Marco Gasperetti, Corriere della Sera 17/09/2009, 17 settembre 2009
Mariso Mordini, 72 anni. Di Prato, tessitore in pensione, una moglie amatissima, un figlio avvocato, l’altra notte accompagnò la suocera Zelia di anni 103, per un malore, al pronto soccorso
Mariso Mordini, 72 anni. Di Prato, tessitore in pensione, una moglie amatissima, un figlio avvocato, l’altra notte accompagnò la suocera Zelia di anni 103, per un malore, al pronto soccorso. All’uscita si trovò di fronte Aida Halilovic, 22 anni, origini rom, nazionalità italiana, precedenti per furto, tentata estorsione e un provvedimento di obbligo di dimora nelle ore notturne come alternativa al carcere, figlia di Delija Halilovic, 40 anni, giostraio di Mostar diventato famoso anni fa in città per aver acquistato in contanti, per 800 milioni delle vecchie lire, una villa in via dei Pioppi. La ragazza, con l’idea di fregarlo, chiese al Mordini di cambiarle una banconota da 500 euro, lui le rispose che non aveva soldi, lei continuò a insistere, lui urlò «chiamo la polizia» e allora la Hailovic, tirato fuori un coltellaccio da cucina, gli infilò la lama d’acciaio di 18 centimetri nel cuore. L’uomo si trascinò dentro l’ospedale ma non fece in tempo a dire «aiuto, mi hanno pugnalato» che crollò in terra senza vita. Nottata di martedì 15 settembre davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Prato in provincia di Firenze.