Nando Dalla Chiesa, il Fatto Quotidiano 6/2/2011, 6 febbraio 2011
DA TETTE A SPINELLI ARCORE PAROLA PER PAROLA
La seconda e ultima parte del dizionario della neolingua di Arcore, aggiornato e adeguato ai festini di Villa San Martino. La prima parte è stata pubblicata sul “Fatto” di ieri, sabato 5 febbraio 2011.
Gesù. Modo pio e timorato per indicare in conversazioni telefoniche cifrate l’uomo più pagano della Storia, da parte di vestali munite di crocefissi. Gli studiosi hanno anche potuto registrare l’uso, nei confronti dello stesso individuo, degli appellativi “Spirito Santo” e “Cesare”, come a unificare nella di lui persona il potere temporale e il potere spirituale, l’uomo terreno e la divinità. Per questa ragione, secondo le indicazioni del Vaticano, le bestemmie pronunciate da Dio-Cesare andrebbero contestualizzate, nel senso che costituirebbero un’auto-invettiva, generosa espressione di un’umile volontà di penitenza. Altre voci utili: gemelle; gallo (dalle uova d’oro); genitori (etica dei); gioielli;
generosità.
Hey. Aristocratica e ricercata espressione con la quale ancelle, fanciulle, suggenti, prodighe visitatrici di ville padronali, si appellano reciprocamente ogni qualvolta avviino tra loro improvvisati e appassionati colloqui sull’importanza da attribuire al merito nelle carriere dei giovani e sulla necessità di arrestare il declino dei costumi. Detto anche con giovanile baldanza per incoraggiarsi reciprocamente in vista di imprese proibitive quali performance intellettuali ed estetiche da realizzarsi nelle notti di luna piena alla presenza di uno spaventoso licantropo. Altre voci utili: harem; hydra; horror; hermes (foulard; per Ermes, dio greco protettore dei ladri, vedi Mercurio).
Infermiera. Dolce e rassicurante figura femminile addetta alla cura e alla salvaguardia di persone malate, ferite o in pericolo di morte. Il possibile contatto con il suo corpo o le sue mani da parte di esseri in condizioni di bisogno e di sofferenza ha ingenerato nella popolazione maschile più incline a fantasie pecorecce il mito dell’infermiera erotica. Ve ne è traccia nei giochi misterici praticati nell’ambito del bunga bunga, detti dell’infermiera in giarrettiera, che – stando ai celebri mosaici brianzoli – conducevano a pericolosissimi stati di orgasmo attempati ultra-settantenni. Altre voci utili: ignoranza sublime; innocenza; intime (parti); indagini; intercettazioni; impotenza; incubi; impunità; illetterati.
Lap. Tipo di danza in uso presso tribù esclusivamente femminili rintracciate nella storia primitiva della pianura padana. Tali tribù, secondo gli studi più avanzati, non conoscevano l’uso degli indumenti più elementari. Graffiti e immagini venuti alla luce ne ritraggono le più giovani esponenti impegnate in goffe movenze, mentre ospiti di tribù maschili ne sondano con strumenti ignoti varie parti del corpo. La parola sarebbe originata dalle iniziali della locuzione idiomatica “lingua a posto”, a indicare il divieto di fare incontrare durante i balli iniziatici la madrelingua con il padre-lingua, specie nei periodi di plenilunio. Altre voci utili: letto; lenone; leopardate; livello (versione terra terra); lodo; licantropo.
Mora. Massimo rappresentante del pensiero sociale nell’Italia del Duemila, intellettuale organico del blocco dominante. Detto Lele per la natura elementare dei suoi modi espressivi, raffigurò progressivamente nell’élite delle arti e dello spettacolo il moderno eroe civile. Solito circondarsi di schiave circasse, le convogliava altruisticamente verso le corti del signore eletto dal popolo, dopo opportune gare di selezione condotte con proverbiale imparzialità, unicamente attenendosi al criterio della qualità delle prestazioni. Altre voci utili: maitresse; minorenne; Mubarak; mummia; mignottocrazia;
madrelingua; malattie senili.
Non l’ho mai fatto (versione oftalmica: non l’ho mai visto). Solenne giuramento di imputato o imputata o testimone retribuito, pronunciato a proposito di comportamenti descritti doviziosamente da testimoni indipendenti o risultanti da telefonate registrate all’insaputa degli oratori dalle supreme magistrature dello Stato; oppure immortalati da foto scattate abusivamente o da ritratti dipinti da pittori clandestini (detti irregolari). Tenero esorcismo praticato con finalità salvifiche e auto–persuasive. Altre voci utili: Noemi; Nicole; nipotina (di Mubarak); narcotrafficante; nudità;
nullatenenti.
Olgettina (via dell’). Pronuncia affermatasi nella prolifica comunità cinese di Milano per indicare la
celebre via dell’Orgettina, nei pressi dell’ospedale detto San Raffaele. In essa si davano convegno giovani donne dalle belle caviglie e dagli splendidi pepli, solite coltivare le tradizioni più nobili e antiche: dall’ascondi-mento di denaro contante tra materassi e federe e guanciali, secondo gli usi aviti, all’ascetico rifiuto degli stupefacenti, spediti sprezzantemente e senza indugio, al solo loro apparire, in cantine punitive, fino alla pratica più severa del comandamento biblico “onora il papi”. Altre voci utili: oche; osteria; ombra (linea d’); orologi; omertà; ogni (ne vedrai di).
Papi. Vezzeggiativo affermatosi durante la rivoluzione linguistica del terzo millennio dopo Cristo per indicare, anziché il padre, il bisnonno o il trisavolo. Tipico degli ambienti più facoltosi dell’Italia, e usato in particolare da giovani portatrici di sogni proibiti, nonché di seni, labbra, zigomi e glutei rifatti alla scuola del “più lo mandi giù più ti tira su”. Gergo rivelatore di innocenza adolescenziale e di purezza di intenti. Narra la leggenda che un ricchissimo imprenditore prealpino in crisi di affetti fosse riuscito a farsi chiamare papi contemporaneamente da settantadue giovinette, dette papi-girls, che retribuiva solo per questo, venendone ricambiato con insulti e appellativi sprezzanti di proverbiale ferocia. Altre voci utili: prefetto; pornografia; presidente; priapismo; perizoma; parlamento; prostituzione; piscina; più di là che di qua; pertinenza della presidenza del Consiglio; Putin; puttanaio.
Questura. Luogo di residenza e di lavoro delle principali autorità preposte alla gestione dell’ordine pubblico. Frequentato prevalentemente da funzionari e agenti di polizia dediti alla cattura dei delinquenti e alla prevenzione dei reati, simbolo di integrità e di superiore attaccamento alle leggi dello Stato. L’immagine sacrale del luogo venne seriamente incrinata quando un capo del governo in carica, assalito da turbe psichiche, se ne trastullò per potere recitare al telefono la più classica filastrocca infantile (“c’è il questore in questura a quest’ora?”) e costringere i funzionari a estenuanti colloqui notturni allo scopo di canzonarli e giocare a “liberi tutti” fino a notte fonda. Altre voci utili: quantità 1 (industriale); quantità 2 (modica); quore (da un frammento poetico rintracciato sul luogo di un bunga bunga); quante ne porto.
Ragazze. Sostantivo femminile plurale per indicare giovani assatanate di denaro, di doni, di farfalline, di carriere, di onorificenze, di pubbliche cariche in cambio di rapidi erotismi e di defatiganti giochi di tocco e di ritocco praticati in ore notturne. Celebri per la stoica capacità di assistere a filmati di micidiale noia e lunghezza sulle gesta di condottieri ridicoli e per la proverbiale capacità di ridere a comando. Si veda su di loro il recente, commovente saggio del semiologo Alfonso Signorini “Cuore di ragazza”. Altre voci utili: ricatto; rifatto; raccattare; racket; rolex; raffinatezza; risus abundat;
rubare (nella novissima coniugazione: io rubo, tu ruby, ecc…); rughe.
Spinelli. Gran ciambellano di corte, dotato di nome suggestivo quasi a indicare gli umani vizi che egli era stato deputato a coltivare e premiare. Custode di un forziere segreto del re, ne prelevava monili e dobloni per remunerare delle loro multiple fatiche le “ragazze” (vedi) e le “zoccole” (rivedi), al fine di soddisfarne i bisogni di “utenza” (ri-rivedi), in particolare se residenti in via dell’“Olgettina” (ri-ri-rivedi). Come spesso accadeva nel regno di Rea Silvia e Reo Silvio, egli, benché privo di qualunque pubblico ufficio o di qualunque bene o esercito proprio, svolgeva compiti primari per garantire l’ordinato governo della società e delle istituzioni, fino a essere considerato dai sovrani stranieri il vero ministro (con portafoglio) del sollazzo e dello spettacolo. Altre voci utili: scantinato; soubrette; scollacciate; solo Coca Cola light; spillare; simposio; silicone; sogni di gloria; solleciti di pagamento.
Tetta. Parte anatomica del corpo femminile di particolare forza attrattiva sui ricchi di età avanzata. Assai reputata dai consumatori di carne femminile, molto più ambita di cervello, fegato e cuore, che il progresso dei costumi aveva celermente penalizzato nella dieta mediterranea. Sul finire del XX secolo le venditrici di carne presero l’abitudine di aumentare il valore della parte con opportune iniezioni di estrogeni, atte a renderle maggiormente voluminose e levigate. Ne restano tracce nella fitta iconografia clandestina rinvenuta in una reggia della Brianza dotata di preziose stalle, in cui venivano tenuti pecore, capre, vacche e cavalli sicani. Altre voci utili: tarzan; tamarra; tegola; trapianto; tesoro (caccia al); te la do io.
Utenza. Speciale pergamena riportante il costo di servizi primari goduti dalle ancelle-falene del re. Tale costo veniva saldato per conto loro da un ciambellano di corte soprannominato Spinelli (vedi) che a tal fine attingeva ai tesori del re medesimo, siti in un nascondiglio segreto in sede distaccata del governo del regno. Ogni ancella aveva la sua utenza e per il pagamento soleva ringraziarne puntualmente il re con speciali e prolungati bacini (detti bacini d’utenza). Altre voci utili: una su una ce la fa; utensile; usanze; umidità; unioni; utilizzatore finale.
Vergogna. Concetto e parola messi drasticamente al bando su tutto il territorio italiano sotto il regno di Rea Silvia e Reo Silvio. Storici del diritto hanno rintracciato sui documenti dell’epoca le prove di terribili pratiche inquisitorie perpetrate nei confronti dei sudditi sospettati di avere esclamato la parola proibita in luoghi pubblici o in privati assembramenti. Si narra che solo al sovrano fosse riservato il diritto di pronunciarla in pubblico nei confronti dei propri detrattori, in genere intellettuali omosessuali o sudditi privi di ambizioni. Altre voci utili: viagra; vecchio; vuitton; veglia; voglia; vaglia; ventre (danza del).
Zoccole. Specie umana di gran pregio all’epoca del regno medesimo di Rea Silvia e Reo Silvio. Composta di fanciulle gaudenti, rilassanti ma anche eccitanti, di straordinarie rotondità di corpo e asperità di parola, ricche di lingua ma povere di linguaggio, use accoppiarsi in gruppo con uomini di età tripla o quadrupla della loro. A ciò erano condannate, secondo la leggenda, dalla loro origine: discendevano infatti da un rapporto sacrilego tra la ninfa Arcorea e il dio Mercurio, protettore dei ladri. Solite produrre spaventevoli rumori e lasciare tracce indelebili del proprio passaggio. Alle più piccole di loro, in memoria degli sforzi frustrati di ascesa sociale, è dedicata in Roma la famosa, caritatevole “via delle zoccolette”. Altre voci utili: zeta l’orgia del potere; zinne; zar; zabaione; zoo.