Carlo Moretti, la Repubblica 26/6/2009, 26 giugno 2009
Il mondo inquinato dalla musica ci perseguita anche dal dentista - Ci perseguita ormai in tutti i luoghi pubblici
Il mondo inquinato dalla musica ci perseguita anche dal dentista - Ci perseguita ormai in tutti i luoghi pubblici. Non è più neanche possibile chiamarla musica: è piuttosto una marmellata sonora che si diffonde come un cancro con un pericoloso effetto di saturazione. L´allarme per quello che ha definito «un bagno amniotico» che svilisce la musica «e ci perseguita negli aeroporti, nei bar e nei ristoranti, negli ascensori, in un orribile stile New Age nello studio del fisioterapista», l´ha lanciato Umberto Eco nel numero in edicola de L´Espresso. «Come recuperare il dono della sordità?» conclude sconsolato lo scrittore. In Inghilterra danno consigli su come difendersi dalla musica non richiesta, dall´aural pollution, l´inquinamento acustico nei luoghi pubblici: sul sito nomuzak.co.uk offrono una lista di bar e ristoranti inglesi "music free". Evidentemente la misura è colma. Ne è convinto lo scrittore Valerio Magrelli: «Premetto che amo molto la musica, tutta, e ascolto sia rock sia classica, anche se penso che tra esse ci sia la differenza che corre tra la dama e gli scacchi. Il problema è l´uso che si fa della musica: perché è un dono quando viene scelta, ritengo sia invece criminale imporre la propria musica ad un altro. Viviamo in un´archeologia del rumore: ero in un ristorante del Sud e abbiamo chiesto di spegnere la tv. Il proprietario, gentile, lo ha fatto e abbiamo scoperto che in sottofondo c´era anche una radio. Ormai non ci si rende neanche più conto dell´inquinamento acustico in cui viviamo». Intanto l´industria corre ai ripari. Sono già pronte le casse ad ultrasuoni direzionali: sei lì seduto in una certa zona di un ufficio, o al tavolo del ristorante, e puoi ascoltare Bach anche a tutto volume perché intorno a te nessuno sente nulla, o magari ascoltano altro: sei tu la cassa che fa vibrare il suono, diffuso con la precisione millimetrica di un fascio di luce. Questa diavoleria tecnologica arriva dall´America, è stata inventata in ambito militare per parlarsi sulle grandi navi da guerra, e sta per essere commercializza in ambito civile anche in Italia dalla Skyrec, la società leader per la fornitura di radio e sonorizzazioni su misura per banche e grandi catene di negozi. Ma riusciranno le casse ad ultrasuoni a mettere ordine nella marmellata sonora che ci avvolge? «Per noi è inquinamento acustico tutto ciò che non è fatto bene», ribatte alle critiche Emanuele Borri di Skyrec, 4 milioni di fatturato nel 2008, più di 20 milioni di ascoltatori alla settimana in 11 grandi catene commerciali. «Se si rispetta l´ambiente in cui la musica è diffusa, se è adeguata a chi la ascolta, se è musica di qualità, non può essere inquinamento» dice convinto il direttore del marketing strategico. Tra le agenzie di produzione musicale, le critiche suscitano perplessità: «Una musica appropriata può rendere più suggestivo un luogo, fissare il ricordo di ciò che vedi o stai facendo» dice Sonia Farinetti, consulente musicale di Flipper Music, da 40 anni sul mercato. Il musicista Riccardo Eberspacher, unico italiano nelle compilation Buddha Bar, è critico: «Attenti alla saturazione da lounge music. Il Buddah Bar è diverso, è chill out: punta allo stimolo, non alla noia».