A. Di., Il Sole-24 Ore 17/9/2009;, 17 settembre 2009
L’INDICIZZAZIONE GUIDATA
La cosa più difficile da trovare in rete? Un buon motore di ricerca. Almeno, dal punto di vista delle aziende. Perché, nonostante tutta l’enfasi su Web 2.0, marketing virale, passaparola e cloud computing, alla fine è l’indicizzazione offerta dei grandi motori di ricerca quella che dà alle imprese la maggiore garanzia di presenza in rete e quindi nel loro settore di business. Se ci rimane nell’orecchio un nome da cercare in rete o abbiamo un mezzo problema in cerca di una soluzione, cosa meglio di una girata su Google, Yahoo o Bing per trovare la soluzione? E con un’internet che raddoppia all’incirca ogni 12 mesi, essere nella prima pagina dei risultati (quella che viene mediamente guardata) non è scontato, neanche per i leader di settore.
Seoeng, piccola startup Usa, ha capito che margini di crescita in questa "nicchia" ce n’erano e ha sviluppato una tecnologia per l’ottimizzazione della ricerca web basata su sistemi di analytics, adatti alla aziende e ai portali aziendali. Con questo sistema Seoeng riesce a restituire forma migliore alla conoscenza aziendale e a valorizzarla rendendola più "cercabile" da parte dei motori. Insomma, l’azienda di Bradenton, in Florida, mette a lustro tutta la conoscenza di un sito aziendale per renderla più accattivante per meccanismi automatici di indicizzazione, facendo salire i suoi clienti nei ranking. La cosa interessante, però, è il modo in cui questo viene fatto: a differenza dei sistemi canonici, che si appoggiano a "esperti" per far crescere con trucchi più o meno noti la posizione in classifica, Seoeng lavora fornendo un’analisi costante e un feedback ai propri clienti basato sull’uso di strumenti di analitica e business intelligence. Quindi, offre costanti suggerimenti in "tempo reale" su come migliorare il ranking delle parole chiave nelle ricerche, la visibilità, il posizionamento nelle pagine dei motori, la loro attitudine a scandagliare al meglio le pagine aziendali.
Non c’è una ricetta magica che con un colpo di bacchetta risolve tutti i problemi. Invece, dal punto di vista delle aziende questo può quasi sicuramente voler dire anche dover fare seri investimenti sulla "forma" (e la ri-forma) del proprio sito web: Seoeng mostra infatti i principali errori commessi nella strutturazione del web e le possibili azioni correttive che devono essere messe in atto.
In buona sostanza, la cura può richiedere una riprogettazione quasi completa di tutto il lavoro online fatto sino a quel momento e un importante cambiamento nello stile e nella cultura della comunicazione aziendale.
Ma, dopotutto, se si ricorre agli specialisti che fanno uso di strumenti sofisticati per l’analisi automatica del proprio potenziale comunicativo e quindi della propria "cercabilità" via web, questo non vuol forse dire che si è alla ricerca di un profondo cambiamento e una rottura con il passato?