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 2009  giugno 26 Venerdì calendario

QUANDO E’ IL CATTIVO A VOLERE LE TELECAMERE


«Abbiamo installato nuove telecamere e ora anche la copertura del terrazzo con­dominiale è totale», mi annuncia trion­fante, in una mail, l’amministratore della torre d’appartamenti nella quale vivo. Do­po l’ingresso, la portineria, e gli ascensori, la videosorve­glianza era già stata estesa ai vari locali comuni: garage, la­vanderia, magazzino, sala riunioni. Più che una misura di sicurezza (negli edifici residenziali di Manhattan i furti so­no rarissimi), un modo per controllare il corretto comporta­mento dei condomini.

«Successo qualcosa di grave?», avevo chiesto ai portieri, custodi del videopotere (il mosaico di monitor): «C’è gente che va lassù a fumare negli angoli non coperti», mi aveva spifferato uno di loro.

Violazione grave, per un americano: non fumo e apprez­zo la costanza con la quale questo Paese cerca di disincenti­vare il consumo di sigarette, ma l’accanimento nei confron­ti dei fumatori mi pare spesso eccessivo.

Possibile che l’ostilità al fumo possa spingere gente ragio­nevole, ben educata, colta, a installare un «Grande fratello» addirittura dentro il proprio palazzo? Mentre me lo chiede­vo sono stato colpito da una notizia: Lancaster, una cittadi­na della Pennsylvania di 55 mi­la abitanti, è ormai scrutata strada per strada da un capilla­re sistema di sorveglianza che non ha eguali negli Usa e che è stato creato non per volontà del governo – come a Londra, dove sono state installate mi­gliaia di telecamere per esigen­ze antiterrorismo – ma per ini­ziativa degli stessi cittadini, spaventati dal risveglio della criminalità (quattro omicidi nell’ultimo anno). O meglio, l’iniziativa è di una coalizione (una società non-profit) che nel 2004 ha cominciato a mette­re telecamere nelle strade. In cinque anni – e in assenza di obiezioni di poteri locali e cittadinanza – l’esperimento è diventato rete capillare: oggi ci sono più telecamere nella piccola Lancaster che a San Francisco o Boston.

La cosa più inquietante è che a manovrarle, a puntare i loro «zoom» sui sospetti, non sono poliziotti ma privati cit­tadini che lavorano per la coalizione. Un ubriaco beve birra in un parco. vietato: l’operatore avverte la polizia che va a multarlo. E se lo «zoom» fosse usato per sorvegliare ignari cittadini che non fanno nulla di losco? Il direttore ammette che qualche avvocato gli ha già chiesto materiale per soste­nere una causa di divorzio, ma assicura che la coalizione si è data regole chiare: il materiale va dato solo allo sceriffo e solo se si scoprono reati. Ma ora, per la prima volta, la gente si chiede se sia stato saggio lasciare tanto potere a gente che non rende conto a nessuno della sua attività.

Nella capitale della cioccolata (Lancaster è sede della Her­shey, colosso dei dolciumi) va in scena l’ultima sfida tra chi vuole sicurezza a tutti i costi e i tutori della «privacy».