Paolo Salom, Corriere della Sera 07/02/2011, 7 febbraio 2011
LA CADUTA DEGLI DEI DEL SUMO: PAGATI DALLA YAKUZA
La caduta degli dei ha sconvolto il Giappone. «Uno scandalo senza precedenti» , scrive lo Yomiuri Shimbun, il grande quotidiano del Sol Levante (14 milioni di copie giornaliere) che per primo ha diffuso la notizia. Lacrime, recriminazioni, proteste. La Federazione giapponese del sumo (Jsa) è stata sommersa di email di tifosi inferociti: «Non c’è più nulla di sacro in questo Paese?» . Come pensarla altrimenti quando è stato scoperto che persino nello sport che risale ai tempi mitologici, oltre 1.500 anni fa, è stato portato alla luce un giro di scommesse illegali e incontri truccati che ha coinvolto almeno 14 sumotori (o rikishi), come si definiscono i poderosi lottatori dai lunghi capelli raccolti sulla nuca e il ventre strabordante.
Risultato: la federazione ha deciso di annullare il torneo di primavera, in programma a Osaka a partire dal 13 marzo. «Non era mai accaduto dalla fine della Seconda guerra mondiale — scrive ancora lo Yomiuri Shimbun — a parte il torneo dell’estate 1946, fermato perché lo stadio di Tokyo, danneggiato dai bombardamenti americani, non era stato ricostruito in tempo» .
Sospeso il basho, la serie di incontri che si susseguono lungo quindici giorni di folle passione dei tifosi, iniziate le indagini che potrebbero portare a un’altra decisione shock: l’espulsione degli augusti atleti giudicati colpevoli, anche questa una triste prima volta nella storia. Persino il divo Asashoryu, campione di origine mongola, l’anno scorso, dopo che aveva picchiato un uomo in un night di Tokyo, non era stato cacciato ma aveva potuto «ritirarsi» dal cerchio di riso dove in pochi secondi si decide chi vince e chi perde: colossi che si scontrano come Tir e chi esce dal terreno consacrato, o viene schienato, si inchina all’avversario. Una lotta fatta tutta di concentrazione, peso e potenza. E ora, si scopre, anche combine: incontri ceduti per l’equivalente di qualche migliaia di euro, accordi illeciti— sono coinvolte figure di spicco della Yakuza, la mafia giapponese — siglati con un sms: «Io perdo, lui vince» . Tre campioni hanno già ammesso le loro responsabilità. Il giro losco è emerso nel corso di un’altra inchiesta della polizia, le scommesse illegali fatte dai lottatori di sumo (in Giappone sono l’equivalente delle nostre superstar del calcio) in un altro amatissimo sport, il baseball, che però non ha nulla di sacro, essendo di importazione Usa.
Il sumo, invece, legato ai rituali dello Shinto (con il buddismo, religione nazionale), ai riti propiziatori del raccolto, non è soltanto divertimento: è un culto fisico. E chi lo pratica è considerato in Giappone figura semi divina: l’idea che possa aver venduto un incontro è, semplicemente, inconcepibile. Non è un caso che il neo capo di Gabinetto, Yukio Edano, sia già intervenuto: «È bene che facciano chiarezza, e pulizia, in fretta: lo devono ai tifosi, lo devono a tutti noi» .
Paolo Salom