Carmine Sarno, Milano Finanza 26/6/2009, 26 giugno 2009
Evasori e corrotti costano 160 mld - Evasione fiscale e corruzione sono una zavorra da almeno 160 miliardi di euro all’anno che frena lo sviluppo dell’Italia
Evasori e corrotti costano 160 mld - Evasione fiscale e corruzione sono una zavorra da almeno 160 miliardi di euro all’anno che frena lo sviluppo dell’Italia. Solo la corruzione rappresenta «una tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini» nella misura annua di 50-60 miliardi. In termini di gettito invece i mancati introiti superano i 100 miliardi l’anno, circa il 7% del pil. la denuncia avanzata ieri dalla Corte dei conti che, come ogni anno, ha delineato lo stato di salute dell’economia italiana nel Rendiconto generale dello Stato. Una situazione che definire allarmante è riduttivo, come si può facilmente intuire leggendo i dati diffusi ieri dal procuratore generale Furio Pasqualucci. Corruzione. In base ai dati del Sistema integrato del ministero dell’Interno, nel 2008 sono state 10.846 le persone denunciate per fenomeni corruttivi e 3.197 i delitti registrati. In Italia insomma ogni giorno vengono denunciate 30 persone per reati di corruzione. Nel dettaglio, l’attività operativa della guardia di finanza ha portato alla denuncia di 3.224 pubblici ufficiali per reati contro la pubblica amministrazione: i casi di corruzione sono stati 132, quelli di concussione 95, ben 555 quelli di abuso d’ufficio. Passando all’attività dell’Arma dei Carabinieri, sono stati 2.137 «i funzionari infedeli» denunciati: 386 per corruzione, 69 per concussione e 1.782 per abuso d’ufficio. La maglia nera spetta al Mezzogiorno, dove si trovano le prime tre regioni per numero di denunce: Sicilia (13,7%), Campania (11,4%) e Puglia (9,4%), con la Calabria (8,1%) preceduta in termini assoluti dalla Lombardia con il 9,3%. Il Lazio, sede delle amministrazione centrale, si colloca al settimo posto con il 6,7%. Nel complesso si tratta di un fenomeno estremamente diffuso e in continua evoluzione. Come spiega la magistratura contabile, «il classico sistema di passaggio di denaro è in uso ormai solo negli ambiti locali o rivolto a funzionari aventi un basso profilo d’impiego». Addio, dunque alla classica bustarella, a tutto vantaggio delle «sovrafatturazioni» o delle «società cartiere». I metodi che vanno per la maggiore infatti sono quelli della fatturazione per consulenze, spese generiche o elettorali mai effettuate. Crescono del 30% rispetto al 2007, poi, i soggetti arrestati o denunciati per istigazione alla corruzione. Per quanto riguarda l’attività di pertinenza della Corte dei Conti, lo scorso anno le condanne per danno patrimoniale o d’immagine hanno raggiunto i 117 milioni di euro, quasi 10 volte di più rispetto al dato registrato nel 2007, pari a «soli» 18,8 milioni. Evasione. Capitolo a parte merita l’evasione fiscale, quattro volte superiore a quella registrata nei Paesi Ue più virtuosi. Come detto, il gettito che manca all’appello è pari a 100 miliardi, «un vero e proprio tesoro che, ove acquisito dall’erario, risolverebbe non pochi problemi», ha sottolineato Pasqualucci, che non ha nascosto «un certo scetticismo» sulla rapidità di recupero di queste somme. Intanto solo nel 2008 le verifiche delle Fiamme Gialle hanno scovato «elementi di reddito sfuggiti alla tassazione per 30 miliardi», un’Iva dovuta e non versata per 4,7 miliardi e rilievi in materia Irap per 21,1 miliardi. Oltre a 7 mila evasori totali, pari a 10 miliardi di basi imponibili nascosti al Fisco.