaia di persone ne hanno approfittato per passeggiare in bicicletta e per visitare i musei cittadini (Diocesano, Pinacoteca Ambrosiana, Castello Sforzesco, Museo del Risorgimento, eccetera), gratuiti per l’occasione.
Nonostante il blocco le polveri nell’aria (Pm10) sono rimaste oltre il limite consentito (50 mg/mc).
Le centraline cittadine Arpa hanno rilevato:
112 mg/mc a Città Studi;
150 mg/mc in via Senato;
145 mg/mc al Verziere.
In provincia:
Arese 116 mg/mc;
Limito di Pioltello 147.
Alla luce di tali dati, oggi Milano potrebbe registrare il trentacinquesimo giorno di Pm10 sopra i limiti consentiti: in questo caso l’Unione Europea comminerà una multa.
Un gruppo di militanti ecologisti di Legambiente ha portato al sindaco Letizia Moratti una maschera antigas color oro per denunciare gli alti e continuativi livelli di inquinamento che da oggi condanneranno il capoluogo lombardo all’infrazione comunitaria.
Deroghe al blocco:
• veicoli elettrici o ibridi
• veicoli funzionanti con alimentazione a metano, a gpl, a idrogeno, mono o bifuel
• veicoli delle forze armate, della polizia, dei vigili del fuoco, di Arpa, di Asl o Aso, dei servizi di soccorso, della protezione civile in servizio, della polizia municipale e provinciale e del corpo forestale
• autoveicoli speciali adibiti alla rimozione forzata di veicoli e a interventi su mezzo rete trasposto pubblico
• veicoli destinati alla raccolta rifiuti e alla nettezza urbana
• veicoli adibiti ai servizi pubblici per la cattura animali vaganti e raccoltaspoglie animali
• veicoli del car sharing e a servizio del bike sharing
• taxi di turno
• autobus in servizio pubblico
• autoveicoli in servizio di noleggio con conducente
• macchine operatrici, mezzi d’opera, macchine agricole
• veicoli definiti dall’art. 53 del Codice della Strada «motoveicoli per trasporto specifico» e «motoveicoli per uso speciale»
• veicoli definiti dall’articolo 54 del Codice della Strada «autoveicoli per trasporto specifico» e «autoveicoli per uso speciale»
• le autovetture targate CD e CC.
Il vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Riccardo De Corato, però ha detto che l’infrazione scatterebbe nei confronti dello Stato italiano, non verso Milano che «è la città che sta facendo di più per abbassare lo smog, riducendo del 24% il Pm10 in cinque anni».
Lo smog costa a ciascuna impresa milanese «circa 3.500 euro all’anno, per un totale di un miliardo di euro in termini di ritardi, malattie e giorni di lavoro persi» (dato Camera di Commercio di Milano)
Sempre secondo i dati della Camera di commercio, la Lombardia è al quinto posto in Europa per densità di traffico. Ci sono 30mila viaggi di camion al giorno verso le altre regioni; in un anno i veicoli privati sono aumentati di oltre centomila unità e ogni tre lombardi ci sono due macchine.
A Milano muoiono di smog tra le 160 e 200 persone l’anno. Dato che emerge da uno studio di Pier Alberto Bertazzi dell’Università degli Studi di Milano-Fondazione Policlinico. Secondo Bertazzi viviamo immersi in un aerosol e respiriamo in condizioni normali 200 milioni di particelle al minuto, dieci milioni delle quali si depositano nei polmoni.
Matteo Bonzini, ricercatore di medicina dell’università dell’Insubria, ha condotto uno studio epidemiologico su circa 300 mila future mamme lombarde, seguite fino al parto, per verificare eventuali effetti dello smog su parti prematuri, peso alla nascita. La Regione è stata divisa in nove zone a seconda dell’entità dell’inquinamento (dalle città all’area alpina) e l’analisi ha considerato tre parametri diversi di smog (PM10, NO2 e ozono), misurati da diverse stazioni di monitoraggio. Unica differenza: i neonati più esposti pesavano meno, a fronte di una maggior quantità di Pm10 rilevata durante tutto il periodo di gestazione (5 grammi in meno ogni 10 microgrammi di Pm10 medio).
L’ultimo rapporto Legambiente del 28 gennaio 2011 (fonti: Aci, European Environment Agency, Noise Database, Ispra, Istat, AmbienteItalia, www.lamiaaria.it) dice che:
• L’unico Stato europeo in cui si respira peggio che in Italia è la Bulgaria. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, tra le peggiori trenta città europee per superamenti di polveri sottili, biossido di azoto e ozono, 17 sono italiane. Dopo Plovdiv ci sono Torino, Brescia e Milano.
• Nel novembre 2010 la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per non aver rispettato i limiti comunitari sulle polveri sottili nell’aria e per non aver messo in campo misure adeguate per rientrare nei limiti nei tempi previsti.
• Nel 2010 sono state 48 sono le città capoluogo che hanno esaurito il “bonus” di 35 superamenti del limite giornaliero di protezione della salute umana concessi dalla legge, 9 città in meno del 2009, un leggero miglioramento di una situazione che rimane comunque preoccupante, se si considera comunque che Torino (134 superamenti) e Frosinone (108), le prime due città in classifica, hanno superato questo limite di un numero di volte superiore al triplo concesso per legge. A queste seguono Asti (98 superamenti), Lucca (97), Ancona (96) e Napoli (35). Nord, centro e sud d’Italia rappresentati ai primi sei posti della classifica, ma se si allarga lo sguardo vediamo come ancora una volta è la Pianura Padana la zona più critica: 15 città tra le prime 20, addirittura 30 tra le 48 che hanno superato il limite di legge, appartengono a questa area.
Le cause indicate dall’Italia per giustificare il mancato raggiungimento dei limiti nei tempi stabiliti sono principalmente due: l’apporto di inquinanti transfrontalieri (in particolare in Campania e in Toscana) e le cause climatiche avverse. Paradossalmente per il Governo in Pianura Padana - nota area colpita dal traffico oltre che dall’industria e dal riscaldamento - e nelle aree industriali di Priolo o Taranto, non si riesce a rispettare i limiti del PM10 perché le condizioni climatiche non sono state favorevoli. In città come Roma, Genova, Perugia, Palermo e Catania è anche colpa delle caratteristiche del territorio che non favoriscono la dispersione degli inquinanti.
Su 51 zone per le quali l’Italia ha notificato la deroga, solo per cinque l’Unione europea non ha sollevato obiezioni (Benevento, Latina, Ascoli e altri comuni, Perugia, Ancona e altri comuni) più Aosta per la quale il parere favorevole è stato parziale solo per il valore giornaliero. Per questi territori il non rispetto dei limiti è quindi giustificato, ma solo fino a giugno 2011.
Per limitare e contenere le polveri sottili nell’aria, il sindaco di Saronno, Luciano Porro, ha adottato una misura emergenziale molto apprezzata dal mondo ambientalista. L’ordinanza n. 25 del 4 febbraio 2011 obbliga tutti gli automobilisti a viaggiare a 30 km/h su tutto il territorio comunale, fatta eccezione per viale Lombardia, via Parma, via Galli, viale Europa, via Lazzaroni. Il provvedimento ha valore dal 6 febbraio al 15 marzo, salvo possibilità di revoca in caso di miglioramento della qualità dell’aria.
Secondo Nicola Pirrone, direttore dell’istituto di Inquinamento atmosferico del Cnr, «abbassare i limiti di velocità per ridurre l’inquinamento ha senso se li si portano intorno agli 80 km/h, velocità ideale per il funzionamento dei motori. Al di sotto di tale soglia, in particolare per velocità di 30 km l’ora, è necessario bilanciare tra i benefici e svantaggi dovuti dall’aumento degli ingorghi stradali».
La velocità di 80 km/h è quella ideale per ridurre le emissioni, se si aumenta fino a 130 km/h le polveri Pm10 crescono di 3-4 volte.
Oggi l’ex commissario europeo e presidente della Bocconi, Mario Monti, ha detto che la sfida per la promozione di uno sviluppo sostenibile, alla base della rassegna del 2015, non potrà dirsi vinta se il capoluogo lombardo continuerà ad avere gli attuali livelli di inquinamento. «Non vorremmo che Milano - ha osservato - avesse compensato la nebbia, ormai scomparsa, di cui abbiamo quasi nostalgia, con lo smog e le polveri sottili».