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 2009  settembre 17 Giovedì calendario

BIG DELLA TV A LEZIONE DI MICROPAGAMENTI


I «guru» di In­ternet, a partire da Chris Ander­son, il direttore di «Wired», con­tinuano a parlare di un mondo nel quale le nuove tecnologie di­gitali, abbattendo tutte le barrie­re, sono destinate a rendere tut­ta l’informazione fruibile gratui­tamente «online». Di certo i con­tenuti giornalistici «free» sono molti, e molti film e programmi di intrattenimento di successo possono essere visti gratuita­mente anche via computer. Ma, a sentire i capi dei giganti mon­diali delle comunicazioni che stanno sfilando a New York, alla conferenza «Communacopia», presto le cose potrebbero cam­biare: da Viacom (gruppo che possiede reti come MTV e Nicke­lodeon e i film Paramount) alla NBC, dalla News Corp di Murdo­ch ai francesi di Vivendi, tutti promettono agli analisti finan­ziari e agli investitori convocati dalla Goldman Sachs, organizza­trice dell’evento, di trovare nuo­ve forme di pagamento tanto dell’informazione giornalistica quanto dei programmi di intrat­tenimento.

Il problema è per tutti lo stes­so: anche se si comincia a vede­re qualche segnale di ripresa del­la pubblicità, in vari segmenti del mondo dei «media» il crollo degli ultimi mesi ha fatto venir meno la certezza che il sistema possa tornare a stare in piedi so­lo o soprattutto con le entrate di «spot» e inserzioni. «Stiamo im­parando a navigare nelle acque della transizione» confessa il ca­po di Viacom, Philippe Dauman. «Siamo leader nelle tv via cavo, col 20% del mercato Usa, e già abbiamo solidi canali di paga­mento del servizio, ma stiamo cercando nuovi modi per mone­tizzare i contenuti che offriamo al pubblico: da attività di ’mer­chandising’ a nuove politiche e forme di tariffazione sulle varie piattaforme che ricevono le no­stre trasmissioni: tv, computer o, ora, anche i cellulari».

Anche Hulu – la piattaforma creata dalle reti tv NBC-Univer­sal, ABC-Disney e Fox che offre i suoi programmi di successo sul web – va verso l’introduzio­ne di forme di pagamento. Lo hanno confermato ieri gli stessi capi di News Corp., mentre an­che il capo del gruppo francese Vivendi, Jean-Bernard Lévy, ha presentato un piano di sviluppo basato su un aumento degli in­cassi per abbonamenti sui cana­li Internet a banda larga e sui te­lefonini.

La nuova frontiera è proprio quella della comunicazione mo­bile, non solo perché i telefoni­ni «intelligenti» sono sempre più diffusi, potenti e versatili, ma anche perché gli utenti han­no meno remore a effettuare pa­gamenti usando questo mezzo, rispetto ai versamenti con carta di credito fatti dal computer di casa. I «carrier» telefonici se ne sono accorti e si stanno regolan­do di conseguenza.

Primo alla meta sembra esse­re arrivato il capo del gruppo Vodafone, Vittorio Colao, che ie­ri ha illustrato agli analisti ame­ricani la nuova piattaforma di ta­riffazione «aperta» della multi­nazionale britannica. Un siste­ma che può essere utilizzato da vari tipi di operatori – dai gior­nali a chi consegna pizze a domi­cilio – i cui clienti pagheranno con addebiti sulla loro bolletta Vodafone: un sistema talmente sofisticato da consentire anche micropagamenti di un centesi­mo di euro o di dollaro. Vodafo­ne punta ai mercati in cui ha una presenza capillare: Europa, parti dell’Asia, Australia. Ma le compagnie di tlc americane (sa­ranno oggi a Communacopia) si muovono nella stessa direzio­ne. Internet ha abbattuto recinti e confini, ma oggi la tecnologia comincia a offrire anche stru­menti nuovi coi quali chi produ­ce contenuti giornalistici o di in­trattenimento può ottenere un corrispettivo per il suo lavoro anche dagli «utenti digitali» (o una parte di loro).