Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2009  giugno 25 Giovedì calendario

ERO UN ASSO DEI PATTINI HO FATTO L’ATTRICE PER UN INCIDENTE"


Gabriella Pession velina per il cinema

Non sono snob, amo anche le fiction e la commedia ma in Italia gli attori che le fanno vengono ghettizzati
Per Lucini divento una ragazza disposta a tutto per fare tv: io non sono così e queste persone mi fanno tristezza

ROMA
«Mi hanno chiesto: ti va di fare una cafona arrampicatrice disposta a tutto pur di fare tv? Ho risposto: "Sì, tutta la vita"». Così Gabriella Pession nel film "Oggi sposi" di Luca Lucini si trasforma in Sabrina Monti, soubrette in cerca di gloria. «Sabrina incarna tante ragazze disposte a tutto per apparire, non le giudico perché mi fanno un po´ tristezza» racconta «Sono irriconoscibile: capelli biondi, push up, trucco, sembro un trans».
Gabriella Pession fa parte della generazione delle attrici trentenni che hanno conquistato subito con la tv la popolarità: era la cattiva di "Orgoglio" («Devo tutto a Goffredo Lombardo e Lina Wertmuller»), ha interpretato "Capri", la Wertmuller l´ha voluta in "Ferdinando e Carolina" e nella nuova fiction Rai "Mannaggia alla miseria" ispirata all´esperienza del premio Nobel Yunus. A fine agosto la vedremo al cinema in "Le 13 rose" di Emilio Martinez, storia vera di tredici ragazze fucilate dai franchisti dopo la guerra civile spagnola. Dalla tv al cinema, mai avuto il dubbio che la fiction potesse chiuderle le porte?
«In Italia si corre questo rischio, tendono a ghettizzarti, ma certa fiction vale il cinema e io non sono snob. Anzi. Amo la commedia. Ho firmato con Cattleya un contratto per tre film e una fiction per la Rai, la storia di Rosella Andrei, la prima donna in Italia a laurearsi in medicina».
La soubrette Sabrina Monti in cosa crede?
«Nell´apparenza. Però le voglio raccontare una cosa: stavo ore al trucco e mi vergognavo un po´ quando arrivavo sul set conciata in quel modo, con le tette di fuori, la minigonna, un cagnolino in braccio, però per strada gli uomini mi gridavano "A bbbona!". Credo che la percezione di bellezza e seduzione sia molto diversa tra uomini e donne, a me piace Audrey Hepburn».
Lei è molto determinata: è vero che durante i Telegatti salì sul palco per abbracciare Michael Jackson?
«Certo. E lo rifarei. Andavo al liceo, per guadagnare qualche soldo facevo la hostess a teatro durante il gala, vestita da sera, e occupavo la poltrona se qualcuno si alzava. Quell´anno era ospite Jackson, sono una sua grande fan, e non ho resistito. Ho fatto una corsa e sono salita sul palco. E´ un artista straordinario, fragile, non lo giudico».
Lei che famiglia ha avuto?
«La persona più straordinaria era mia nonna, che lasciò il nonno e andò ad abitare in Florida. Io sono cresciuta con lei e con mamma, ho vissuto in America per otto anni. E´ stato un trauma tornare in Italia. Poi sono stata un anno e mezzo in Australia. Ho avuto una vita avventurosa. Ma ho anche sofferto molto; per la separazione dei miei genitori e quando ho dovuto abbandonare il pattinaggio, ero nella Nazionale, ma mi sono rotta i legamenti».
Quindi fare l´attrice è stato un ripiego.
«E´ capitato, ma non l´avevo scelto. Dover smettere di pattinare è stato un dolore grandissimo, era la mia vita. Recitare mi piace, so di essere fortunata ma mi tengo le mie malinconie».