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 2009  settembre 07 Lunedì calendario

IN 17 COMUNI MULTIETNICI STRANIERO UNO SU CINQUE

Lo si nota sull’autobus, al parco, in coda alle poste, ma soprattutto davanti alle tastiere dei citofoni: ogni quattro cognomi italiani ce n’è uno straniero. l’Italia che verrà, ma anche quella che già esiste in diciassette piccoli comuni del Nord, dove gli stranieri superano il 20% del totale dei residenti. Un dato molto elevato rispetto alla media italiana: secondo l’Istat gli stranieri residenti nel 2008 erano il 5,7% della popolazione nazionale. Si tratta di piccoli paesi dove la popolazione residente non supera mai gli 8mila iscritti all’anagrafe. In alcuni casi, inoltre, non si tratta di immigrati, ma di stranieri comunitari, come nel caso di Airole, un piccolo borgo in provincia di Imperia. «Qui – racconta il sindaco Fausto Molinari – hanno scelto di trasferirsi molti olandesi e tedeschi in pensione. Sono il 27% della popolazione, ma tra loro non ci sono extracomunitari».
Diverso è, invece, il caso di Castelcovati, un comune di 6.500 abitanti in provincia di Brescia. «Il 20,6% è immigrato – spiega il sindaco Camilla Gritti ”. Si tratta soprattutto di albanesi che lavorano nell’edilizia ». Il tipo di lavoro incide molto anche sul genere degli stranieri: su 1.300 residenti, oltre 800 sono uomini. «Finora non abbiamo mai avuto problemi ”racconta il sindaco – anche se il comune non può fare molto per l’integrazione, perché non ci sono soldi da investire in progetti». Secondo Camilla Gritti, sul numero degli stranieri ha influito la crisi dell’ultimo anno: «Fino a un anno fa gli extracomunitari erano in costante aumento, dall’inizio dell’anno invece la crisi che ha investito il comparto dell’edilizia ha pesato anche sugli stranieri e molti hanno scelto di tornare nel proprio paese».
In provincia di Pavia, a Rocca de’ Giorgi, bastano 20 stranieri a far salire il tasso di multietnicità del comune al 23 per cento. «Sembrano tanti perché in realtà siamo noi che siamo pochi - chiariscono dal comune - . Qui gli stranieri lavorano quasi tutti nelle aziende agricole. Vengono dalla Cina, dallo Sri Lanka, dalla Repubblica Dominicana, ma soprattutto dalla Colombia».
A Pietrabruna, invece, c’è una numerosa comunità di turchi, arrivati nel paesino in provincia di Imperia nella seconda metà degli anni 90, quando la vecchia polveriera militare dismessa venne trasformata in un centro di accoglienza per profughi curdi. In realtà dopo quel periodo i profughi ripartirono. Ne rimasero pochissimi, che però anno dopo anno hanno fatto arrivare i parenti. Nel 2008, su sei nati a Pietrabruna cinque sono turchi ed è grazie a loro se si riesce a tenere aperta la scuola.
Imperia è la provincia con più "comuni multietnici": ben quattro su 17. Ma è la Lombardia il territorio di maggior concentrazione di questi borghi: sono sette, divisi tra le province di Brescia, Bergamo, Como, Cremona e Pavia. Il comune multietnico più a sud si trova in provincia di Siena. A Monticiano gli stranieri sono il 22,8% dei residenti. «Sono soprattutto albanesi, kosovari, marocchini e rumeni – raccontano dal comune – impiegati nel campo forestale come tagliaboschi, anche se c’è chi vive qui e lavora in comuni limitrofi, magari nell’edilizia o nel turismo». L’amministrazione rivolge una particolare attenzione agli stranieri: «Organizziamo incontri e abbiamo uno sportello dedicato ai loro problemi – spiegano ”, ma soprattutto cerchiamo di migliorare l’integrazione dei bambini immigrati, che spesso tendono a rinchiudersi nel proprio gruppo etnico».