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 2007  ottobre 15 Lunedì calendario

Marchi storici, chi sale e chi scende - Corsi e ricorsi. Matrimoni e divorzi. Salvataggi e crisi. La storia dei marchi più blasonati è intrisa di gesti di grande eleganza e cadute di stile proverbiali

Marchi storici, chi sale e chi scende - Corsi e ricorsi. Matrimoni e divorzi. Salvataggi e crisi. La storia dei marchi più blasonati è intrisa di gesti di grande eleganza e cadute di stile proverbiali. Negli ultimi anni del secondo millennio c’ è stata la corsa ad accaparrarsi le firme storiche. Le inglesi Rolls Royce e Bentley, che erano sull’ orlo del baratro finanziario, sono finite nelle mani dei tedeschi di Bmw e di Volkswagen. Aston Martin in quelle di Ford. L’ innovativa Lotus, dopo periodi di alterne fortune, nel portafoglio dei ricchi sultani malesi della Proton. La fallita Bugatti, con tanto di stabilimento modenese, dall’ imprenditore Romano Artioli alla raccolta di marchi famosi di Ferdinand Piech (Gruppo Vw), che ha comprato pure Lamborghini. Per alcune griffe è iniziato un nuovo ciclo di successi, per altre la vita si è fatta complicata. Aston Martin, nominata «marchio più cool del mondo del 2006», dopo 20 anni di presenza nella galassia Ford, è stata ceduta a un consorzio guidato da David Richards (fondatore e presidente di Prodrive), John Sinders, finanziere, Investment Dar e Andeem Investment, due società con sede in Kuwait. Ford l’ ha passata di mano per fare cassa. Bugatti non è ancora riuscita a decollare. La Veyron, missil car da 1,2 milioni di euro, si vende con il contagocce e la piccola supercar da 150.000 euro, che dovrebbe risollevare le sorti Bugatti, viene continuamente smentita o rimandata mettendo in seria difficoltà il marchio che già naviga con bilanci in perdita. Potrebbe esserci la rinascita di Panhard. La voce è circolata dopo che Peugeot ha costruito una 607 allungata per il presidente Nicolas Sarkozy. L’ operazione consentirebbe a Peugeot-Citroën di costituire un polo del lusso. Anche Jaguar e Land Rover sono in vendita: tra gli interessati all’ acquisto l’ imprenditore indiano Ratan Tata e un fondo pensione Usa.