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 2009  settembre 17 Giovedì calendario

VIVERE ALLA VELOCIT DEL TERABIT

Negli Stati Uniti è diventataa sorpresa una delle aree più redditizie nel mercato del lavoro: i neo-laureati in statistica, con specializzazione nell’analisi dei dati e utilizzo delle ultime tecnologie relative alla business intelligence, sono i più ricercati. «Abbiamo scoperto – spiegavano pochi giorni fa i tecnici dello Us Bureau of Labour Statistics – che sta emergendo chiaramente la tendenza delle imprese a premiare questa tipologia di laureati». uno degli effetti neanche tanto secondari della " grande rivoluzione silenziosa della nostra epoca", come ha definito la business intelligence Hal Varian, ricercatore del Mit di Boston, di Stanford e di Oxford. Le aziendee la società in generale, infatti, producono sempre più informazioni: riuscire a organizzarle e analizzarle è diventato cruciale per predire in modo più scientifico l’andamento del business, quello dell’economia in generale e dei mercati di settore in particolare.
La business intelligence non è una novità di questi ultimi anni: il termine è stato coniato nel ’58 dal ricercatore tedesco Hans Peter Luhn che lavorava da 19 anni per conto di Ibm. Ma le scoperte in ambiente software di questo genio sconosciuto del XX secolo sono oggi più attuali che mai.
Il motivo è semplice: l’era delle sperimentazioni è finita; l’umanità ha raggiunto la velocità di crociera per quanto riguarda l’uso delle tecnologie informatiche e di rete. Ogni anno vengono prodotte informazioni sufficienti a far raddoppiare le dimensioni del web. Alla potenza di calcolo dei computer, che secondo la legge scoperta da uno dei fondatori di Intel Gordon Moore, raddoppia ogni 18- 24 mesi, si è dovuto aggiungere un paradigma del tutto nuovo: quello del calcolo parallelo con processori a più nuclei, perché «andare solo al doppio della velocità e potenza semplicemente non bastava più», dicono i ricercatori.
Il risultato è che oggi il pianeta produce informazione come mai prima.E,nelle profondità di quell’oceano di dati, nuotano le risposte a domande che attendono ancora di essere formulate. In una previsione fatta dagli analisti di Gartner, la business intelligence è «fondamentale»: entro il 2012, secondo Gartner, il 35% delle 5mila più grandi aziende del mondo sbaglieranno completamente i calcoli sull’evoluzione dell’economia e dei mercati per la mancanza di strumenti di analisi sufficientemente sofisticati.
L’antidoto sta nella capacità crescente di ibridazione dei software per la business intelligence con i social network, oltre a tecniche e sistemi sempre più complessi di interrelazione con clienti, mercati e opinione pubblica.
Ma non è finita. Efficienza operativa della capacità decisionale, riuso delle dotazioni tecnologiche, analisi e scoperta di trend in tempo reale, fornitura delle soluzioni software come servizio tramite rete: sono solo alcuni dei dossier che si trovano sulla scrivania di diversi manager: possono essere investimenti strategici oppure soldi buttati dalla finestra; basta capire quali sono le necessità dell’azienda. Purtroppo non esiste (ancora) una scuola in cui i manager imparano la business intelligence. Però la sempre crescente diffusione degli strumenti di reportistica e analisi, con cruscotti molto sofisticati, sta emancipando la classe dirigente delle imprese dal "paradigma di Excel". Cioè dall’idea che, per fare la strategia dell’azienda,basti saper fare i conti su un foglio di calcolo digitale.
In realtà,è vero che per trent’anni, a partire dalla fine degli anni 50, i fogli di calcolo sono stati una delle maggiori innovazioni dell’informatica, prima su mainframe e poi su pc. Loro infatti hanno dato per la prima volta ai manager la possibilità di giocare direttamente con i numeri, senza la mediazione dei quadri intermedi.Oggi però la business intelligence mette un’arma diversa in mano a chi vuole conquistare il mercato: la capacità di tastare il polso del business in tempo reale, predire il futuro e adattare le proprie strategie a seconda del contesto, rimodellandole in tempo reale. Nessun foglio di calcolo è capace di farlo. E le risposte sono già sotto gli occhi di tutti: sparpagliate nella più grande mole di informazioni che l’umanità abbia mai prodotto.