Massimo Mucchetti, Corriere della Sera 06/02/2011, 6 febbraio 2011
SOLARE, DIETRO LE TRUFFE C’E’ UNA LEGGE CATTIVA
Con una lettera al Corriere, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha promesso che fermerà le truffe sul fotovoltaico, che chi scrive aveva denunciato con un articolo sull’incredibile corsa agli incentivi miliardari del governo. Stefania Prestigiacomo, sua collega all’Ambiente, ha poi messo in guardia dal rischio che il dibattito sugli abusi finisca per mettere sotto accusa le fonti energetiche rinnovabili tout court. Impegni giusti, avvertimenti condivisibili. Ma l’arte del governo dovrebbe esercitarsi su altri due punti: a) perché tante truffe; b) come diminuire l’impatto del fotovoltaico sulla bolletta che abbiamo stimato superiore al 10%senza essere smentiti. Proviamo a rispondere noi. Punto primo: le truffe dilagano quando le procedure fanno acqua e si regalano i soldi. Se si lascia mano libera a regioni e comuni senza un piano; se si consente il commercio delle autorizzazioni senza vincoli fideiussori; se anche l’opposizione propone norme, deroghe e proroghe che invitano al Far West, chiamandolo liberalizzazione, allora si mobilita l’orda dei furbetti. Specialmente se gli incentivi sono così alti, più del doppio di quelli tedeschi, che consentono di farsi finanziare dalle banche quasi per intero l’investimento perché il ritorno è sicuro per tutti. Dov’è finito il rischio d’impresa per i capitalisti senza capitale del fotovoltaico? Forse c’è un decreto da rivedere, ponendo attenzione alla filiera industriale dell’impiantistica se siamo ancora in tempo. Punto secondo: in attesa del nucleare (ne parleremo un’altra volta), c’è da ridurre l’extra costo delle rinnovabili rimodulandone i tempi d’installazione e tagliando davvero gli incentivi così da evitare di finanziare per 20 anni con i soldi dei consumatori impianti presto obsoleti. Il protocollo di Kyoto ci dà come termine il 2020. Che senso ha anticipare al 2011? È straordinario il silenzio bipartisan su questa materia, interrotto soltanto dal lamento delle lobby che ci accusano di essere sostenitori dei poteri forti legati al gas. Il fatto è che denunciare le pur legittime speculazioni finanziarie legate agli incentivi, oltre alle illegittime truffe, è segno d’amore verso le rinnovabili e un atto d’accusa verso chi ci marcia e chi fa marciare. Quanto al gas, questa rubrica ha più volte appoggiato l’Autorità dell’Energia, presieduta ormai ancora per pochi giorni da Alessandro Ortis, quando chiede nuovi stoccaggi, nuovi tubi, altri rigassificatori e consiglia di affidarli a una Snam Rete Gas non più controllata dall’Eni, che ha rallentato gli investimenti in infrastrutture per raffreddare il mercato e tenere alto il prezzo del metano. Un minore prezzo del gas, già oggi possibile grazie alle nuove produzioni non convenzionali in Usa e, domani, in Cina, aiuterebbe a produrre energia meno cara con le centrali già in funzione. Ma il governo ha piegato la testa di fronte all’Eni in barba alle chiacchiere sulla «frustata liberalizzatrice dell’economia» . E con la collaborazione del Pd ha varato una nuova Autorità dove solo 2 membri su 5 sanno di energia e tutti hanno già smentito i predecessori raccogliendo il pronto applauso del monopolista.
Massimo Mucchetti