GLAUCO MAGGI, La Stampa 7/2/2011, pagina 25, 7 febbraio 2011
Un anno di Etf 75 le matricole - Dalla seconda metà del 2009 alla fine del 2010 ci sono state circa 75 emissioni di bond bancari quotati direttamente alla Borsa di Milano, per un controvalore di oltre 10 miliardi di euro
Un anno di Etf 75 le matricole - Dalla seconda metà del 2009 alla fine del 2010 ci sono state circa 75 emissioni di bond bancari quotati direttamente alla Borsa di Milano, per un controvalore di oltre 10 miliardi di euro. Tra i maggiori protagonisti si è segnalata la Royal Bank of Scotland con circa la metà dell’ammontare complessivo, a dimostrazione del fatto che il mercato nazionale del risparmio è tanto ricco da richiamare anche banche estere, che si aggiungono a quelle nazionali nel proporre prodotti, i bond strutturati, che fanno concorrenza ai titoli di stato ma sono meno sicuri, meno liquidi, e meno trasparenti e semplici nel rappresentare quanto rendono. Ma le società estere dominano anche un altro settore del risparmio, quello degli Etf, che fa correre agli investitori rischi proporzionali alla natura degli indici ai quali sono collegati, ma con il pregio dei costi più contenuti che nei fondi attivi, e della trasparenza sui titoli oggetto dell’Etf. Basta vedere sul sito della Borsa la descrizione dell’indice, o benchmark, di riferimento, e si sa dove vanno a finire i soldi. Il prodotto Etf pare inarrestabile nella sua diffusione, come mostrano le novità apparse nelle prime quattro settimane dell’anno alla Borsa di Milano. E, a livello internazionale, da una ricerca di Black Rock, operatore leader del risparmio globale. In piazza Affari, con i due ultimi nati l’1 febbraio (il Lyxor Etf iBoxx euro Liquid High Yield 30, su obbligazioni societarie ad alto rendimento, e il Lyxor Etf iBoxx dollari Liquid Emerging Markets Sovereigns sui Titoli di Stato dei Paesi Emergenti) sono già 25 i nuovi Etf del 2011. Il 12 gennaio erano stati quotati tre Etf obbligazionari, sempre della Multi Units France, specializzati in titoli del Tesoro in dollari a 1-3 anni, a 5-7 anni e oltre 10 anni, rispettivamente. Poi è stata la volta, il 24 gennaio, di otto Etf della Deutsche Bank Db x-trackers di vario orientamento: dallo S&P500 alle azioni indonesiane, passando per una serie di indici sofisticati in bond di corporation finanziarie e non, tedeschi ed europei. Tre giorni dopo, al via altri 12 Etf della SPDR, di cui due azionari europei (Msci Europe e Msci Europe in azioni a piccola capitalizzazione) e dieci settoriali europei (ancorati ai dieci macrocomparti Msci: servizi pubblici, telecomunicazioni, materie prime, alta tecnologia, industriali, salute, finanza, energia, consumi di base, consumi discrezionali e di lusso). Il prodotto Etf, grazie alla concorrenza tra gli operatori internazionali che lo promuovono, è oggetto di una corsa al ribasso dei costi di gestione che è un ovvio vantaggio per i consumatori al dettaglio e i money manager, che sempre più li utilizzano nei loro portafogli. Lyxor ha di recente trasferito un abbuono fiscale dovuto alla abolizione di una tassa in Lussemburgo, dove alcuni Etf hanno la base legale, agli investitori italiani: per 17 dei suoi oltre 100 Etf sulla Borsa di Milano, dal primo gennaio è stato così ridotto il costo TER (Total Expense Ratio) di 5 punti base (lo 0,05%). Sul settore degli Etf in generale, il team di ricerca e strategia di Black Rock ha diffuso qualche giorno fa le previsioni di sviluppo per il 2011. Il patrimonio crescerà tra il 20 e il 30% facendo tagliare il traguardo dei 2 mila miliardi di dollari nei primi mesi del 2012.