Daniela Monti, Corriere della Sera, 12/9/09, 12 settembre 2009
UN MONTI CON UNA MONTI IN CASA MONTI
La prima reazione è di sano realismo: chi glielo fa fare, a due che già hanno lo stesso cognome, di sposarsi? Biglietti aerei, camere d’albergo (quelle soprattutto), prenotazioni al ristorante: tutto risolto in partenza. Nessun imbarazzo (qualche volta capita ancora) nel mostrare i documenti alla concierge e salire, insieme, in una matrimoniale. Nessun doppio cognome sulla targhetta del citofono e nessun fastidio nel rispondere al telefono: «Scusi, è lei la signora? ». Chi glielo fa fare, allora, a Andrea Monti, 54 anni, direttore di Oggi , e Angelica Monti, bella donna bionda sulla quarantina, pr di Moncler? M&M, come già vengono chiamati da chi ironizza con simpatia sulla marca dei confetti colorati, si sposano oggi a Vimercate, fuori Milano: si conoscono da quindici anni e sulla coincidenza di quel comune nome di famiglia (37˚ per diffusione in Italia) ci hanno scherzato tante volte. Una predestinazione, se non fosse che lui è al terzo matrimonio e lei al secondo. Alla fine, comunque, ha vinto l’ostinazione e M&M oggi diventeranno M&M con in più l’ufficialità di un documento. «Se non è una prova d’amore questa», sintetizza divertito il direttore, che si prepara a spartire tutto con la sposa, persino le iniziali sulla biancheria.
Uno studio delle Università di Leicester e dell’Essex dimostrò – 150 casi analizzati alla mano – che maschi (non parenti) con lo stesso cognome condividono spesso un legame a livello del cromosoma Y, ma una ricerca su quelli che si chiamano uguale e s’innamorano non l’ha ancora fatta nessuno. Eppure Monti e Monti non sono i primi.
Condividere all’origine il cognome è una garanzia di stabilità nel secolo veloce dei matrimoni: comunque vada, almeno quello non si (ri)cambia. Ferri lui, il fotografo Fabrizio, Ferri lei, l’ex danzatrice Alessandra: bella coppia delle celebri estati a Pantelleria, oltre al cognome li uniscono due figlie. Anche il primogenito dell’onorevole Di Pietro, Cristiano, s’è scelto in sposa una che Di Pietro si chiamava già da signorina. Che sia una nuova tendenza? Il riadattamento perfetto della teoria di Platone sulla mezza mela (Zeus ha diviso ciascuno di noi a metà e passiamo la vita intera a cercare di riunirci)? A Napoli gli Esposito che s’accoppiano non fanno più notizia, così come i Rossi che oltre al cognome condividono il nome di battesimo, premessa di una serie infinita di piacevoli e spiacevoli equivoci.
Ma il matrimonio di M&M va oltre la coincidenza di coppia: è una vera apoteosi. Ai due Monti già citati se ne aggiunge un terzo, Adriana Monti, storica art director di Condé Nast, che, come si usa ancora fare nella buona borghesia milanese, mercoledì offrirà il cocktail in onore di quegli altri due Monti con l’anello al dito. E va bene che è la madre della sposa (tutte signore Monti in questa storia), ma l’invito è diventato comunque uno scioglilingua: «Mercoledì vai anche tu dalla Monti per la festa dei due Monti?».
Ps: chi firma questo articolo non è parente, neppure alla lontana, di M&M. Però ha un papà che si chiama Monti, Andrea Monti.