Alessandro Carlini, Libero 25/06/2009, 25 giugno 2009
Nella Svizzera ai tempi della crisi è in atto una ”guerra” intestina fra i cantoni per accaparrarsi i super ricchi che vogliono fissare nel Paese la loro residenza
Nella Svizzera ai tempi della crisi è in atto una ”guerra” intestina fra i cantoni per accaparrarsi i super ricchi che vogliono fissare nel Paese la loro residenza. E le autorità sono pronte a tutto, anche a privare il patrimonio pubblico di alcune parti di quel paradiso fatto di laghetti alpini e vedute mozzafiato. Ai governanti del canton Obvaldo, nel cuore stesso della Svizzera verde, è venuta un’idea molto originale: creare speciali zone, in pratica riservate ai ricchi, dove solo loro possono costruire sontuose residenze. La proposta è molto semplice anche se altrettanto criticata. Dove fino a oggi nessuno poteva costruire una sola casa, su quei terreni di inestimabile valore che sono immersi nel paesaggio alpino, i ricchi potranno edificare, in tutta tranquillità. Il cantone è pronto a togliere tutti i divieti, quelle zone sono attualmente adibite all’agricoltura, sono protette, visto il loro valore naturalistico. Ma al posto delle mucche potrebbero presto arrivare le ruspe, e trasformarle in aree residenziali, che di fatto chiuderanno l’accesso ai ”comuni mortali”. Tutto per rimpinguare le casse del canton Obvaldo, attirando contribuenti facoltosi. La lotta fra le entità territoriali, ricorrente nella storia della Confederazione, si è tutta spostata sul fronte fiscale. Ma c’è ancora. C’è una propria sfida fra chi offre la minore pressione fiscale: tre anni fa, il canton Obvaldo ha deciso di ridurla di un quarto, con una income tax locale che è ora dell’1,8%. valida per tutti i redditi a partire da 10.000 franchi (è la cosiddetta flat rate tax), mentre quelli inferiori vengono esonerati. L’aliquota fiscale sugli utili delle società è stata ridotta al 6,6%. Ma anche gli altri cantoni si sono mossi nella stessa direzione, creando una sorta di ”guerra” fiscale. E in virtù di questa può succedere di tutto. Anche la creazione di queste zone residenziali di "alta qualità", come le chiamano. Il caso è diventato rapidamente nazionale. «Queste aree non sono nient’altro che forme di apartheid», ha detto il ministro elvetico dell’Ambiente Moritz Leuenberger. Altri critici dicono che la corsa ai ricchi sta diventando letale per la middle-class, con un aumento vertiginoso dei costi degli immobili. La risposta definitiva alla proposta è però nelle mani degli obvaldesi, che nei prossimi mesi potranno votarla in un referendum. Il fronte della protesta è però molto ampio, e coinvolge contadini, Verdi e chi non vuole diventare un cittadino di serie B. Le autorità del cantone, comunque, continuano a sostenere la loro proposta. «Le ferrovie svizzere offrono un servizio di prima classe con più comfort e spazio», ha detto il dirigente alle Finanze del cantone, Hans Wallimann. «C’è anche la seconda classe dove c’è meno spazio a disposizione ma si paga la metà. Questo è forse scorretto?». Fino ad ora, la stragrande maggioranza dei cittadini ha sempre seguito i suoi governanti locali sulla strada delle riduzioni fiscali. In Svizzera, cantoni e comuni godono dell’autonomia fiscale, le imposte possono variare molto da un luogo di residenza all’altro. L’imposta federale diretta, piuttosto modesta, è invece uniforme in tutto il Paese. In gran parte è poi riversata nelle casse di cantoni e comuni. Ma non si sa quanto questo sistema faccia bene ai conti degli enti locali. Sulla carta 400 nuove aziende si sono trasferite nel canton Obvaldo dopo le ultime riduzioni, ma molte sono compagnie fittizie, che hanno una casella postale come indirizzo. Non offrono posti di lavoro, non contribuiscono all’economia locale.