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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

«SI PERDE TUTTO PERSINO I CANI»


ROMA – «Una volta un religioso ha lascia­to sul treno tutto l’occorrente per una messa da campo, incluso l’altare da montare pezzo per pezzo...». Ne ha viste di cose strane Giu­seppe Rafaniello: ora ha 45 anni e si occupa dell’assistenza in tutta Italia, ma lavora alle fer­rovie dal ”93 e per sedici anni si è occupato degli oggetti smarriti nel Lazio. Cos’è che gli italiani dimenticano di più? «Soprattutto om­brelli, borse, cellulari e cappelli. Erano molti anche i vangeli, e anche gli strumenti musica­li, trovavamo tantissime chitarre. Ma le cose più strane erano sempre sui treni notturni. Perché la gente si sveglia e ha fretta, così di­mentica più facilmente. Di dentiere, ad esem­pio, ne trovavamo moltissime: gli anziani le lasciavano ovunque. Ma spesso capitavano an­che protesi, arti artificiali, stampelle per la de­ambulazione ». An­che gli animali fini­vano per viaggiare da soli: «Sì ma rara­mente, in genere i padroni sono mol­to attenti. Però una volta un signo­re si dimenticò il cane in carrozza, quando se n’è ri­cordato è venuto da noi ed era disperato». Di­ce che è sempre quello lo stato d’animo di chi lascia oggetti sul treno e chiede aiuto: «Quelli più agitati sono coloro che lasciano a bordo il computer, magari con dei documenti di lavo­ro. Capita spesso». Anche adesso che l’ufficio oggetti smarriti non c’è più: «Noi cerchiamo di aiutare tutti sempre, anche se non abbiamo più una struttura. Qualche tempo fa una cop­pia ha smarrito una borsa con dei soldi in con­tanti, signori stranieri tutt’altro che facoltosi. Era notte e abbiamo fatto il possibile ma...». Il problema, dice, è che adesso con gli oggetti ritrovati spesso non sanno cosa fare: «In alcu­ni parti d’Italia i Comuni neanche li accettano, ce li rimandano indietro».