Alfieri Di Sostegno tra Torino e Firenze - Consegno Nazionale 7-8 giugno 1996 - Museo Nazionale del Risorgimento, Rivoli (Torino) 1996 (Pagina 49-56), 8 giugno 1996
TRATTO DA: ALFIERI DI SOSTEGNO TRA TORINO E FIRENZE (NOTE
da pagina 49-56 - Vedi Sch. n. 213434)
MARIA TERESA PICHETTO
NOTE
1. Cesare ALFIERI di Sostegno, Lettere a Federico Sclopis, Archivio di Stato di
Torino, Carte Alfieri; mazzo 200: si tratta di 4 lunghe lettere (quasi dei piccoli saggi) datate Favria, 6 luglio 1830: Moncalieri, 10 agosto 1830; Moncalieri 21-31 agosto 1830; Torino, 15 novembre 1830 (Le citazioni sono tratte dalle pp. 1, 2, 4, 5 della prima lettera e da p. 9 della terza). Di ogni lettera esistono almeno tre esemplari, con grafia sempre più chiara tra la prima e la terza stesura, e alcune correzioni; in particolare, per quanto riguarda la lettera, indicata da Alfieri con l’incipit della seconda stesura Il est dans la vie des nations comme dans la vie de l’homme, tra la prima stesura e le successive vi è una variante nelle due pagine iniziali, che esiste anche in due fogli separati intitolati da Alfieri Changement au commencement de la première lettre, fait après les evenements de Juillet 1830: Alfieri si riferisce ovviamente al deciso indirizzo reazionario imposto alla Francia da Carlo X, con il ministero del principe di Polignac che porterà alla rivoluzione del 27-29 luglio e all’ascesa al trono di Luigi Filippo d’Orléans.
2. D. BERTI, Cesare Alfieri, Roma, Tip. Voghera, 1877, pp. 44-47. Berti riporta, in parte dall’originale francese e in parte riassunti in italiano, alcuni brani delle lettere, senza indicare dove si trovano. N. RODOLICO, Carlo Alberto negli anni di regno (1843-1849), Firenze, Le Monnier, 1943, p. 156, afferma di non aver trovato la Memoria (così chiama le lettere), il cui contenuto è però ricostruibile attraverso le lettere scritte a Sclopis nell’estate del 1831 (ma si tratta, come abbiamo visto, del 1830) pubblicate da Berti; alcuni brani erano già stati dallo stesso Rodolico riportati nel volume Carlo Alberto negli tinnì eli regno (1831-1843), Firenze, Le Monnier, 1936, pp. 35-36. All’Accademia delle Scienze, Carteggio Sclopis, filza Cesare Alfieri, esiste una lettera, citata anche da Rodolico, inviata da Favria, 10 luglio 1830, in cui Alfieri pregava Sclopis di dargli la sua opinione su "une première lettre telle qu’elle a été ecrite primo impetu..., avant de la mettre sous les yeux du Serenissimo", e di mandargli copia degli editti "qui reglent la Nomination de sindique et la formation des conseils communaux et provinciaux .
3. Cfr. L. CIBRARIO, Notizie sulla vita di Carlo Alberto, Torino, 1861, pp.40-41, nota 1: "Nel 1825-27 convenivano ogni sera al Caffè di Piemonte varie persone legate da comunanza di studi e di sentimenti liberali: Costanze Cazzerà, Carlo Boucheron, Ludovico Sauli, Federico Sclopis, Luigi Provana, Alessandro Pinelli e l’autore di questa storia con pochi altri; e ogni sera vi conveniva Cesare Alfieri, primo scudiere del Principe di Carignano, il quale ci riferiva gli studi, le censure, i liberali propositi di Carlo Alberto. Taluno dei congregati fu chiamato talvolta ad inviare al Principe nozioni e progetti, atti ad agevolargli a suo tempo i mezzi d’incarnare i bei disegni che fin da allora aveva concepito nell’animo".
4. D. BERTI, Cesare Alfieri cit., p. 50. Sulle aldine cfr. AST, Carte Alfieri, mazzo 173, Elenco delle edizioni aldine donate da Carlo Alfieri all’Università di Torino (1871).
5. U. LEVRA, L’altro volto di Torino risorgimentale. 1814-1848, Torino, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1988, pp. 245-246; cfr. anche R. ROMEO, Dal Piemonte sabaudo all’Italia liberale, Bari, Laterza, 1974. pp. 70-80 e N. NADA, Dallo Stato assoluto allo Stato costituzionale. Storia del regno di Carlo Alberto dal 1831 al 1848, Torino, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1980.
6. Cfr. N. RODOLICO, Carlo Alberto (1943) cit., p. 13: la relazione del Brunetti è allegata alle Istruzioni al ministro Schwarzenberg, che successe al Brunetti nella Legazione austriaca: le Istruzioni sono in data 4 agosto 1838 e si conservano nell’Archivio di Vienna.
7. Cfr. P. CASANA TESTORE, Le riforme carcerarie m Piemonte all’epoca di Carlo Alberto, Torino, Annali della Fondazione Einaudi. XIV. 1980, pp. 281-282; sono qui indicati anche i numerosi saggi comparsi in quegli anni in Europa grazie a studiosi come Villermé, Beaumont, Tocqueville, Bérenger, Lucas, Mittermaier etc. Su questo tema cfr. anche V. COMOLI MANDRACCI, II carcere per la società del Sette-Ottocento. Il carcere giudiziario di Torino detto "Le Nuove", Torino, Centro Studi Piemontesi, 1974: U. LEVRA. (a cura di), La scienza e la colpa. Crimini, criminali, criminologi: un volto dell’Ottocento, Milano, Electa, 1985; A. CAPELLI, La buona compagnia. Utopia e realtà carceraria nell’Italia del Risorgimento. Milano, Angeli, 1988 e G. NALBONE, Carcere e società in Piemonte (1770-1857), Santena, Fondazione Cavour, 1988.
8. N. RODOLICO, Carlo Alberto (1836) cit., p. 252.
9. Cfr. P. CASANA TESTORE, Le riforme cit., p. 286. La lettera di Antonio Tonduti conte della Escarena, che la Casana e Nalbone indicano come esistente all’AST, Carte Alfieri, filza marchese Cesare, cassetta 1 (ora mazzo 210, Cassetta 1, fasc. 3) non esiste (mancano i nn.. 1-3 e 8-9); Rodolico (1836), p. 252, la indicanin AST, Carte Bianchi, cartella VI, fasc. 17: Riforma delle carceri; secondo la Casana si tratta di una bozza non firmata che porta il titolo: Progetto di riforma delle carceri. Cfr anche il Diario di Giovanni Battista De Gubernatis, Primo segretario particolare di Carlo Alberto, che si trova alla Biblioteca reale ed è stato ristampato, in parte, col titolo Memorie segrete, da A. Brofferio ne I miei tempi (1857-1861), Torino Tip. Biancardi, vol. XIII, 1860, pp. 20-83, per quanto riguarda le conversazioni con Carlo Alberto dal 1 gennaio al 16 febbraio 1833; alla data 4 febbraio De Gubernatis annota: "nell’uscire, digressione sulla bassezza dei Grandi di Corte. Alfieri (padre) che loda Lescarene, perché d’ordine del Re ha scritto al suo figlio per incaricarlo d’un lavoro sulle prigioni, quando prima ne diceva delle grosse. Amen" (p. 64).
10. N. RODOLICO, Carlo Alberto (1936) cit., pp. 253-254 e Un elenco di Opere Pie nel Piemonte Albertino, in Studi di storia ospedaliera piemontese in onore di G. Donna d’Oldenigo, Cirié, Capella, 1958, pp. 238-239. L. CIBRARIO, Notizie sulla vita cit., p. 47, cita un biglietto autografo di Carlo Alberto in cui egli traccia un disegno di riforma "sur les prisons, sur l’organisation interne... en mettant à profit les nouvelles methodes pour la classification des individus, pour obvier à la dépravation, pour les faire travallier, et pour obtenir que les temps de leur détention puisse profìter a leur moralité et au salut de leurs âmes".
Des Pauvres en Angleterre, Turin, De l’imprimerie de Joseph Fodratti, 1835 (stampato anonimo), ora in Tutti gli iscritti cit., pp. 473-500.
18. L’elenco delle persone a cui fu distribuito l’Extrait Cavour è pubblicato in A. LUZIO, Gli inizi del Regno di Carlo Alberto. Nuovi Documenti. V: Cavour e Lescarene. "Memorie della Regia Accademia delle Scienze di Torino", LXVI, 1928, parte II, n. 3, pp. 22-23; cfr. anche R. ROMEO, Cavour cit., pp. 441-450.
19. L’avvocato novarese Giovanotti, Primo Segretario di Stato per gli Affari dell’Interno, recensì sia il Report della Commissione inglese, sia Extrait cavouriano negli "Annali universali di statistica", XLIII, 1835, pp. 137-139; di Petitti cfr. Saggio sul buon governo della mendicità cit.
20. Cfr, la Memoria del Ministro degli Interni Carlo Beraudo di Pralormo del 1840, a stampa. Copia in AST, Opere Pie, citata da Rodolico, Un elenco cit., p. 233. Cfr. anche M. PICCIALUTI CAPRIOLI, Opere Pie e beneficenza Pubblica. Aspetti della legislazione piemontese da Carlo Alberto all’unificazione amministrativa, "Rivista trimestrale di diritto pubblico", 1980, n. 3, e U. LEVRA, I/altro volto di Torino cit., pp. 258-259.
21. N. RODOLICO, Carlo Alberto cit. (1936), p. 368 e Un elenco cit., p. 234.
22. AST, Carte Alfieri, mazzo 56, fasc. 2, nn. 1-3, manoscritto dal titolo Questions sur les Pauvres de la Ville de Turin, 17 maggio 1834; esistono tre stesure di questo scritto: uno in cui Alfieri risponde a 26 domande relative alla mendicité (che corrispondono, sebbene divisi in modo leggermente diverso, ai quesiti a cui risponde Cavour), uno in cui risponde alle prime 10, e uno, con il titolo qui indicato. con risposte complete fino alla 10a e abbozzate dalla 17a alla 25a. Sarebbe interessante sapere se i quesiti erano stati posti da Poster anche ad Alfieri, o se quest’ultimo aveva collaborato alla stesura delle risposte di Cavour.
23. AST., Carte Alfieri, m. 56, fase. 2. nn. 4 e 5, e. 5: si tratta di due stesure (abbozzo e bella copia) di uno scritto senza titolo che potrebbe essere la risposta a un paragrafo dei quesiti posti a Cavour dal titolo De l’état des classes ouvrières; è citato anche U. LEVRA, L’altro volto cit., pp. 60-61 e 259-261 col titolo Questions sur les pauvres...
24. Manifesti del Governatore della Divisione di Torino del 5 e del 29 novembre 1831, Torino, Stamperia Reale, 1831, riportato da U. LEVRA. I.’ciltro volto cit., pp. 188-189. Nello scritto già citato Questions sur les Pauvres de la ville de Turin, rispondendo alla domanda: La Mendicité a quel point existe t-elle’’’, Cesare Alfieri scriveva che i mendicanti registrati dall’autorità municipale e muniti di placca, "comme les pauvres de Roi d’Angleterre", erano 220.
25. G. M. BRAVO, Torino operaia. Mondo del lavoro e idee sociali nell’età di Carlo Alberto, Torino, Fondazione Einaudi, 1968, p. 135. Il termine "sbandire" era stato usato in uno studio, pubblicato nel 1722, del gesuita Andrea Guevarre, consigliere di Vittorio Amedeo II, dopo che l’editto del 19 maggio 1717 aveva esteso a tutto lo stato sabaudo il sistema degli ospizi in cui andavano ricoverati i poveri e i vagabondi: La mendicità sbandita col sovvenimento de’ Poveri; e veniva ancora usato in un Progetto per sbandire la mendicità dal Piemonte, del 1793; Cesare d’Azeglio, poi, nominato nel 1820 Sovrintendente generale delle Opere Pie, proponeva di ricoverare tutti i mendicanti malati e disabili all’Ospedale di Carità (AST, Opere Pie, serie Ia, mazzo 216).
26. In realtà la citazione sul ricovero per "sbandire la mendicità", riportata anche da Rodolico, Un elenco cit. p. 234, non esiste in Questions sur les paure cit., tranne un breve accenno a c. 1, dove Alfieri parla di "etablissements dans lesquels les pauvres invalides puissent étre recueillis". L’idea di una Casa di ricovero e di lavoro sarà caldeggiata da Roberto d’Azeglio, appoggiato da Cavour, da Alfieri e da Peyron. durante il colera del 1835, e la sua istituzione sarà approvata il 19 novembre 1836, con l’apertura di due case, una a Vinovo e una a Borgo Po: il Regio brevetto del 21 aprile 1838 sanzionava l’atto fondamentale della Società di Ricovero di Mendicità, con la nomina di Alessandro Saluzzo ;i Presidente e di Cesare Alfieri a Vice-presidente CAST, Carte Alfieri, mazzo 55, n. 3, dove si trova anche un foglio a stampa del 12 giugno 1838, firmato Gustavo Benso di Cavour, Direttore della Segreteria, con le sue considerazioni sulla mendicità e i benefìci della Casa di ricovero).
27. AST, Carte Alfieri, m.56, fase. 2: II ne faut pas confondre le pauperisme... cit.; Rodolico e Bravo indicano erroneamente questo scritto col titolo Relazione di statistica sul pauperismo.
28. Cfr. tutta la documentazione da lui raccolta in AST, Carte Alfieri, mazzo
212, fase. 2.
29. V. LEVRA, La ”statistica morale” del regno di Sardegna tra la restaurazione e gli anni trenta: da Napoleone a Carlo Alberto. "Clio", XXVIII, 1992, n.3, pp. 353-378 e F. SOFIA, Una scienza Per l’amministrazione. Statistica e pubblici apparati tra età rivoluzionaria e Restaurazione, Roma, 1988, vol. I (?)
30. AST., Carte Alfieri, mazzo 56. fase. 1, Statistica criminale delle divisioni delle antiche Province in un settennio ( 1831-1837) (grosso foglio in 4° di 4 pp. con dati, elaborazioni statistiche, tabelle, medie); nello stesso mazzo vi sono Note per studi sulla popolazione di alcune provincie del Piemonte nel sec. XVIII e XIX e moltissimi documenti e studi (alcuni di Alfieri), inviati al Presidente della Commissione Pralormo su popolazione, condizione economica, nascite, matrimoni: un manoscritto di invio del 2 aprile 1838 agli "Annali di Giurisprudenza" del suo studio pubblicato con il titolo C. ALFIERI, Cenni e notizie intorno alla Statistica Criminale dei Regii Stati, "Annali di Giurisprudenza", vol. I, 1838, pp. 1-7. di cui esiste un esemplare nel mazzo 211; e un Estratto della relazione fatta dal conte di Cavour alla Commissione superiore di Statistica il 17 gennaio 1840.
31. N. RODOLICO. Carlo Alberto cit. (1836), pp. 291-294; cfr. soprattutto G. PRATO. Patti e dottrine economiche alla vigilia del 1848. L ’Associazione agraria subalpina e Camillo Cavour, Torino, Bocca, 1821 (Biblioteca di Storia italiana recente, voi. IX, pp. 133-484), dove viene ampiamente trattata la vita dell’Associazione e la sua azione economica, sociale, politica e intellettuale svolta anche attraverso il suo periodico "Gazzetta dell’Associazione agraria", che uscì dal 6 aprile 1843 al dicembre 1848 in due edizioni, italiana e francese. Cfr. anche A. FOSSATI, Saggi di politica economica carlo-albertina Torino, Biblioteca della Società Storica Subalpina. 1930 e Pagine di storia economica sabauda (1815-1860), Torino, 1940.
32. Citato da Cavour in un discorso pubblicato dalla "Gazzetta agraria", III, 1845, n. 10 e riportato da G. PRATO, Fatti cit., p. 405.
33. C. SOLARO DELLA MARGARITA, Memorandum storico-politico, Torino 1852 (2" ed.), p. 201. Invece per Brofferio (I primi quindici anni del Regno di Carlo Alberto, in Biblioteca rara, Palermo, 1901, voi. V, p. 89) i membri più autorevoli dell’Agraria erano "divinità dell’archivio, del museo, dell’anticamera, della sacrestia", e i loro studi "prostituzioni accademiche circoscritte in sterile arringo".
34. N. RODOLICO. Carlo Alberto cit. (1836), p. 293. R. ROMEO, Dal Piemonte sabaudo cit., p. 89. fa notare che proprio l’adesione in numero sempre maggiore di proprietari borghesi e professionisti determinò una frattura fra coloro che, come Cavour, intendevano conservare la direzione nelle mani del ceto dirigente nobiliare e coloro che, come Valerio, nell’Associazione volevano affermare il diritto della nuova borghesia a una posizione di assoluta parità.
35. Costanza d’AZEGLIO. Souvenirs historiques de la marquise Costance d’Azeglio, née Alfieri, tirés de sa correspondance avec son fils Emmanuel avec l’addition de quelques lettres de son mari le marquis Robert d’Azeglio de 1835 a 1861, Turin, Bocca, 1884, p. 94 (lettera del 28 febbraio 1847); nella lettera del 2 febbraio 1844 (ivi, p. 58) aveva scritto: "Avant hier à l’Agraria mon frère a eu une prise avec Camille Cavour, en suite de quoi il a donné ses démissions de président. La Majorité en est très-fâchée et voudrait faire changer cette résolution. Ce sera difficile".
36. G. GRISERI, L’istruzione primaria in Piemonte. 1831-1856. Torino, Deputazione Subalpina di Storia Patria, 1973, p. 37.
37. Cfr. L. BULFERETTI, Socialismo risorgimentale, Torino, Einaudi, 1949, pp.139-156. Cfr. anche A. GAMBARO, L’educazione infantile nel Risorgimento italiano, Torino, Gheroni, 1948: D. BERTONI JOVINE, Storia della scuola popolare in Italia, Torino, 1954: G. TALAMO, I problemi dell’istruzione negli Stati italiani del 1831 al 1846, in L’Italia tra rivoluzione e riforme (1831-1846), Roma, 1994, pp. 251-310 (Atti del Convegno di Piacenza 1992) e Un’ispezione alle scuole della Savoia nel 1841, in Storia delle istituzioni educative in Italia tra Ottocento e Novecento, Atti del (convegno di Alghero ottobre 1994, a cura di L. Romaniello, pp. 23-36.
38. AST, Opere Pie, n. 217: oltre alla Supplica a Cario Alberto di Roberto d’Azeglio per la fondazione del suo asilo a Torino (23 nov. 1835), vi è il testo della Relazione dell’udienza del 21 agosto 1838 e della supplica, pubblicata da A. LUZIO, Cavour prima del quarantotto, in Profili biografici e bozzetti storici, Milano, 1928, appendice, pp. 123 e sgg.
39. Cfr. N. RODOLICO, Carlo Alberto cit. (1943), pp. 182-185 e G. TALAMO, Un’ispezione cit. p. 24: la Memoria di Giovanetti, di cui esiste una copia ms. in AST, Carte Alfieri, mazzo 57, e stata ripubblicata da E. CRUDO, "Bollettino Storico della Provincia di Novara", 1940.
40. Di Aperti cfr.: Manuale di educazione ed ammaestramento per le Scuole infantili, Cremona, 1833: elementi di pedagogia ossia della ragionevole educazione dei fanciulli. Roma, 1847 e Scritti pedagogici editi e inediti, a cura di A. Gambaro, Torino, Chiantore, 1944; su di lui: A. GAMBARO, Aportiana Torino, Vogliotti, 1939: A GAMBARO, Ferrante Aporti, in Diz. Biografico degli italiani, vol. 3, Roma, 1961, pp. 605-609 e Ferrante Aporti nel primo centenario della morte, a cura di A. Gambaro, Brescia, 1962.
41. Fra i giudizi favorevoli cfr. la lettera del 29 ottobre 1843, pubblicata da A. COLOMBO, Carteggi e documenti diplomatici di Emanuele d’Azeglio, Torino, 1920, p. CV: "Le Roi l’a très bien recu, et l’a meme invité a diner. Nous lui avons donné un grand diner chez Feder, où le grand Ecuyer (Cesare Alfieri), qui est le président des Ecoles Intfantiles, est venue en personne. Il me semble que l’illustre voyageur a du étre satisfait des marques d’estime et de vénération qu’il a recues chez nous" (riportato in N. RODOLICO, Carlo Alberto cit. (1943), p. 377, nota 1 dove è anche ricostruito il dissidio personale tra mons. Fransoni, arcivescovo di Torino, e mons. Pasio, Magistrato delle Riforma).
42. Cfr.i giudizi favorevoli di L. Des Ambrois del Conte di Castagneto, segretario del Re, di G. Giovanotti e altri, e quelli contrari, in particolare di Metternich (Alfieri aveva "un penchant prononcé pour les systèmes francais’ ’) in I). BERTI, Cesare Alfieri cit., pp.60-62 e in N. RODOLICO, Carlo Alberto cit.(1943), pp.193-194.
43. G. GRISERI. L’istruzione cit . pp. 60-61.
44. AST, Carte Alfieri, mazzo 5~, fasc. 7.
45. AST, Carte Alfieri, mazzo 57, fasc. 7: vi sono 4 lettere di Aporti, di cui 2 a Alfieri.
46. Cfr. G. M. BRAVO, Torino operaia cit., p. 148, dove sono indicati gli scritti di Giulio sulle scuole di meccanica e di chimica applicata (1845), e quelli di Petitti pubblicati sugli ’Annali Universali di Statistica" del 1845 e 1846. importante segnalare anche l’attività di Alfieri quale Vice-Presidente della Regia Camera di Agricoltura e Commercio di Torino, della Società biellese per l’avanzamento delle arti, dei mestieri dell’agricoltura (1843) e nell’organizzazione delle numerose esposizioni dei prodotti dell’industria e delle belle arti (1838, 1844): cfr. AST, Carte Alfieri, mazzo 211.
47. Riportata da D.BERTI, Cesui-e Alfieri cit., p.73 e in parte da N. RODOLICO, Carlo Alberto cit. (1943), p.201. Le tesi, discusse con Nada e da lui citate (Dallo Stato assoluto cit., p.156) di Angela Santarsiero, Cesare Alfieri Presidente del "magistrato della Riforma" e la Politica scolastica Piemontese dal 1844 al 1848, Univ. di Torino, Fac. di Lettere, a.a. 1968-,69 e da Giuliana Gerla, sulla base della documentazione esistente presso l’Archivio privato della famiglia Alfieri, non sono state reperite.
48. AST, Carte Alfieri, mazzo 57, fasc.9: Cesare ALFIERI, Progetto di riordinamento e di ampliazione dell’insegnamento teologico (ms.)
49. Cfr. Accademia delle Scienze di Torino, Corrispondenza di S. E. il Conte Federico Sclopis di Salerano, ms. 2035 (Riordinamento degli Studi legali dell’Università di Torino. 1846) e mss. 2704-2706 (3 lettere di Cesare Alfieri, 1846, su Commissione di riforma degli Studi di Legge)
50. Cfr. Museo Nazionale del Risorgimento, Torino, Carteggio Petitti-Targioni Tozzetti, riportato in N. RODOLICO, Carlo Alberto cit. (1943), p. 202; cfr. anche di Petitti, Fondazione d’una cattedra per l’insegnamento dell’economia politica nella regia università di Torino, "Annali universali di statistica", LXXXVII, 1846, pp. 71-75 e su Scialoja L. BULFERETTI, Sul Progressismo sociale della borghesia nel Risorgimento, Torino, Museo Nazionale del Risorgimento, 1949.
51. Cfr. tutte le lettere, progetti, relazioni, proposte di nomine elenchi di docenti e di studenti etc. conservate in AST. Carte Alfieri, mazzo 57 e anche A. ROMIZI, Il ministero della Pubblica istruzione. "Rivista storica del Risorgimento italiano", I, 1895-96, pp. 893-950. Nel 1876 gli fu eretto un busto sotto il porticato dell’Università di Torino.
52. Cfr. la lettera a Carlo Alberto, riportata da D. Berti, Cesare Alfieri cit., p.81-82, nella quale Alfieri chiarisce da quali sentimenti sia stato mosso nel sollecitare il sovrano a concedere lo Statuto. e per tranquillizzarlo gli ricorda che se, in molte circostanze in cui erano in gioco gli interessi del Paese, "il a pu laisser entrevoir le desir que l’on donnât plus de dévéloppement aux institutions qui permettent de mieux apprécier les besoins du pays, de satisfaire à ses instincts, et de raviver le sentiment de la nationalité qui est la sauvegarde de son indépendance, c’est toujours dans des institutions purement monarchiques qu’il cherchait les éléments de la solution du problème".
53. Cfr. note inedite del conte Federico Sclopis, riportate da D. BERTI, Cesare Alfieri cit., pp. 83-84.
54 C. ALFIERI, Ia Lettera a F. Sclopis, Favria, 6 Juillet 1830 cit., p. 5.§
55. Ivi. p. 4 e 9.
56. C. ALFIERI, 2a Lettera a F. Sclopis, Montcailler, 10 Aout 1830, cit., p. 5.
57. Una critica alla centralizzazione, accusata di indebolire tutta la macchina statale perché "distrugge ogni responsabilità morale negli uffiziali dipendenti", veniva mossa un anno dopo anche da Petitti in Dell’attuale condizione governativa degli Stati di S. M. Ragionamento. Agli ultimi di marzo 1831, ms. conservato alla Biblioteca Reale di Torino (Storia patria, 906) e pubblicato in C. I. PETITTI di RORETO, Opere scelte cit., pp. 99-147.
58. C. ALFIERI, 3a lettera a F. Sclopis, Montcailler, 21 e 31 Aout 1830 (due stesure diverse, di cui la seconda molto più ampia della prima), cit., pp. 5, 7, 8.
59. N. NADA, Dallo Stato assoluto cit., p. 161, dove viene anche citato lo studio di A. PETRACCHI, Le origini dell’ordinamento comunale e provinciale italiano, Venezia, 1962, vol. I, p. 103 (nel voi. II: è riportato il testo completo dell’editto).