Andrea Bassi, Milano Finanza 26/6/2009, 26 giugno 2009
Sbloccati 1,5 mld per la banda larga - Il lungo braccio di ferro tra il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia sugli 800 milioni da destinare alla banda larga dovrebbe finire oggi
Sbloccati 1,5 mld per la banda larga - Il lungo braccio di ferro tra il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia sugli 800 milioni da destinare alla banda larga dovrebbe finire oggi. A spuntarla è stato il vice-ministro per le Comunicazioni, Paolo Romani, che è riuscito a impedire che i fondi previsti dal piano Caio-Romani per il digital divide (il ritardo nel campo delle tecnologie digitali) si perdessero nel calderone del cosiddetto fondo-Letta, il tesoretto da 9 miliardi presso la presidenza del Consiglio già utilizzato per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. Ieri durante la riunione preparatoria del Comitato interministeriale per la programmazione economica (il Cipe) sarebbe stato deciso di sbloccare definitivamente quei fondi e di destinarli alla banda larga. La decisione finale comunque dovrà essere confermata oggi dal Consiglio dei ministri. Secondo quanto dichiarato ieri dallo stesso Romani, agli 800 milioni dei fondi per la banda larga si aggiungeranno altre risorse già a disposizione del ministero (i fondi Infratel) oltre agli investimenti privati. Insomma, sul piatto il governo dovrebbe riuscire a mettere circa 1,5 miliardi. Principale beneficiario degli investimenti in banda larga dovrebbe essere Telecom Italia. Il piano Romani-Caio infatti prevede che il digital divide (che attualmente coinvolge circa il 13% della popolazione) sia superato aggiornando ed estendendo la rete in rame dell’ex monopolista. Intanto il governo continua a lavorare agli ultimi ritocchi della manovra che sarà approvata dal consiglio dei ministri di oggi. Nelle ultime ore (ieri sera c’è stato un ennesimo pre-consiglio) sarebbe maturata l’idea di unificare il decreto fiscale con il milleproroghe. La mossa permetterebbe al governo di accelerare l’iter di approvazione in Parlamento (l’intenzione è ottenere il via libera prima della pausa estiva) e faciliterebbe un eventuale ricorso alla fiducia. Sull’unificazione dei due decreti tuttavia sono in corso contatti con il Quirinale che in genere non vede di buon occhio testi omnibus. In attesa che il governo sciolga le riserve sullo scudo, prendono intanto forma gli altri contenuti del decreto. L’idea alla base della manovra è incentivare le imprese da un lato e varare misure a favore del welfare dall’altro. Sul primo fronte arriverà la cosiddetta Tremonti-ter con gli sgravi per chi investe. Dal lato del lavoro, invece, le misure allo studio sono diverse: la possibilità per i cassintegrati che vengono assunti da un’impresa di portarsi in dote la cig, la possibilità di capitalizzare la cassa integrazione e avviare un’iniziativa autonoma e, infine, la possibilità che lo Stato si accolli il pagamento di una parte del salario dei lavoratori in esubero che le imprese decidono di non licenziare. Una misura, quest’ultima, che però presenta più di un aspetto problematico per il rischio di annunci fittizi da parte delle aziende. Da dove arriverà la copertura di queste norme? Risparmi per 2 miliardi dovrebbero arrivare dalla centralizzazione della cassa delle società pubbliche non quotate (come anticipato ieri da MF-Milano Finanza). Il ministro dell’Innovazione, Renato Brunetta, ha proposto di finanziare il decreto anche con una mini-riforma pensionistica che equipari nel pubblico l’età di pensionamento di uomini e donne. Sull’idea però è arrivata la frenata del premier Silvio Berlusconi (si veda box a pagina 3). attesa infine la norma sul rimborso agli obbligazionisti Alitalia. Il governo starebbe cercando fondi per garantire un ristoro al 100%. L’ipotesi alternativa è che i bond in default della vecchia compagnia di bandiera vengano rimborsati ad un valore pari al 70% di quello nominale. Il governo sta anche studiando un’estensione della platea della social card, alzando fino a 8 mila euro la soglia di reddito per poter ricevere gli aiuti.