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 2009  giugno 26 Venerdì calendario

DALL’ORTO ALLA TAVOLA ORA LA SPESA SI FA DAL CONTADINO


Frutta e verdura: boom di acquisti diretti nelle aziende agricole

Boom di acquisti diretti nelle aziende agricole. Più 8% di fatturato

Frutta e verdura, market addio ora la spesa si fa dal contadino

"Mangi un pomodoro che sa di pomodoro. Oggi anche questa è una conquista"
Sono sempre più numerosi i nemici della filiera colpevole di far lievitare i prezzi

Dice subito che bisogna stare attenti agli «effetti collaterali». «Il prodotto dà assuefazione. Una volta assaggiato, non puoi più farne a meno. E c´è anche pericolo di contagio: gli amici che vengono a cena chiedono dove hai trovato cibi così buoni». Nessun allarme. Di stupefacente, in questa storia, c´è «il sapore delle fragole» che arrivano da Maccarese. C´è il profumo di zucchine, peperoni, melanzane. «C´è la voglia - dice Antonella Prisco, ricercatrice Cnr a Roma e organizzatrice di un Gas (Gruppo di acquisto solidale) - di raccontare agli altri che ci sono ancora prodotti della terra che sanno di buono. Mangi un pomodoro che sa di pomodoro. Oggi come oggi, è una conquista. Certo, bisogna darsi da fare». Appuntamento il mercoledì dopo le 18 in piazza Verbano, alle 19,30 in via Scarlatti. Arriva il furgone dell´azienda agricola Casamadre, con le cassette che sono state prenotate il lunedì. Sette chili e mezzo fra verdura e frutta, prezzo 13 euro. «Compri a scatola chiusa. Nella cassetta c´è solo ciò che è stato prodotto in azienda: questa settimana un chilo di lattuga, uno di zucchine, di peperoni, di albicocche, di pesche... Ma c´è una garanzia importante: tutto è biologico e maturato naturalmente».
Sono sempre più numerosi, i nemici della «filiera», che è quella trafila commerciale attraverso la quale un chilo di pomodori pagato 30 centesimi al contadino finisce sul banco del mercato a 3 euro. E non è solo questione di prezzi. Comprando dal produttore, si può conoscere la storia di ciò che si mangia. Secondo la Coldiretti, in quest´anno di crisi di consumi, solo gli acquisti diretti nelle imprese agricole sono aumentati. Un 8 % in più, con un fatturato di 2,7 miliardi di euro. Si compra soprattutto vino nelle cantine (43%), poi ortofrutta (23%), formaggi (12%), carni e salumi (7%). E le strategie di attacco alla filiera lunga sono ormai quasi infinite.
«C´è chi non riesce a trovare il produttore giusto - dice Simona Limentani, amministratore delegato di Zolle, srl che lavora a Roma - perché non ha tempo o non ha le competenze giuste, e noi lavoriamo proprio per fare incontrare chi produce e chi consuma. Nelle campagne romane abbiamo scelto 80 aziende, che producono frutta e verdura, carne, formaggi… E 400 famiglie ogni settimana aspettano la nostra "zolla", che è una cassetta con tutto ciò che serve per apparecchiare la tavola, in una famiglia di tre o quattro persone, per una settimana». Zolle non elimina la filiera ma la riduce a un solo passaggio. A Terrasini, in Sicilia, puoi invece andare direttamente a fare la spesa nell´orto di Benedetto Palazzolo. «Pick your own», raccogli da solo. Chi ama la carne può "adottare" una pecora o un maiale. Con 120 euro all´anno mantieni la tua pecora all´azienda Tuminello di Anversa degli Abruzzi (in cambio arriveranno a casa un agnello, formaggi e ricotte) mentre per il porco spendi 45 euro al mese e quando peserà 2 quintali verrà trasformato in prosciutti e salami.
In questo boom di vendite dirette non mancano i raggiri. Al Nord si trovano i camion che vendono frutta e verdura del Sud «dal contadino al consumatore» e che in realtà vengono riempiti all´alba con la merce meno cara dei mercati all´ingrosso. La strada più sicura è quella che porta direttamente in campagna. A Locate Triulzi, vicino a Milano, l´azienda agricola Cornalba (come le altre che mandano in "adozione" maiali e pecore) ha vinto il premio Oscar Green organizzato dalla Coldiretti per incentivare la vendita diretta. «Io ho inventato - dice Ferdinando Cornalba, 35 anni - i distributori automatici di farro e riso. Il primo costa 4 euro al chilo, l´arborio 1,45, il carnaroli 1,95. Non c´è spesa per la confezione e i grani vengono "sbucciati" poche ore prima della vendita». C´è sempre la fila, allo spaccio della Cornalba. «Abbiamo 700 bovini, razza frisona, e la carne la vendiamo tutta nel nostro negozio interno». Arrivano anche i Gas, a fare la spesa. C´è chi riempie il baule dell´auto per rifornire mezzo condominio. I cartelli annunciano prezzi buoni. «Per una spesa di almeno 10 kg, 8,90 euro al kg». Si vende anche a grandi pezzi, ovviamente sezionati. «Anteriore 4 euro al chilo, posteriore 10,20, coscia 7,80, mezza bestia 7,50».
 una vecchia cascina, la Cornalba, ma quasi tutto è governato dai computer. «Da fuori compriamo l´energia elettrica ma presto faremo un impianto di biogas. Tutto il resto viene prodotto qui. Gli animali mangiano erba e mais dei nostri campi, crescono in queste stalle con accesso libero all´esterno e vengono macellati qui in cascina. Abbiamo anche il distributore del latte fresco». Per le vacche, c´è «l´acqua nebulizzata, come a Gardaland, così quando fuori ci sono 40 gradi le bestie stanno al fresco dei 23 gradi». Le frisone hanno a disposizione anche i «massaggiatori». Sono rulli che somigliano a quelli dell´autolavaggio. La vacca si avvicina, attiva il rullo con un colpetto di muso poi tutta beata si fa massaggiare gola e collo, poi la schiena, i fianchi… Le altre attendono, pazienti, il loro turno.