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 1996  novembre 06 Mercoledì calendario

IL PARERE DELLO STORICO

Daverio: " Il Tricolore e’ nato a Milano " . Rumi: fu aggiunto il verde colore della milizia urbana

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Daverio: "Il Tricolore e’ nato a Milano" Rumi: fu aggiunto il verde colore della milizia urbana - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Ma quale Reggio Emilia: il tricolore e’ nato a Milano ed era il vessillo dei Cacciatori a Cavallo. L’ assessore comunale alla Cultura Philippe Daverio, leghista, la butta li’ come se niente fosse: "E un solletico", dice quasi scusandosi. Ma in fondo ci crede davvero e da’ una lezione di storia, "perche’ un assessore alla Cultura non ha soltanto il compito di spendere soldi per le iniziative piu’ varie". Ecco il punto: oggi ricorre . ricordato soltanto dal Comitato per il Tricolore presieduto da Nicola Fortuna . il bicententenario della consegna della bandiera verde, bianca e rossa da parte di Napoleone Bonaparte alle truppe della Legione Lombarda. Con questo vessillo la stessa Legione Lombarda partecipo’ alla battaglia contro l’ esercito asburgico, sempre nel novembre del 1796. Il vessillo oggi e’ molto sbiadito, chiuso in una cornice e conservato al Museo di Storia del Risorgimento. Daverio lo ha fatto staccare per mezza giornata e lo ha mostrato alla giunta e ai giornalisti: "Non e’ il caso di fare una festa, ma la citta’ deve essere orgogliosa di avere per prima ospitato il tricolore". E la repubblica Cispadana? E la seduta del congresso della Repubblica che il 7 gennaio 1797 adotto’ ufficialmente il tricolore? E la versione che si studia normalmente sui libri di storia? Daverio ha una spiegazione per tutto e si rifa’ ai dati raccolti nel Museo del Risorgimento: "Il tricolore originario e’ quello dei milanesi che venne in seguito adottato dalla Repubblica Cispadana". Insomma, quello di Reggio Emilia sarebbe stato esclusivamente l’ incontro che ha sancito l’ adozione della bandiera, lombarda doc. La storia, ovviamente, non finisce qui. "Lo stendardo dei Cacciatori a Cavallo . informa Daverio . faceva parte del gruppo di dieci bandiere che nel 1799 caddero in mano agli austriaci e alcune di esse sono tuttora conservate nell’ arsenale militare di Vienna, nel museo dell’ esercito". Sparito dalla circolazione per diverse decine di anni, il vessillo fu scoperto casualmente a Parigi nel 1927 e acquistato dal conte Borletti. Proprio Borletti ne fece dono a Mussolini, nel 1935 e il duce lo consegno’ due anni piu’ tardi al Museo del Risorgimento, con una cerimonia solenne per l’ anniversario delle Cinque Giornate. L’ assessore col papillon conclude dando una lezioncina al sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che ha annunciato grandi feste per il bicentenario del tricolore, il 7 gennaio del prossimo anno: "Forse Rutelli dovrebbe rispolverarsi i libri di storia. Noi per ora lo correggiamo facendo cadere l’ anniversario con un paio di mesi di anticipo". Chi ha ragione? Il dubbio rimane e si aggiunge a quello del significato politico di questa riscoperta. Daverio fa parte di una giunta leghista, che col tricolore ultimamente ha davvero poco a che fare. Come commenteranno la notizia i leghisti? Adotteranno il tricolore lombardo doc come nuova bandiera padana? Non e’ una boutade, quella di Daverio. Il tricolore nacque davvero a Milano: parola di Giorgio Rumi, ordinario di storia contemporanea alla Statale. Anzi, Rumi aggiunge che la bandiera fu bianca, rossa e verde proprio perche’ quelli sono tre colori "milanesi". "Se Daverio ha i documenti che dimostrano che il tricolore e’ nato a Milano . dice . non posso dubitarne. Daverio pero’ non spiega perche’ si scelse il verde al posto del blu del tricolore francese. Bene: il verde era il tradizionale colore della divisa della milizia urbana che durante l’ antico regime, sia sotto gli spagnoli sia sotto gli austriaci, affiancava le truppe regolari. Era una milizia che contava migliaia di uomini, tutti milanesi, reclutati per parrocchie e comandati da membri del patriziato cittadino. "Quando i francesi arrivarono a Milano, la milizia non fece opposizione: anzi, fece da ala al corteo con cui Napoleone, il 15 maggio 1796, entro’ in citta’ . E quando si tratto’ di scegliere per la Repubblica Cispadana una bandiera simile a quella francese, si decise per il bianco e il rosso, cioe’ i colori di Milano, e appunto per il verde della milizia". Insomma: Bossi non aveva bisogno, per la bandiera della Padania, di riesumare simboli celtici. Ma forse non lo sapeva.

Soglio Elisabetta