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 2009  giugno 26 Venerdì calendario

ALTRO CHE AMERICA, CHIAMATELI STATI UNITI D’EUROPA


MILANO – Ruud Gullit, breve passaggio sulla panchina dei Los Angeles Galaxy, lo disse: «Qui credono ancora che uno 0-0 sia una sciagura per l’audience. Nessuno vuole difendere, corrono tutti appresso al pallone». Il calcio totale con gli stivali da bovaro. L’ex tulipano olandese ha resistito solo qualche mese. Poi via. Quindi sarà bene precisare: la vittoria degli Usa sulla Spagna, non è figlia del campionato più intrigante del mondo, ma piuttosto un orfanello venuto su a sberle sotto forma di robuste ripetizioni prese lontano dalla Patria.

Un dato: dei 23 giocatori in lista alla Confederation Cup, solo 5 giocano nella Major League Soccer. Uno di questi, Donovan, «sverna» come Beckham in Europa (Bayern Monaco). Non gioca ma intanto studia. Il Mondiale del 1994, quello che doveva far deflagrare il soccer negli Usa ha invece prodotto un pachiderma agonizzante (pochi soldi, zero ascolti, campi sintetici, climi assurdi, tattica palla lunga e pedalare). La nazionale è un altro discorso. Il coach, Bradley, è un mago dell’assemblaggio: la tattica ha la sua importanza, la mentalità, molto di più.

Dempsey, gol del 2-0, gioca a Fulham e a 11 anni pianse come un vitello perché la squalifica impedì a Maradona di giocare il Mondiale Usa sotto casa sua. Sono ragazzi così, hanno avuto i dolori di stomaco sognando il calcio vero. E quando l’hanno trovato, hanno assorbito tutto. Anche il concetto di palla in tribuna quando serve. Jozy Altidore, figlio di haitiani, era buono per l’atletica. Ma è in Spagna che gli hanno insegnato a girarsi «usando» l’avversario come l’altra notte. Oguchi Onyewu ha capito come si tiene dritta una difesa allo Standard Liegi, con un’ora di tattica extra a fine allenamento. Ha pure imparato che il razzismo non è roba made in Usa. E ha denunciato un tizio dell’Anderlecht che l’ha chiamato «sporca scimmia». Tim Howard esce dai pali come un paracadutista da quando ha fatto scuola allo United. un fatto culturale, è l’aria che respiri, è il calcio quello vero, dove studiare la tattica non è un vilipendio allo show business. Sono gli Stati Uniti d’Europa. E sarà bene tenerlo presente.