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 1998  marzo 19 Giovedì calendario

Caro Montanelli, La figura del maresciallo Radetzky e’ molto diversa dall’immagine che le retoriche risorgimentali hanno tramandato

Caro Montanelli, La figura del maresciallo Radetzky e’ molto diversa dall’immagine che le retoriche risorgimentali hanno tramandato. Radetzky si comporto’ paternamente con Vittorio Emanuele II, re da poche ore, nell’armistizio di Vignale. Il futuro re, dopo la battaglia di Novara, s’era appartato in un fienile con una prospera contadinotta. Lo scovarono li’ gli emissari del padre, Carlo Alberto, che stava per abdicare in suo favore. L’anziano maresciallo ando’ incontro a Vittorio Emanuele, s’inchino’ e l’abbraccio’, mandando al diavolo l’etichetta. Alla fine delle trattative l’aiutante di Radetzky disse a Vittorio Emanuele: "Ora Sua Maesta’ dara’ la parola d’onore che tutto quanto abbiamo deciso sara’ eseguito". Il maresciallo ribatte’: "La semplice parola di Sua Maesta’ per me vale piu’ di tutte le parole d’onore". I due si salutarono ancora con un abbraccio. Poco dopo, a Vienna, il giovanissimo neo - imperatore Francesco Giuseppe rinfaccio’ a Radetzky l’indulgenza con cui aveva trattato Vittorio Emanuele. Uno sconfitto non lo meritava. Il maresciallo rispose: "Il re di Sardegna mi sembrava un povero ragazzo. Proprio come Vostra Maesta". Radetzky mori’ a Milano nel 1858. Aveva disposto che il suo cadavere, imbalsamato, fosse portato in un anfratto dello Herrenberg, un monte della Boemia, per aspettare in piedi il giorno del Giudizio. Come lo giudica lei? Ildefonso Galli, Milano Caro Galli, Lo giudico esattamente come lei, cioe’ esattamente il contrario dell’immagine che ne hanno disegnato i tromboni di un Risorgimento di pura (e cattiva) invenzione: lo spietato braccio dell’oppressione poliziesca, il mostro, il boia. Ed ora, caro Galli, aspettiamoci entrambi la reazione dei depositari di questa leggenda che, invece di giovare alla formazione di una coscienza nazionale, credo che le abbia nuociuto col suo puzzo di falso. Cio’ che lei racconta di questo grande soldato e grande gentiluomo e’ vero alla virgola. Io posso solo aggiungervi qualche altro particolare che probabilmente anche lei conosce, ma le e’ rimasto nella penna. Uno riguarda le raccomandazioni che Radetzky faceva ai giovani ufficiali che Vienna destinava all’Armata d’Italia. Per esempio: "Le belle Dame della societa’ milanese amano le galanterie, che voi non dovete lesinargli; ma senza offendere i loro mariti che sono piuttosto suscettibili. Molti complimenti, molti fiori, ma nulla di piu". Lui, vita di societa’ non ne faceva. L’aveva presa in uggia a Vienna, impostagli da sua moglie, contessa e dama di Corte da cui, anche per questo, viveva ormai separato. A Milano aveva per compagna una "cucitrice in bianco", Teresa Meregalli, che aveva la specialita’ degli gnocchi di patate, di cui era golosissimo. Ogni tanto veniva a trovarlo un figlio scapestrato, che una volta, in pieno Duomo, fu preso a schiaffi dal prete perche’ disturbava la messa. Radetzky mando’ a chiamare il prete, gli ando’ incontro sulla porta, gli prese entrambe le mani e scuotendole gli disse: "Crazzie!". Sebbene di gusti semplicissimi, Radetzky era uno spendaccione assolutamente privo di senso del denaro. Siccome l’indennita’ che gli passava l’avarissima Vienna era scarsa, lui si faceva in continuazione fare dei prestiti da un certo Friedenfeld (mi corregga se sbaglio perche’ posso sbagliarmi) che, come capo dell’Intendenza e suo grande ammiratore, lo seguiva da sempre. Un giorno gli chiese a quanto ammontava il suo debito, e quando lo seppe, sobbalzo’: mai, disse, avrebbe potuto rimborsarlo. L’altro gli rispose che un modo c’era, semplicissimo: bastava che gli lasciasse per testamento le sue spoglie mortali in modo che lui potesse ospitarle in una piccola cripta che aveva gia’ fatto costruire nei pressi di Vienna e dove avrebbero riposato accanto alle sue. Quella cripta io l’ho vista, mi ci condusse una volta lo storico Adam Wandruszka. C’erano le due tombe sormontate da due arrugginitissime statue in ferro battuto. Secondo lei, caro Galli, Radetzky sarebbe invece sepolto nello Herrenberg. Controlli, per favore. A meno che quello che ho visto io non sia proprio lo Herrenberg. Comunque, a lei posso dire in un orecchio che ai piedi di quella statuaccia arrugginita, io deposi un mazzo di fiori.*