Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2009  settembre 17 Giovedì calendario

Mariso Mordini, 72 anni. Di Prato, tessitore in pensione, una moglie amatissima, un figlio av­vocato, l’altra notte accompagnò la suocera Zelia di anni 103, per un malore, al pronto soccorso

Mariso Mordini, 72 anni. Di Prato, tessitore in pensione, una moglie amatissima, un figlio av­vocato, l’altra notte accompagnò la suocera Zelia di anni 103, per un malore, al pronto soccorso. All’uscita si trovò di fronte Aida Halilovic, 22 anni, origini rom, na­zionalità italiana, precedenti per furto, tentata estor­sione e un provvedimento di obbligo di dimora nelle ore notturne come alternativa al carcere, figlia di Delija Halilovic, 40 anni, giostraio di Mostar diventato fa­moso anni fa in città per aver acquistato in contanti, per 800 milio­ni delle vecchie lire, una villa in via dei Pioppi. La ragazza, con l’idea di fregarlo, chiese al Mordini di cambiarle una banconota da 500 euro, lui le rispose che non aveva soldi, lei continuò a insistere, lui urlò «chiamo la polizia» e allora la Hailovic, tirato fuori un coltellac­cio da cucina, gli infilò la lama d’acciaio di 18 centimetri nel cuore. L’uomo si trascinò dentro l’ospedale ma non fece in tempo a dire «aiuto, mi hanno pugnalato» che crollò in terra senza vita. Nottata di martedì 15 settembre davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Prato in provincia di Firenze.