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 2009  giugno 25 Giovedì calendario

I giornalisti che in questi giorni sono arrivati a Bari per seguire l’inchiesta sullo scandalo a luci rosse, in cui è coinvolto anche Silvio Berlusconi, prima o poi si sono imbattuti in lei

I giornalisti che in questi giorni sono arrivati a Bari per seguire l’inchiesta sullo scandalo a luci rosse, in cui è coinvolto anche Silvio Berlusconi, prima o poi si sono imbattuti in lei. Parliamo di Maria Pia Vigilante, la combattiva avvocatessa che difende Patrizia D’Addario, la escort principale testimone del ”Bari-gate”. Un bravo avvocato, indubbiamente. Ma con le sue precise idee politiche. In virtù delle quali sembra aver fatto diventare questo caso una sorta di battaglia contro Berlusconi. La differenza con cui in questi giorni sta trattando i giornalisti si è subito capita: confidenza e passaggio di notizie ai cronisti ”amici” e silenzio assoluto con gli altri. E per ”amici” si intendono, naturalmente, quelli che non hanno particolare simpatia per il Cavaliere. Tanto per dire, un cronista di un giornale di centrodestra qualche giorno fa le ha telefonato per chiederle un appuntamento per parlare della sua assistita, Patrizia. «Mi dispiace, ma con lei non parlo. Sa, abbiamo obbiettivi diversi...», è stata la risposta dell’avvocatessa. E qual è l’obbiettivo di un legale se non quello di difendere il proprio cliente? Forse far cadere il governo a colpi di rivelazioni sulla notte della D’Addario a Palazzo Grazioli? Chissà. Fatto sta che, da quando è iniziata l’inchiesta, l’agguerrita avvocatessa la si può trovare quasi tutte le sere ai tavolini del Bar Borghese, uno dei più antichi e famosi della città, proprio sotto l’Hotel Palace, in compagnia dei cronisti della Corriere della Sera e del Corriere del Mezzogiorno (il panino che il quotidiano di via Solferino pubblica in tutto il Sud). E, guarda caso, le indiscrezioni più informate sui racconti della D’Addario sono uscite proprio sul Corrierone. Che, tra l’altro, è stato il primo a fare lo scoop, anticipando prima degli altri il caso Patrizia. Per carità, bravissimi i colleghi di via Solferino che fanno bene il loro mestiere. Un po’ facilitato, però, dal fatto che una fonte fondamentale parli, in pratica, solo con loro. La Vigilante, tra l’altro, ha un blog proprio sul Corriere del Mezzogiorno: si chiama ”donne che corrono con i lupi” (il titolo, come spiega lei stessa, viene da un libro di Clarissa Pinkola Estes) e tratta di problemi di donne. Vigilante, infatti, è anche presidente dell’associazione Giraffa Onlus che si occupa dei problemi della condizione femminile, in particolare del traffico e allo sfruttamento sulle giovani immigrate clandestine. Un’associazione che in dieci anni ha salvato dalla strada centinaia di prostitute. Ma non solo: la Vigilante ha fatto battaglie anche contro le mutilazioni femminili, la schedatura dei rom e per la dignità delle donne in tutti i settori della società. Insomma, una femminista doc. Che difende le pari opportunità anche all’interno dell’ordine degli avvocati baresi. E che ora ha trovato la sua nuova battaglia: la difesa della donna che ha osato sfidare il premier e che ha unito intorno a lei tutti gli antiberluscones d’Italia, che ora tifano Patrizia e auspicano, grazie a lei, l’inizio della fine dell’impero berlusconiano. Avvocato molto conosciuto in città, Maria Pia viene descritta «come una professionista molto brava, un’avvocatessa di quelle ”cazzute”, preparata, attenta a ogni dettaglio». Ma anche una donna «con le sue idee precise e che si impegna in prima linea per quello in cui crede». E quando martedì è uscito il comunicato con cui Patrizia ha smentito il premier, diversi cronisti hanno ipotizzato che quelle parole così nette fossero farina del sacco dell’avvocato. La D’Addario, dunque, si è scelta una tosta. Che, oltretutto, non ha simpatia per Berlusconi. Cosa che, dal suo punto di vista, non guasta. E la escort barese pare sia talmente soddisfatta della sua avvocatessa da averla consigliata anche a Barbara Montereale, l’amica invitata con lei a Palazzo Grazioli. Ma Barbara ha rifiutato e, per ora, preferisce tenersi il suo legale (maschio).