Paolo Valentino, Corriere della sera 26/06/2009, 26 giugno 2009
LA FUGA DEL GOVERNATORE CON L’AMANTE
Il repubblicano Sanford si confessa in pubblico: «Un amore senza speranza»
WASHINGTON – Più che una confessione d’infedeltà, è stata un’autoanalisi condotta in pubblico. Senza copione e senza pietà. A tratti senza capo, né coda. Quasi surreale. andato in frantumi il rituale dell’uomo politico americano, che confessa a telecamere aperte di aver avuto una storia extraconiugale, si straccia le vesti, chiede perdono a Dio, alla moglie, agli elettori e poi esce di scena, evitando di rispondere a qualunque domanda. Lui ha risposto a tutte, anche a quelle che non gli hanno fatto.
Ma tanta e a tratti disarmante introspezione, scandita da frasi del genere «ho trascorso gli ultimi giorni a piangere in Argentina » e «il mio è un amore impossibile e senza speranza», non servirà a fermare la rovina politica di Mark Sanford, governatore repubblicano del South Carolina, riapparso dopo una settimana di misteriosa assenza, rivelando di aver visitato segretamente in Argentina la donna di cui è innamorato e con cui ha avuto una relazione nell’ultimo anno. Sanford si è già dimesso dalla guida dell’Associazione dei governatori repubblicani, ma è sotto pressione, anche dalle file del suo partito, perché abbandoni la sua carica al vertice dello Stato dove la bandiera della Confederazione sudista sventola ancora nel prato del Campidoglio. Esploso una settimana dopo l’ammissione di una tresca fuori dal matrimonio fatta dal senatore del Nevada, John Ensign, il nuovo scandalo è un altro colpo devastante per l’opposizione repubblicana: sia Ensign che Sanford erano fra i potenziali candidati alla Casa Bianca per il 2012. «Una nuova delusione, un esempio in più di incapacità di leadership», ha ammesso Michael Steele, presidente del National Repubblican Committee. «Un altro politico con la testa conservatrice e un pene progressista», ha commentato caustico Jon Stewart, nel suo seguitissimo Daily Show.
Ma rispetto ai precedenti, Sanford è in una categoria a parte. Per le circostanze della sua sparizione, che ha lasciato con un palmo di naso perfino i collaboratori, i quali credevano che il governatore fosse andato a fare trekking sugli Appalachi. Per il modo in cui è stato scoperto, colto in flagrante di ritorno da Buenos Aires all’uscita dell’aeroporto da una cronista. Si è saputo, poi, che da mesi i giornalisti di The State gli erano alle calcagna, nel tentativo di provare la veridicità delle email bollenti tra lui e Maria Belen Shapur, la signora argentina sua amante: un anonimo le aveva inviate al quotidiano.
Messaggi appassionati, come quello del 10 luglio: «Adoro la tua grazia e la tua serenità. Hai un livello di sofisticazione che si sposa perfettamente alla tua bellezza. Potrei fare delle digressioni, dire che hai l’abilità di dare dei baci delicati e magnifici, che amo le tue linee abbronzate, la curva dei tuoi fianchi, la bellezza erotica di come ti stringi su te stessa nella tenue luminescenza della notte». Una storia travolgente e anche malinconica, quella con Maria, che il giorno prima aveva scritto: «Sei il mio amore, qualcosa difficile da credere anche per me stessa, perché è un amore impossibile, non solo per la distanza, ma anche per la situazione ». Sanford, 49 anni, il vezzo di citare la Bibbia a ogni piè sospinto, è infatti sposato con 4 figli. Alla stampa, ha spiegato di aver confessato il tradimento alla moglie Jenny già in febbraio. Due settimane fa, lei gli aveva chiesto di lasciare la casa per una «separazione di prova ». Ma ieri, dopo il coup de théatre, Sanford è ritornato in famiglia. Sembra che la signora Jenny sia disposta a perdonarlo.