Mario Sensini, Corriere della Sera 07/02/2011, 7 febbraio 2011
LIBERTA’ DI IMPRESA, INCENTIVI, SUD E CASA. COSI’ IL PIANO PER RILANCIARE L’ECONOMIA —
Si arricchisce il menu del piano scossa per l’economia che il premier, Silvio Berlusconi, porterà mercoledì sul tavolo del Consiglio dei ministri Accanto alla riforma dell’articolo 41 della Costituzione (e del 118), e al rispolvero del Piano casa, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, potrebbe portare un decreto per la riforma degli incentivi alle attività economiche e il riassetto degli enti deputati all’internazionalizzazione delle imprese. Mentre, per dare un segno concreto di rilancio del Piano per il Sud, già varato, il governo potrebbe dare già mercoledì il via libera alla realizzazione di alcune grandi opere, come l’Alta velocità ferroviaria (Bari-Napoli, Palermo-Messina), nuovi lotti della Salerno Reggio e il completamento della Olbia-Sassari. Grandi opere Sono infrastrutture immediatamente cantierabili e il lavoro di preparazione è già stato fatto. In questi mesi il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, ha lavorato insieme al titolare dell’economia, Giulio Tremonti, per fare l’inventario delle risorse a disposizione. Tra i fondi europei e il Fondo per le aree sottosviluppate, il Piano Sud può contare su 80 miliardi di euro. Ma sono sulla carta, e soprattutto, nelle mani delle Regioni, con le quali Fitto ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro, puntando alla riprogrammazione degli interventi e soprattutto sulla loro concentrazione. I settori di intervento sono stati individuati. Scuola e formazione, legalità, sicurezza, ricerca, innovazione, cui si aggiunge tutto il capitolo degli incentivi alle imprese, che il ministro Romani sta riorganizzando. Nuovi stimoli L’obiettivo è quello di eliminare le oltre 30 leggi che regolano gli aiuti pubblici alle imprese (ce ne sono 100 nazionali e 1.400 regionali!) e riordinarli in tre filoni: quelli automatici (crediti d’imposta e voucher), quelli legati al finanziamento di programmi specifici e quelli destinati agli accordi negoziali per i grandi progetti di ristrutturazione. Alle imprese verrebbe garantito un accesso assai più semplice ai fondi, con domande semplificate e procedure di erogazione più rapide, e circa metà di tutte le risorse a disposizione sarebbero riservate per legge alle piccole e medie imprese. Non si esclude che il ministero dello Sviluppo possa presentare mercoledì anche il nuovo assetto degli enti pubblici che curano l’internazionalizzazione delle imprese, con la riforma dell’Ice e l’alleggerimento della sua struttura estera, che verrebbe collegata alle ambasciate. Sul tavolo di Romani, poi, c’è sempre la legge annuale per le liberalizzazioni, con la quale dovrebbero almeno essere recepite le sollecitazioni d’intervento dell’Antitrust su alcuni settori economici. Sgravi fiscali Del Piano Sud immaginato da Silvio Berlusconi fanno parte anche gli sgravi fiscali per la creazione di nuove imprese. Si tratterà di dare attuazione al decreto del luglio scorso, che permette alle Regioni di ridurre, fino ad azzerarla, l’Irap per le nuove iniziative economiche. Per concedere gli incentivi, che potranno avere anche la forma di detrazioni e deduzioni di imposta, tuttavia, le Regioni dovranno ricorrere ai fondi del proprio bilancio. Sempre mercoledì, poi, il governo potrebbe approvare un disegno di legge delega per ridefinire i meccanismi di deducibilità dell’Irap dalle imposte sui redditi. Per ridare impulso all’attività economica (l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una crescita economica del 3-4%nei prossimi cinque anni), Silvio Berlusconi punta soprattutto sul Piano casa. Molte Regioni hanno messo paletti agli ampliamenti delle abitazioni, ma anche per la crisi economica, che fa scarseggiare le risorse, le domande per l’avvio dei cantieri sono pochissime, salvo in Veneto e in Sardegna. Impegni sulla casa Il governo lavora su un nuovo modello di legge regionale da presentare al vaglio dei governatori, ma per tirare fuori il Piano dalle secche, Berlusconi punta anche a una forte campagna di comunicazione e di convincimento degli amministratori locali. Come del resto fece già a Sesto San Giovanni, facendo giurare a tutti i candidati governatori del centro destra «l’immediata attuazione del piano casa finora ostacolata dalla sinistra» . Il cardine del piano «scossa » resta, tuttavia, il nuovo articolo 41 della Costituzione sulla libertà d’impresa. Secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, rovesciare l’impostazione attuale, arrivando al principio che «è tutto permesso salvo ciò che non è esplicitamente vietato» , significherebbe «una vera e propria rivoluzione» . Costituzione liberale Il nuovo articolo 41 avrebbe tutt’altro che valenza virtuale o psicologica. Consentirebbe di reinterpretare secondo i nuovi principi la normativa esistente, e dunque di disapplicare tutte le leggi vigenti che ne risultano in conflitto. Il testo del disegno di legge di riforma costituzionale è ancora all’esame dei giuristi di Palazzo Chigi. Nelle ultime riunioni ci si è orientati sul «restauro» dell’attuale articolo 41, più che sulla sua riscrittura. La garanzia di libertà prevista dal primo comma non riguarderebbe più «l’iniziativa economica privata» , ma «l’attività economica privata» . E salterebbe il terzo comma, secondo il quale «la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali» , considerato troppo dirigistico. Possibile che il ddl punti anche alla modifica dell’articolo 118, specificando che Regioni ed Enti locali «garantiscono» , e non più «favoriscono» l’autonoma iniziativa per lo svolgimento di attività di interesse generale.
Mario Sensini