Fabrizio Bocca, la Repubblica 17/09/2009, 17 settembre 2009
Attenti alla «posizione dell´arciere», è indizio di furto con destrezza. Tuffi nemmeno si stesse cadendo dal quinto piano, capriole sospette, avvitamenti da contorsionista: i simulatori del calcio sono un´emergenza internazionale
Attenti alla «posizione dell´arciere», è indizio di furto con destrezza. Tuffi nemmeno si stesse cadendo dal quinto piano, capriole sospette, avvitamenti da contorsionista: i simulatori del calcio sono un´emergenza internazionale. Gli inglesi sono particolarmente colpiti dal dilagare del fenomeno: se ne ritenevano immuni, ma il virus italiano o sudamericano li ha contagiati. Sconvolgendo così il loro famoso fair play. Attenti alla «posizione dell´arciere», o meglio dell´arco teso dall´arciere: «Il calciatore che cadendo porta le braccia in alto con le palme delle mani rivolte verso l´esterno, il petto in fuori, e le gambe indietro» sta bluffando. Due psicologi della Portsmouth University hanno studiato decine di casi di rigori rubati e casi famosi, stilando così un manuale criminologico del «perfetto simulatore». Quando una persona cade naturalmente, braccia e mani - secondo Paul Morris e David Lewis - sono sempre rivolte verso il basso a proteggere il corpo, o al limite verso l´esterno. Mai in alto. In Inghilterra recentemente ha fatto scalpore il caso Eduardo, il croato-brasiliano dell´Arsenal che nel preliminare di Champions, approfittando dell´uscita del portiere del Celtic, si era tuffato ottenendo il rigore. Ma passa e ripassa le azioni alla moviola, nemmeno la tv ha dato la prova assoluta del misfatto e, pur avendo fatto infuriare Platini, alla fine l´Uefa gli ha tolto la squalifica. Lasciando così i puristi del football con un disarmante senso di impotenza. Secondo i due studiosi la «posizione dell´arciere» - che loro individuano perfettamente in una spettacolare caduta di Drogba in un Argentina-Costa d´Avorio a Germania 2006 - non esisterebbe in natura. Non solo gli arbitri dovrebbero fare corsi sul comportamento dei calciatori, proprio per individuare meglio i truffatori. Intanto Platini intende mettere un arbitro d´area anche per stroncare questi scandali. In Italia ormai siamo abituati ai simulatori, dal 2002 si usa anche la prova tv per scovare e punire i cascatori. Il vizietto ha preso un po´ tutti da Oliveira a Gilardino, da Zalayeta ad Adriano. Perfino Zola a Usa ”94 e Ravanelli in Inghilterra. Alcuni, vedi Inzaghi, sono stati etichettati come cascatori attori, stuntmen d´area. Un gigante del dribbling anni ”70 come Chiarugi sembrava uscito addirittura dall´Actors Studio, tale la naturalezza. Senza contare che il simulatore, non visto, fa gol di mano (vedi Maradona o Adriano), e dell´«arco» non sapremmo che farne. Oppure i simulatori cercano di fare espellere qualcuno, come Rivaldo ai Mondiali in Corea: prese una pallonata sui testicoli e cadde con le mani in faccia. Ma non ci vollero gli psicologi per buttarlo fuori a calci.