Varie, 7 febbraio 2011
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Makdoum Maria
• Torino 21 ottobre 1990. Danzatrice del ventre • «[...] capelli castani con venature color miele, grandi occhi scuri. Bella, ma non vistosa. “Non abbastanza alta per partecipare a Miss Italia”, dice lei [...] Sognava di entrare in tv passando dai casting per il Grande Fratello, invece è finita nella scuderia di Lele Mora, portata a Arcore per ballare la danza del ventre davanti al premier Silvio Berlusconi, a Emilio Fede e al manager che le aveva promesso un grande futuro. [...] “Ho visto solo cose squallide, vergognose Ho sentito parlare di un sacco di soldi, alle ragazze. Io non sono stata pagata, nemmeno per le serate in discoteca, con la corte di Mora. A Arcore ho avuto in regalo, come tutte, un braccialetto e un bracciale, bigiotteria. Mi è rimasto l’abito della danza del ventre, reggiseno e gonna [...] E addio sogni di tv. Sono state esclusa dal giro, allontanata, esclusa anche dal giro del locali. Volevano ‘plasmarmi’, io ho detto di no”. Lei è tornata a vivere con i genitori [...] condominio popolare alla periferia di Torino [...] “Dopo la maturità, in un istituto tecnico aziendale, voto 80, ho perso la testa. Non volevo più saperne dei libri. Volevo andare in tv. Mi sarebbe bastato un reality. Ho partecipato al casting per il Grande Fratello, non mi hanno scelta”. Come ha conosciuto Lele Mora? “Mi ha segnalata a lui l’ex prefetto Carlo Ferrigno. Lo ha chiamato al telefono e gli parlato di me. Sono andata a casa di Mora per un colloquio. Una settimana dopo mi sono trasferita da lui. Mi sembrava di toccare il cielo con un dito”. Perché Ferrigno, un uomo di 71 anni, lontanissimo dal mondo di una ragazza ventenne, ha indicato proprio lei? “Il dottore è innamorato folle di me. Io no e lui purtroppo non lo vuole capire. Siamo solo amici, cosa che non accetta. Ed è un rapporto problematico da cui non riesco a uscire. Me lo aveva presentato una amica, ci siamo incontrati, ha chiesto lui di riverdermi. Non so se è stato un castigo del destino [...] Eravamo una ventina di ragazze, alcune note, altre normalissime come me. Il presidente chiede: la sapete la barzelletta del bunga-bunga? Chi la conosce ride, io no perché non l’avevo mai sentita. La racconta. Non me la ricordo nemmeno. Mi ricordo solo che alludeva a cose sessuali. Poi dice: adesso andiamo al bunga-bunga. Scendiamo in un salone-discoteca: ci sono i divanetti, un tavolo con gli alcolici, il palo per la lap dance e un dj, uno che non conosco. Mi cambio, torno in reggipetto e gonna di scena per la danza del ventre. Mi esibisco da sola. Mi ricambio. Quando entro di nuovo nel salone ci sono le gemelle De Vivo in reggiseno e slip o pantaloncini. Ballano con Berlusconi. Hanno molta confidenza con lui, si vede. Si strusciano, lo toccano. Lui partecipa attivamente. Le accarezza, anche sul seno. Altre ragazze si alzano la maglietta, sotto non hanno niente, e fanno vedere le tette. Altre si abbassano gli shorts e mostrano il fondo schiena”. Lele Mora le ha mai detto che doveva essere disponibile a fare sesso? “Non in modo esplicito, diretto. Ma alludeva, lasciava intendere. Mi ripeteva: sei troppo timida e chiusa, apriti un po’, cerca di essere gentile, mettiti le minigonne. Sapendo che dietro di me c’era Ferrigno, non è mai stato volgare. E io forse sono l’unica che alle feste del presidente non ha fatto nulla di male. Il risultato è che sono stata emarginata e ho dovuto abbandonare Milano e i miei sogni. Adesso voglio una vita normale”» (Lorenza Pleuteri, “la Repubblica” 6/2/2011).