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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

QUEI CARTEGGI PERICOLOSI


A volte i blogger non dicono tutta la verità, anche se si tratta di personaggi del calibro di Goethe e Schiller. Nel privato i due spiriti magni riuscivano a essere perfidi come dei veri letterati. Lo sappiamo dalle lettere di Johann Heinrich Voss junior, figlio del celebre traduttore di Omero: per esempio si facevano leggere ad alta voce l’Edipo Re di Sofocle nella versione di Hölderlin, e ridevano a crepapelle. Anni dopo, ignaro di tutto, il grande lirico tedesco, ormai pazzo nella torre di Tubinga, continuava nel delirio a ripetere i loro nomi con debordante affetto e ammirazione.
Tutto il mondo è paese, compresa Weimar. E le lettere sono piene di trappole. Una può mentire, molte insieme dicono molte verità, proprio come accade a quelle del visconte di Valmont, della marchesa di Merteuil e delle loro vittime nelle Relazioni pericolose (o Amicizie, o Legami, secondo le traduzioni), il capolavoro di Choderlos de Laclos che come antesignano non è secondo a nessuno. Si tratta ovviamente di un romanzo epistolare, ma unico e speciale, dove le lettere rivelano d’essere non solo un modo di comunicare, ma un’arma. Sono loro, più che le azioni conseguenti, a far crollare le piccole virtù della presidentessa di Tourvel e di quel bocconcino di Cécile Volanges, e pazienza se la marchesa sarà, per punizione, devastata dal vaiolo e orba d’un occhio.
Resta bellissima anche così, almeno quanto la Pamela di Richardson (da non confondere con Elisa di Rivombrosa, che per anni di sceneggiato tv si è aggirata ad Agliè, nel noioso maniero) e forse più di tutti gli eroi del romanzo epistolare, esploso nel ”700 e ancor oggi ben vivo. Negli ultimi anni si è aggiornato, accogliendo le e-mail, (un esempio è Al mio giudice di Alessandro Perissinotto) ma non è che sia poi così mutato. Quando è nato rappresentava bene un’epoca di lunghe ore al tavolino, di pagine vergate con tranquilla compunzione e peraltro destinate spesso ad arrivare piuttosto in fretta; o di serate davanti al caminetto dove gli scrittori recitavano ad alta voce capitoli delle loro opere a mogli e parenti.
Nulla vieta di provarci anche ora, ma è probabile che si rischierebbe seriamente la pelle. La pioggia di e-mail che pretendono una risposta immediata è invece considerata normale, e come tale da sopportare pazientemente: col risultato che si scrive forse di più, certamente più in fretta, e certissimamente «male». evidente che le lettere di Goethe e Schiller non perdono sul web nulla della loro (relativa) lentezza, e le nostre mail non potranno mai rinunciare alla loro (relativa) velocità. L’importante è evitare i cortocircuiti. Non dimentichiamo infatti che se l’avvocato Jonathan Harker, invece di scrivere due lettere, avesse potuto inviare qualche e-mail dal castello di Dracula, il suo allarme sarebbe arrivato a Londra in tempo per scongiurare lo sbarco del vampiro. Ma Bram Stoker non avrebbe potuto scrivere il suo romanzo, che è un altro classico irrinunciabile del genere diaristico-epistolare.