L’Europeo n. 3, 14 gennaio 1951 (ripubblicato da Amica, gennaio 2011), 14 gennaio 1951
La cravatta di Togliatti
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Torino, 14 gennaio 1951 Era vestilo di blu. con la cravatta arrotolata come una corda, corregeva delle bozze nella redazione del settimanale Nuovo. Era Palmiro Togliatti. Rita Montagnana, che non poteva staccare gli occhi da quella cravatta contorta, si fece coraggio. «Scusa, caro compagno, ma cosi non va», disse. E si mise a sistemare alla meglio la terribile cravatta, mentre Togliatti la guardava meravigliato attraverso gli occhiali. I due si sposarono nel 1924 a Torino: nel 1925 nacque il loro unico figlio Aldo. Verso la fine dello stesso anno, dopo le leggi straordinarie del fascismo, si stabilirono a Mosca. Nel 1927, dopo l’arresto di Antonio Gramsci, raggiunsero Parigi. Durante la guerra di Spagna, Togliatti lasciò Parigi per Madrid e la Montagnana andò a Mosca, dove il marito la raggiunse nel 1939. Al loro ritorno in Italia, pareva che i coniugi Togliatti avessero finalmente raggiunto una condizione familiare tranquilla e duratura. I comunisti vedevano in loro il simbolo della nuova famiglia sana e compatta in contrapposto a quella borghese ormai logorata. Nel 1948, quando i rapporti fra Togliatti e la moglie cominciarono a rarefarsi, la delusione fu grande e crebbe ancora allorché fu chiaro che la Montagnana era stata soppiantata da Leonilde Iotti. Anche oggi molti si chiedono quali motivi abbiano indotto Togliatti a lasciare la moglie, dopo circa trent’anni di vita in comune: ha forse cercato di rompere, nella vita privata, una solitudine a due.