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 2011  febbraio 07 Lunedì calendario

La carica degli eco-avvocati - Sono giovani e appassionati, laureati a pieni voti e instancabili. Qualche volta lavorano gratis, e si prendono il lusso di rifiutare certi clienti

La carica degli eco-avvocati - Sono giovani e appassionati, laureati a pieni voti e instancabili. Qualche volta lavorano gratis, e si prendono il lusso di rifiutare certi clienti. Sono gli «eco-avvocati» quelli che «noi gli inquinatori non li difendiamo, è una questione di etica». Una pattuglia di centinaia di professionisti in prima linea come parte civile per le associazioni come il Wwf e Legambiente. «I “nostri” sono trecento e ogni anno si impegnano in mille ore al servizio della società civile». Il Wwf Italia ha fatto i conti: 250 udienze nel 2010. Il bilancio contro i crimini ambientali, conta centinaia di penalisti e civilisti che dal 1986 a oggi si sono battuti almeno una volta contro l’illegalità ambientale in oltre 2.000 giudizi in cui il Wwf ha preso parte. «E anche noi non ci facciamo mancare nulla» scherza Sergio Cannavò uno dei responsabili settore legale di Legambiente. «Spaziamo in tutti i settori - spiega - dagli abusi edilizi al maltrattamento degli animali, come nel caso che stiamo seguendo in Emilia contro un cacciatore che ha causato danni a un branco di lupi. E poi traffici di rifiuti ed ecomostri. Siamo presenti in tutto il paese con centinaia di circoli. Il nostro campanello d’allarme sono le grandi infrastrutture e i piani regolatori delle amministrazioni locali. E agiamo in un contesto normativo assurdo, le leggi a volte vengono cambiate durante i procedimenti». Anche su questo tipo di reati le intercettazioni «sono uno strumento indispensabile per i processi sul traffico di rifiuti - spiegano dal Wwf -, per esempio quello sull’inquinamento del petrolchimico di Priolo, o le cave abusive nel salernitano, in cui sono imputati anche funzionari pubblici». L’attività degli eco-avvocati conferma una realtà drammatica: il numero delle violazioni su tutela ambientale, salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini è di uno ogni 43 minuti, dato del Ministero dell’Ambiente nel 2010.