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 2010  aprile 19 Lunedì calendario


PARCHI DIVERTIMENTO

(Voce Arancio).

«A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar… Venite con me nel mio mondo fatato per sognar... Non serve l’ombrello, il cappottino rosso o la cartella bella per venir con me... basta un po’ di fantasia e di bontà» (Fiabe sonore).

Il primo parco divertimenti della storia, Luna, è stato aperto nel 1895, a Coney Island. Il primo parco tematico, Disneyland, fu inaugurato nel 1955 ad Anaheim, in California.

In Italia, i primi vennero aperti negli anni ”60: Edenlandia (Napoli), nel 1964 e Fiabilandia (Rivazzurra di Rimini), nel 1965.

Oggi, i parchi divertimento d’Italia sono circa 140: tematici (Fiabilandia, Mirabilandia, Gardaland,…), meccanici (LunEur,…), didattici (Minitalia, La Casa delle Farfalle, Oltremare…), acquatici (Aquafan, Le Caravelle, Ondaland,…), faunistici (Le Cornelle,…) e avventura (Veglio, Majella,…).

Gardaland, sulle rive del lago di Garda, è il parco divertimenti numero uno in Italia, frequentato da oltre 3 milioni di persone l’anno (65% famiglie, 35% giovani e teenager). Aperto nel 1975, con appena 5 attrazioni, oggi ne conta più di 40, tra montagne russe mozzafiato (Blue Tornado), torri di caduta libera (Space Vertigo) e viaggi in gommone tra rapide e cascate (Jungle Rapid). Quest’anno è stato inaugurato ”Inferis”, un labirinto del terrore vietato ai minori di 14 anni da percorrere a piedi tra fiamme, paludi e orribili creature diaboliche, impersonate da attori in carne e ossa. Pare che lo spettacolo sia talmente realistico che alcuni visitatori hanno scambiato gli impiegati per mostri veri.

Mirabilandia, vicino Ravenna, è il secondo parco di divertimenti d’Italia, per estensione e numero di visitatori: 850.000 mq. e oltre 2 milioni di ingressi. Tra il 2008 e 2009, sono stati investiti 27 milioni di euro in attrazioni. La più spettacolare, ISpeed, rivoluzionario roller coaster a spinta magnetica, è costato 15 milioni di euro. Lo scorso anno, alla chiusura della stagione, il fatturato del parco è salito a 56,7 milioni di euro, 4,3 milioni di euro in più rispetto al 2008.

Nel 2009, il «Gardaland Hotel Resort», un 4 stelle con 247 family rooms, ha ottenuto un aumento dei pernottamenti del 6,2%. Un incremento ottenuto grazie anche a promozioni come ”bimbi gratis tutto l’anno” (fino ai 10 anni) o il ”pacchetto Prezzemolo”: pernottamento in camera tripla con prima colazione a buffet, peluche Prezzemolo, cena con il ”Buon Appetito” augurato da Prezzemolo in persona, foto ricordo, ingresso combinato Gardaland + Gardaland Sea Life Aquarium. Costo: ࿬ 399 a notte.
Nel 2009, Mirabilandia, ha venduto 621 mila pacchetti parco + hotel (a partire da 49,90 euro): un incremento del 13% rispetto al 2008.

I Parksmania Awards sono gli "Oscar dei parchi di divertimento" assegnati dal sito parksmania.it. Parco dell’anno (il parco italiano che ha registrato il maggiore salto di qualità dalla scorsa stagione a quella attuale): Movieland di Lazise. Miglior nuova attrazione 2009: "iSpeed" di Mirabilandia. Migliore Personale: Gardaland.

Gene Gnocchi giura che non porterà mai più i suoi figli Gardaland o se lo farà, si camufferà prima. In una recente gita al parco divertimenti, infatti, è stato riconosciuto dai fan e fotografato tutto il giorno "come una scimmietta".

Circa il 25% degli ospiti totali della stagione di un parco tematico si concentra in poco più di 20 giornate. Normalmente il giorno migliore per effettuare una visita in un parco italiano è il mercoledì (parksmania.it).

«In effetti Mirabilandia è come una second life. […] Una realtà nata con una precisa funzione: creare divertimento [...]. La realtà, però, è che molte delle negatività della vita reale precipitano nell’ esperienza di Mirabilandia: come alle Poste, così anche qui si fa la fila. Per divertirsi, è chiaro. Ma si finisce per fare un’ ora e mezzo di coda per un’ attrazione che dura pochi minuti. E lo stress cresce, perché chi frequenta i parchi come questo lo fa per uno scopo preciso: divertirsi a tutti i costi» (Francesco Piccolo, autore di "L’ Italia spensierata”).

Nel 1999, i parchi Disney lanciarono il ”Disney’s FastPass”: un sistema gratuito di prenotazione di alcune attrazioni allo scopo di ridurre i tempi di attesa in coda. Nel 2010, Mirabilandia ha introdotto, per la prima volta, il "V Pass", un "maggiordomo virtuale che ti permette di prenotare le attrazioni più divertenti mentre tu e gli amici assaporerete il tempo guadagnato godendovi le altre bellezze del Parco”. Il costo giornaliero del ”V Pass” è di 16 euro (per una persona) fino a un massimo di 56 euro (per sei persone).

Entro il 2011, aprirà il Rainbow Magic Land di Valmontone,vicino Roma: 300 milioni di euro per la realizzazione, 40 milioni per il complesso alberghiero e sportivo, altri 40 milioni per le infrastrutture, 600mila metri quadri, di cui 50mila di superficie coperta, 35 attrazioni, due delle quali mai viste in Europa, 3 teatri, un palaghiaccio, 28 punti di ristorazione, 5.500 posti auto. Il parco punta a 3 milioni di visitatori l’anno.

Sempre nei pressi di Roma, nascerà anche Cinecittà World, parco a tema ispirato al mondo del cinema: 500 milioni di investimento, 2.500 nuovi posti di lavoro, 16 attrazioni per bambini, 3 adrenaliniche, 19 per famiglie, 7 ristoranti e self service, 11 bar e gelaterie, 57 chioschi, snack, negozi e zone merchandising. Al progetto collaborerà anche Dante Ferretti. Sono previsti più di 4 milioni di visitatori all’ anno e un biglietto di ingresso intorno a 25 euro. Entro il 2012, verrà realizzato "The Village", un villaggio con negozi, ristoranti e cinema. Mentre, entro il 2014, sono in progetto altri due parchi, "Cinecittà World 2" e "Cinecittà Natura".

«Costruire un parco divertimenti è come costruire una città», spiega a Voce Arancio l’architetto Franco Barazzoni, presidente e socio fondatore di Baustudio, società italiana (con sede a Reggio Emilia) leader nella progettazione e realizzazione di parchi tematici in tutto il mondo. «Si parte dalla progettazione delle dislocazioni, si passa all’impiantistica, alla viabilità ordinaria, a quella del pubblico e a quella di servizio. Quello di un parco è un progetto fuori dall’usuale, altamente specializzato. A cominciare, ad esempio, dalle costruzioni che sono diverse dai normali edifici, sia per struttura che per materiali». In effetti, il progetto è complesso. Esiste una fase iniziale di fattibilità: analisi finanziarie, studio dei flussi turistici, analisi del clima e dell’impatto ambientale. Si passa poi alla fase di ”conceptual design”, con viabilità e posizionamento degli elementi, arrivando fino al progetto definitivo di tutti gli elementi del parco e alla realizzazione di un plastico in scala 1:50 da consegnare all’impresa che si è aggiudicata l’appalto della costruzione. Ma come si fa a decidere che attrazioni mettere e quali no? «La scelta della giostra si basa su diversi elementi, a partire dalla dislocazione geografica, dal tipo di pubblico che visiterà il parco e dalle possibilità tecniche del paese in cui la giostra va a collocarsi. Negli Stati Uniti, un’attrazione potrà essere tecnologicamente più avanzata, mentre in Libia, ad esempio, si proporrà una giostra più sicura». Sicura in che senso? «Più una giostra ”ha un certa età”, più è sicura dal punto di vista tecnologico. D’altro canto, però, più è vecchia e meno è attrattiva». Le giostre, negli ultimi anni, sembrano pensate sempre più per gli adulti… «E’ sempre stato così. La credenza che il parco a tema sia un luogo per bambini è una cosa tipica del pubblico italiano. Coney Island, nato nei primi anni del secolo scorso, non era certo un luogo per bambini. I primi roller coaster non erano certo pensati per i più piccoli. Il parco a tema ha come target l’intera famiglia. Ci sono attrazioni per tutti».

Le roller coaster, le montagne russe, sono l’attrattiva principale dei parchi divertimento. Le più veloci al mondo sono le Ring Racer, a Nurburgring (Germania): 217 km/h in 2.7 sec. Le più alte sono le Kingda Ka, in New Jersey: 139 metri. Le più lunghe, Le Steel Dragon 2000, in Giappone: 2.479 metri.

In Italia, le più veloci e le più alte sono il launched coaster ISpeed di Mirabilandia (Ravenna). Inaugurato nel 2009, raggiunge i 55 metri di altezza e una velocità di 120 km/h con un’accelerazione da 0 a 100km/h in 2.2 sec. Le più lunghe sono quelle dell’ inverted coaster Katun, sempre di Mirabilandia. Inaugurato nel 2000 con un investimento di 12 milioni di euro, percorre i suoi 1.200 metri in 2, 22 minuti e trasporta 1.700 persone l’ora.

Biglietto Gardaland: 35 euro; Mirabilandia: 31 euro (valido due giorni consecutivi); Aquafan: 25 euro; Minitalia: 22 euro; Le Cornelle: 11 euro.

Nel primo semestre del 2008, la spesa per i parchi di divertimento è cresciuta del 59,4%, a fronte di un +3,2% dei biglietti venduti, nonostante un aumento del prezzo medio d’ingresso (dati Siae).

Secondo i numeri della scorsa stagione, i circa 140 parchi italiani hanno segnato + 11,4 % rispetto all’anno precedente: 11 milioni di ingressi.

«Può sembrare un controsenso, ma la crisi economica ha fatto bene a questo settore. Una parte della popolazione non può più permettersi di partire per il finesettimana, se non addirittura per le vacanze vere e proprie, però non rinuncia a una gita al parco tematico più vicino» (Roberto Canovi, direttore di parksmania.it).

Nei negozi dei parchi si trova un’ampia scelta di gadgets: t-shirts, cappellini, zainetti, tazze, portachiavi, ombrelli, oggetti per la scuola, peluche, e tanto altro. «I gadget sono i veri e propri ambasciatori del parco. Sono il ricordo che ogni visitatore ha del parco, dei momenti felici trascorsi con gli amici o con la famiglia», ci ha detto Francesco Isoni, titolare di ISCO, azienda produttrice di gadget per parchi divertimento. Ma quali si vendono di più? «Non c’è un oggetto che va più di altri. Tutti hanno un loro pubblico. Certo, i peluche sono un must. Ma anche gli articoli per la scuola o l’abbigliamento. Ogni parco, poi, fa storia a sé. C’è chi vende di più, chi meno. C’è anche chi non ha interesse ad avere questa gadgettistica, ma la richiede perché sono oggetti ”istituzionali” che portano in giro il nome del parco». Rispetto a qualche anno fa, anche la qualità sembra migliorata. «Se un parco vende un prodotto a prezzo buono, ma di pessima qualità, non fa che trasferire un ricordo negativo dal prodotto al parco stesso. L’abilità sta nel dare un gadget qualitativamente buono a un prezzo concorrenziale. Allora il mercato funziona. Sono i numeri che vincono. Se in un parco entrano 3 milioni di persone, sono 3 milioni di potenziali consumatori. come se tutti gli abitanti di Milano passassero davanti ad un negozio: quel negozio deve vendere». Già, poi mettiamoci la spinta emotiva… «Esatto. I negozi infatti sono all’uscita dell’attrazione. Se uno va a vedere i delfini, esce e si trova tutto ciò che riguarda i delfini. E’ naturale che un bambino voglia un ricordo da portare a casa». Un bel business, quindi? «Niente è determinante, tutto contribuisce. Non confondiamo i vagoni con la locomotiva. Tutti corrono, ma se si sgancia un vagone, la locomotiva corre lo stesso». Sì, ma così i 30/35 euro dell’ingresso non bastano. Tra pranzi e gadgets, si spende di più. «Non si è obbligati. Molte famiglie entrano con lo zainetto e il pranzo al sacco. All’una si siedono sulla panchina e mangiano il loro panino. Comprano in base alle loro possibilità. Spendono poco e si divertono comunque».