Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2010  maggio 28 Venerdì calendario


IL DOCENTE DI ECONOMIA CHE FACEVA I CONTI ALLA SEGRETARIA

Però,che tempra, questo Flavio Delbono, ex sindaco di Bologna per il quale ieri è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio (peculato, truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni).
Delbono, fisico non particolarmente aitante, figura tipica del professore (e infatti professore lo è, di Economia Politica), cinquantuno anni portati non troppo bene, è una specie di recordman. Guinness dei primati, almeno il guinness di Sabbioneta, piccolo paese in provincia di Mantova dove l’ex Primo cittadino bolognese è nato il 17 settembre del 1959. Il padre, Aldo, era un vigile urbano. La madre, Luigia, lavorava come ricamatrice. Lui studiò al liceo scientifico, poi si iscrisse ad Economia e Commercio all’Università di Parma, dove si laureò nel 1982, diventando titolare di cattedra a Bologna e riuscendo ad insegnare anche alla Johns Hopkins University. Ma questa è un’altra storia. Ci interessa di più la tempra del professore.
Signori Travet, diligenti, puntuali e senza grilli per la testa. Piccoli Fantozzi di periferia. Uomini tutti casa e chiesa. Giù il cappello: Delbono aveva una moglie, dalla quale ebbe un figlio. Poi ha avuto una seconda moglie, dalla quale non ha avuto figli. Poi ha avuto pure una convivenza, dalla quale è nato un altro figlio ancora. Poi un’altra convivenza, quella con Cinzia Cracchi, dalla quale sono nati solo molti guai. Infine, un ennesimo fidanzamento con ipotesi di un terzo matrimonio. Tra un fidanzamento e l’altro, un’intensa vita accademica e politica. E’ un soldato delle relazioni sentimentali, il prodiano Delbono che prese il posto di Cofferati. Un marine della coppia più o meno ufficiale. Uno che nei rapporti con le donne si è sempre tuffato anima e corpo. A Cinzia Cracchi arrivò a dire: «Vorrei che fossimo sepolti insieme». E insieme sono stati sepolti. Sotto una montagna di critiche e di accuse. Lei, ora, si discolpa: non era mia intenzione, dice. Fosse dipeso da me, nulla sarebbe trapelato. Potrebbe aver ragione.
Il triangolo
Fu Alfredo Cazzola, avversario elettorale di Delbono, a innescare la miccia. Era il mese di giugno. In diretta tv, Cazzola sparò: «Caro Flavio, tu hai una vita privata complicata, fatta di donne e figli...». Non riuscì a completare la frase: il caro Flavio (sempre a dispetto di quel fisico non proprio aitante) reagì andando all’assalto. Una furia: «Mi fai vomitare, sei un vigliacco, non si tirano in ballo famiglia e figli». Ma intanto le famiglie erano state tirate in ballo, Bologna si era riempita di chiacchiere, Cazzola era tornato ad accusare («A Delbono porto i saluti della signora Cinzia, sua ex fidanzata, che molto ha da dire sulla sua moralità») e i particolari stavano venendo a galla. Quella bionda aveva davvero inguaiato i rossi (nel senso di uomini della sinistra).
Storia boccaccesca all’ombra delle Due Torri. ”Cinziagate”, scrissero tutti. Una specie di Watergate ai tortellini (e alle lenzuola). Fatti privati? Macché: pubblici che più non si può, perché il marine del sesso non si era limitato ai fidanzamenti. Aveva fatto di più, almeno secondo l’accusa. La storia è andata così.
Lei, Cinzia, lavorava in Comune. Lui, Flavio, alla Regione, numero due del governatore Errani. Lei incontra lui (e viceversa, naturalmente). Lei e lui si piacciono. Una bella storia d’amore. Lui, però, ha una donna. E così lui lascia la sua donna, prende lei (che nel frattempo si è anche separata dal marito) e la fa trasferire in Regione. Non in un ufficio qualsiasi. Lo abbiamo detto: lui e lei si amano sul serio, vogliono stare sempre accanto, sono inseparabili. E lei, Cinzia, diventa la segretaria personale di Flavio. Ormai sono una coppia fissa. Come tale, cominciano anche a viaggiare insieme, in Italia e all’estero. Poi si sa come vanno queste cose: la coppia che era fissa comincia a traballare, malumori, forse gelosie, ripensamenti. Cinzia perde il posto alla Regione e viene trasferita alla società partecipata Cup 2000, cioè il Centro di prenotazioni sanitarie unificato. Centralinista. Lui, Flavio, di nuovo single, si fidanza con un’altra lei, Stefania Barresi. Finale della boccaccesca novella: il triangolo lui-lei-nuova lei, secondo le accuse, sarebbe costato alle casse della Regione circa 21 mila euro come spese di rappresentanza non dovute e come indennità di missioni e spese di viaggio che di istituzionale non avevano nulla. Di qui, l’accusa di peculato e di truffa aggravata e la richiesta di rinvio a giudizio per il professore piacione (un altro filone dell’inchiesta è ancora aperto).
Il commissariamento
Possiamo anticipare la vostra domanda e la vostra curiosità. Risposta: non sappiamo se al momento il professore abbia un’ennesima relazione. E ovviamente la cosa non ci interessa: essendosi dimesso ed avendo regalato a Bologna, per la prima volta nella storia della città, l’onta del commissariamento, ormai i fatti suoi sono davvero suoi, privati al cento per cento. In compenso, in archivio abbiamo scovato un’interessante dichiarazione su Delbono. E’ di Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e grande sponsor politico del marine del sesso. Disse il professor Romano elogiando il professor Delbono (ma quanti professori nel centrosinistra): «Flavio è un uomo molto attento ai conti». Quelli dei viaggi e delle relative spese.