Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2009  giugno 26 Venerdì calendario

MERCATO DELLE CONIFERE IN GRADUALE RIPRESA

Il giro di boa dei prezzi delle conifere sembrerebbe essere stato raggiunto grazie a un’opera di mediazione tra segherie e forestali, che ha visto questi ultimi portare a casa 10 euro al metro cubo in più rispetto alle quotazioni di maggio. Se da parte dei grandi gruppi la scelta di pagare di più i tronchi è stata obbligata (ai primi di giugno avevano scorte per una decina di giorni al massimo), il demanio austriaco, ceco e bavarese e le grandi proprietà forestali hanno visto l’opportunità di spingere sull’acceleratore in vista di ulteriori incrementi dei prezzi, legati alla perdurante scarsità di materia prima, anche se meno acuta delle settimane passate.

Va detto che i recenti aumenti non sono stati trainati dalla domanda, ma dipendono solo dalla limitata offerta di tronchi: le segherie grandi e medie nei mesi scorsi avevano ridotto la produzione e non pensavano che si sarebbe arrivati a una tale situazione di difficoltà a reperire tondame. Ora – pur continuando a produrre su un solo turno o in rari casi su due – confidano di avere almeno parzialmente risolto la situazione. Il momento è giusto, in quanto tra maggio ei primi di giugno la richiesta di legname è migliorata, con forti richieste soprattutto da Nord Africa e paesi arabi, complice la necessità di ricoprire le scorte che in queste aree, come del resto in tutta Europa, erano state volutamente tenute leggere.

Se il settore nel suo complesso può ricominciare a sorridere, entrando nello specifico non mancano le note dolenti, come nel caso dell’imballaggio, che nei mesi passati è stato sotto pressione, con prezzi scesi ai minimi storici. In diversi casi il materiale franco arrivo non copriva nemmeno il costo del metro cubo-tronco. Alcuni operatori italiani avevano pensato che i prezzi sarebbero stati fermi almeno fino a metà agosto. Gli incrementi in atto (minimo 20 euro) li hanno dunque presi in contropiede, anche perché a fronte di un aumento generalizzato di tale portata su tutti gli assortimenti l’incidenza percentuale per i produttori di pallet è veramente gravosa. evidente che per un settore che normalmente opera con margini ridotti e che di solito stipula contratti trimestrali o semestrali, l’andamento potrebbe mettere in difficoltà diverse aziende.

Sicuramente più rosea la situazione per i produttori di segati, che pur in presenza di aumenti delle quotazioni della materia prima e di una richiesta stabile, nei prossimi mesi dovrebbero riuscire a ottenere sufficiente approvvigionamento.