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 2009  giugno 26 Venerdì calendario

Roma, telenovela finita Fioranelli esce di scena - Fine della telenovela, almeno della prima serie

Roma, telenovela finita Fioranelli esce di scena - Fine della telenovela, almeno della prima serie. L’ul­tima puntata non ha riservato ulteriori colpi di scena, il finale è stato quello annunciato negli ultimi giorni: Fioranelli non comprerà la Roma. Scaduto l’ultimatum posto da UniCre­dit, nemmeno ieri l’agente ita­lo- svizzero ha prodotto la ga­ranzia bancaria che gli era sta­ta richiesta. Lo stop L’interruzione ufficiale delle trattative è stata data a tarda sera da un comunicato Italpetroli: «In merito all’inte­resse rappresentato da Vinicio Fioranelli, per conto di una so­cietà di diritto svizzero, ad ac­quisire il pacchetto di control­lo di As Roma, Compagnia Ital­petroli, in qualità di controllan­te indiretta, precisa che, ad og­gi, nonostante gli sforzi profu­si, non si sono realizzate le con­dizioni per proseguire nella va­lutazione di un’eventuale ope­razione ». Provate tutte La scelta del ver­bo «proseguire» non lascia spa­zio a diverse interpretazioni. Del resto, Fioranelli ha avuto diverse settimane di tempo per fornire tutte le credenziali e convincere anche UniCredit della bontà delle sue intenzio­ni, ma non ce l’ha fatta. La pro­venienza di parte dei soldi rac­colti si è rivelata uno scoglio in­sormontabile: evidentemente, Mediobanca non se l’è sentita di mettere a rischio la propria reputazione, così si è arrivati alla decisione di ieri sera. «No­nostante gli sforzi...», anche questo è un passaggio interes­sante del comunicato Italpetro­li. La Sensi e Mediobanca le hanno tentate tutte per vende­re la Roma a Fioranelli, ma evi­dentemente la proposta del­l’agente Fifa non ha raggiunto la soglia minima di affidabili­tà. Probabilmente, Fioranelli è rimasto, lui per primo, vittima dei suoi compagni di cordata: il coinvolgimento di Massimo Pica, assistito dall’avvocato En­rico De Santis, non gli ha giova­to, anzi. Pure la Consob ha co­minciato a indagare (ieri il tito­lo è tornato a salire: +6,08%). Ma l’agente rilancia Tanto che pochi minuti prima del comu­nicato di rottura, lo stesso Fio­ranelli, uscendo allo scoperto, rivelava: «Della cordata faccia­mo parte io e Volker Flick, Pica non c’entra nulla». L’agente Fi­fa, poi, deve sentirsi solo tem­poraneamente fatto fuori, se continua a dire: «A determina­te condizioni i Sensi diranno sì, con Mediobanca i rapporti sono ottimi. Sono convinto che in quattro-cinque giorni riuscirò a convincere tutti». An­che UniCredit? Avanti il prossimo Molto diffici­le. La banca di Piazza Cordu­sio, azionista al 49% di Italpe­troli e maggiore creditrice dei Sensi, ha accolto il comunicato di ieri sera come una liberazio­ne e un gesto di buon senso. Per UniCredit, la trattativa con Fioranelli andava avanti da troppo tempo, l’ultimatum era già scaduto e si faceva strada nei vertici bancari l’ipotesi di mettere all’asta la Roma o, peg­gio, rivolgersi al tribunale falli­mentare per mettere in liquida­zione la Italpetroli. Il comuni­cato, invece, fa fare un passo indietro alla banca e riporta un po’ di serenità tra le parti. Uni­Credit – addirittura – stareb­be già lavorando d’intesa con la Sensi e Mediobanca per va­gliare una valida proposta al­ternativa (probabilmente stra­niera) da giorni sui tavoli di Profumo e Fiorentino. Insom­ma, la Roma resta in vendita. Ma il club (che ieri ha approva­to la relazione mensile, con un peggioramento della posizio­ne finanziaria netta, scesa a 9,2 milioni) forse eviterà di es­sere messo all’asta.