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 2009  giugno 26 Venerdì calendario

QUEL PRIVILEGIO DI CONOSCERE CHI CI FA MANGIARE


Il grande privilegio di conoscere chi ci fa mangiare

Come farebbero i poveri senza supermercati? l´obiezione che abitualmente mi fanno ai convegni a cui partecipo. Allora io racconto di una scommessa tra uomini. Uno è apicoltore, biologico, piemontese con il pedigree. L´altro albanese, manovale, precario. Vivono uno accanto all´altro, nella campagna alessandrina. Famiglie numericamente equivalenti, i figli che giocano insieme, qualche cena condivisa e qualche polemica sui diversi modi di fare la spesa e di alimentarsi. «Mio figlio non mangia porcherie» - «Ma io non sono ricco come te, io devo far la spesa nei supermercati, e se non è biologico pazienza, io devo risparmiare» e via così, fino alla scommessa. Hanno tenuto il conto delle spese, per un mese. Ogni volta che compravano alimentari, uno al supermercato, o al discount, l´altro nelle aziende agricole o al mercato dei contadini. Ma i figli del "biologico" a merenda mangiano pane e formaggio; mentre le patatine industriali costano fino a 20 euro al kg. Insomma, sorpresa: spende meno il "biologico". Ma le obiezioni non si placano. «La fa facile, lei, che vive a Bra. Ma noi che viviamo a Milano, a Roma, a Torino, dove li troviamo gli agricoltori, al museo etnografico? Mica possiamo far chilometri per andare a far la spesa della settimana». Mah. I chilometri. A parte che i mercati degli agricoltori si stanno moltiplicando. Ma quando mi parlano delle famiglie che trascorrono la domenica in gabbia nei centri commerciali mi domando: ma perché va bene fare chilometri per comprarsi le scarpe? E invece non va bene fare chilometri per andare in una cascina dove si può acquistare il necessario per i pasti di una settimana? E quando il pubblico dei consumatori è convinto, ecco che ci si mettono i teorici, i pensatori, i grandi economisti e, naturalmente, i politici. Malati di gigantismo dell´immaginazione vogliono "ripensare il sistema agroalimentare italiano in funzione delle esigenze della grande distribuzione". Ma per fortuna il buon senso vince. Si va al mercato, si compra cibo prodotto con attenzione e qualche volta coraggio, si pagano prezzi adeguati, nella certezza di avere un guadagno su tanti fronti, non ultimo quello dello straordinario privilegio di poter associare un formaggio o una mela al volto e alle mani della persona che li ha prodotti.