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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

MORRICONE "TUTTO GENIO E REGOLATEZZA"


Non ci potrebbe essere inaugurazione più ganza per il Venaria Real Music. Il Festival nei giardini della Reggia si apre stasera con Ennio Morricone, uomo che a modo suo è una reggia pure lui, monumento vivente a una creatività maestosa, a uno stile nel commentare il cinema in musica che gli è valso l’Oscar solo da due anni, ma gli ha meritato prima ciò che più a un artista piace, l’amore per le sue opere in ogni continente e classe sociale.
Il programma di stasera è quasi identico a quello della sua consacrazione alla Radio City Hall di New York alla vigilia dell’Oscar; sembra disegnato per far sobbalzare, e chi ci sarà non dimenticherà tanto facilmente il trascorrere di temi che hanno riempito l’immaginario collettivo: The Untouchables, C’era una volta in America, La leggenda del pianista sull’Oceano, Il Clan dei Siciliani, Metti una sera a cena, l’intero magnifico periodo western più Mission, la musica del cinema dell’impegno (come La battaglia di Algeri o Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto), infine la Giugiaro 2008 (con Giugiaro presente) scritto su commissione. Il tutto con un’orchestra ungherese di 90 elementi, un coro romano di 71 persone, più la soprano Susanna Rigacci.
Uno spettacolo, insomma: guidato dal più impassibile degli artisti che si possano incontrare, lui. Ennio Morricone è infatti un signore alquanto stravagante, lontano dagli stereotipi del genio e sregolatezza. Uomo metodico, apparentemente imperturbabile, completamente dedito al lavoro e alla famiglia, con una santa moglie che lo accompagna dovunque, deve forse ai tratti del carattere l’incredibile tenuta fisica che a 81 anni lo fa trotterellare senza sosta dalla direzione di un concerto a uno studio di registrazione, con gli avari momenti liberi dedicati alla composizione di musiche per film che gli vengono commissionate senza sosta. Non è stato infatti facile infilarsi fra i suoi impegni, e parlargli.
Lei Maestro ha un’estate di programmi feroci, con concerti da ogni parte d’Italia e d’Europa. Che disciplina si dà?
«Guardi, l’importante è che io dorma la notte. Vado a letto abbastanza presto, la sera alle 10: mi alzo alle 4 del mattino, faccio ginnastica e una camminata ma non fuori, in casa. Poi esco a prendere i giornali, li leggo e poi non mi fermo più: se ho cose urgenti da fare vado avanti fino a sera».
E se è in tournée?
«Se ho il concerto vado a letto tardi, dunque mi alzo un po’ più tardi e non faccio ginnastica».
Siamo riusciti a catturarla in sala di registrazione. Che cosa ci sta combinando?
«Sto registrando uno spot pubblicitario per Dolce e Gabbana, mi hanno chiesto le musiche per un nuovo profumo. Fino a ieri ho lavorato alla colonna sonora di Mi ricordo di Anna Frank di Alberto Negrin, e prima ancora a quella di Baaria di Giuseppe Tornatore.
Lei avrà i cassetti pieni di musica visto che non smette mai di scrivere...
«Eh sì, ma se mi dovesse servire per fare qualcosa, non saprei dove trovarla. Gli stimoli sono sempre nuovi: quando vedo un film, mi ispira a scrivere una certa cosa del tutto diversa dalle precedenti. Le ultime tre produzioni di cui le ho detto, sono completamente diverse fra loro, ma chi mi conosce ritrova la mia mano».
Quale è la miglior età creativa per un artista come lei, e com’è cambiata la sua creatività?
«Credo di aver fatto miglioramenti con il tempo. Non mi sono mai fermato. L’esperienza passata entra in quelle successive, magari in un modo che il pubblico non capta perché sono fatti privati: da film a film, o anche nella musica assoluta, è difficile distinguere il progresso ma il progresso c’è. Tanto che c’è un avvicinamento, leggero, fra musica da cinema e musica assoluta».
L’opera più bella è sempre quella ancora da scrivere?
«Questo è un vizio che non riesco mai a togliermi. Sempre compongo. Adesso sono concentrato su Jerusalem per baritono e orchestra, sono tre piccoli pezzi: uno dal Vangelo, uno dai Salmi e uno dal Corano, le tre religioni di Gerusalemme. E’ per una registrazione di un’orchestra Rai, devo consegnarlo nell’aprile del 2010. Scriver musica mi dà allegria, ma anche crisi che debbo superare».