Marcello Sorgi, La Stampa 17/7/2010, 17 luglio 2010
PER IL CAVALIERE L’ESTATE SARA’ ANCORA PIU’ CALDA
Anche se si ostina a rassicurare tutti, e ieri, dal Consiglio dei ministri ai Promotori della libertà, non ha fatto altro che ripetere che va respinta l’offensiva destabilizzante nei confronti del governo e del centrodestra, Silvio Berlusconi ha ormai chiaro che questo è il passaggio più difficile dall’inizio della legislatura. Il «ghe pensi mi» pronunciato due settimane fa puntava a una soluzione rapida anche se non indolore dei problemi aperti, ma di giorno in giorno il premier s’è reso conto che la situazione è molto più complessa di quel che immaginasse e che il lavorio ai suoi danni, per tentare di indebolirlo, e metterlo in condizione di lasciare senza arrivare alla scadenza del 2013, era stato molto intenso.
Sulla sua agenda sono allineate le due soluzioni che gli sono state prospettate nella lunga serie di incontri avuti a tutti i livelli, tra partito e governo: la prima è il rafforzamento e il riequilibrio dell’alleanza con un compromesso con Fini e l’eventuale rientro, entro la fine dell’anno, dell’Udc nel centrodestra. E’ l’ipotesi «romana» che Bossi vede come il fumo negli occhi, e contro la quale propone il taglio con i traditori dell’ex An, capeggiati dal presidente della Camera, e la conferma dell’asse strategico Pdl-Lega. Tanto, sostiene il Senatùr, numericamente Fini porterebbe via un drappello non significativo di parlamentari e in sostanza fa più danno se sta dentro che non se va fuori.
In realtà Berlusconi preferirebbe non scegliere tra queste alternative e tenere insieme tutto il centrodestra, pur se è evidente che il movimento per arrivare a un governo diverso per la seconda parte della legislatura - un governo che, pur presieduto ancora inizialmente dal Cavaliere, sarebbe destinato a preparare la sua successione - è nato all’ombra della gran confusione che regna nella coalizione e del proliferare di correnti che nell’incertezza del dopo si preparano anche senza sapere cosa succederà.
La vera alternativa per Berlusconi rimane il completamento della legislatura con il rafforzamento del governo, o il rilancio della sua leadership attraverso le elezioni anticipate. Di qui dipenderà anche un possibile drastico intervento sul partito, da ripulire e rinnovare se vuole andare avanti, o da caricare a molla, trovando un accordo con tutti, buoni e cattivi, se si tratta di andare in cerca di voti. Sarà questo il rovello della sua estate. Un’estate che, in attesa che il premier si decida, si annuncia anche più calda di quel che s’è visto finora.